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Pacciamatura sostenibile: basta plastica nei campi!

città: Milano - pubblicato il: - ultima modifica: 5 Marzo 2019
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Pacciamatura sostenibile dei campi? Certamente, perché si può evitare l’utilizzo di plastica e ricorrere a sistemi più green e anche meno costosi in termini di rifiuti.

Tra le varie soluzioni allo studio per una pacciamatura sostenibile – paglia e altri scarti naturali – spicca anche un nuovo materiale biodegradabile in Mater bi ottenuto dalla lavorazione dell’amido di mais.

Il nome del prodotto è Biotelo Agri ed è proposto da Polycart che dopo 12 anni di ricerca e sviluppo in collaborazione con Novamont ha ottenuto un’ottima risposta dagli enti certificatori: come l’Istituto Belga Organic Waste System nell’ambito del programma di certificazione Ok Compost, OK Biodegradable Soil così come da altri Istituti internazionali quali AIB Vinçotte (Belgio), DinCertCo (Germania), IIP Italia.

Tali certificazioni hanno seguito i metodi standard CEN EN 13432, DIN 54900. Inoltre, l’azienda produttrice assicura che il master colorante (masterbatch) nero, verde e marrone utilizzato per colorare Biotelo Agri è anch’esso composto da amido di mais ed è stato studiato appositamente per non influire in alcun modo sulla biodegradazione del prodotto.

Il tutto è stato recepito dal decreto da quattro ministeri italiani e pubblicato sulla gazzetta ufficiale nr 219 del 17/9/2004, nella categoria prodotto ad azione specifica del D.Lgs. 217/2006.

La grande novità di Biotelo Agri” spiega una nota del produttore “è la possibilità di essere utilizzato anche su colture fino a oggi non pacciamabili per motivi di meccanizzazione, per esempio: colture industriali quali il pomodoro, la patata, il tabacco; arboree quali nuovi impianti di vigneto o impianti per la produzione di biomasse a scopo energetico. In questi casi BioTelo Agri permette di effettuare tutte le lavorazioni meccaniche e di raccolta grazie alla sua completa biodegradabilità“.

Ovviamente, la degradazione del telobio dipende in maniera sensibile dalle condizioni climatiche e ambientali quali temperatura, umidità e attività microbica del terreno per cui l’azienda afferma e garantisce un periodo compreso tra un minimo di tre/quattro mesi e un massimo di cinque/sette mesi.

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