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Un Master all’alta scuola di Turismo sostenibile

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turismo sostenibileSarà distribuito sui prossimi 12 mesi il Master di secondo livello in Turismo sostenibile e brand del territorio. Innovazione, attrattività e formazione alla sostenibilità verso Expo 2015 (gennaio/dicembre 2015), promosso da tre Alte Scuole e sei Facoltà dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Il tema è ben chiaro: formare professionisti del turismo che siano avvezzi a rendere ogni attività turistica ecofriendly. Per saperne di più abbiamo parlato con il direttore di Alta Scuola per l’Ambiente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore professor Pierluigi Malavasi.

Il Master che avrà inizio a gennaio intende formare professionisti del turismo con le caratteristiche di un elevato profilo multidisciplinare per rispondere alla complessità del settore, e capaci di valorizzare il patrimonio ambientale per lo sviluppo tra green marketing e brand del territorio, intervenendo nei piani di programmazione turistica e distribuzione di prodotti turistici sostenibili.

Una prospettiva tenuta in grande considerazione nel master è il rispecchiamento tra green economy e sostenibilità, considerati forti catalizzatori a livello europeo, sentiti come bisogni contemporanei per uno slancio e una ripresa europea, e come tali inducono a una riflessione da parte delle strategie formative.

Come sarà organizzato il Master in Turismo sostenibile e brand del territorio?

Tre le grandi aree formative complementari e interconnesse: sette moduli di insegnamento di taglio multi e interdisciplinare, seppur specifici e diversi tra loro, intendono condurre la riflessione dei corsisti in formazione verso un’unità di sapere ambientale, che nondimeno esprime la complessità del tema; uno stage presso prestigiose aziende/imprese nell’ambito del turismo qualificate e rispondenti allo specifico campo di interesse e di approfondimento che ogni corsista intenda sviluppare; e attività di laboratorio e visiting a realtà di eccellenza.

Quanto è importante l’impatto del momento storico/economico e anche politico su questo settore?

C’è una attenzione sempre più elevata nei confronti del turismo sostenibile, dovuta a una accresciuta sensibilità nei confronti delle questioni ambientali. È una sensibilità che rispecchia la ricerca di una rinnovata concezione del rispetto e della vita del nostro pianeta e delle infinite declinazioni di cui si compone e di cui possiamo contemplare la bellezza creaturale. Il turismo sostenibile rappresenta oggi uno straordinario driver per lo sviluppo e per aumentare posti di lavoro, concreti, giusti e di ampia prospettiva: l’evidenza trova conforto nei recentissimi dati Istat, che mostrano per il secondo semestre del 2014 un aumento di arrivi in Italia del 3,6% e un aumento del 2,8% di presenze rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente e mostrano, quindi, la vitalità del settore.

In tale prospettiva è nodale mettere in luce come la prospettiva del turismo sostenibile, poggi il suo potenziale su un’interpretazione delle attuali curvature e risultanze euristiche della green economy, che offre pregnanti possibilità occupazionali, e l’avvio di attività creativo-innovative, alcune delle quali hanno già preso avvio a livello europeo.

Il turismo, nella sua emblematica declinazione di turismo sostenibile, è in grado di conciliare interessi multidisciplinari e al tempo stesso politici di lungimirante portata per la governance della società.

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