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Leroy Merlin sulla strada senza ritorno della sostenibilità

pubblicato il: - ultima modifica: 16 Marzo 2020
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Time is over: con la fine dell’anno Leroy Merlin Italia lavorerà solo con fornitori che hanno aderito e siglato il protocollo che è stato messo a punto dal team che si occupa di sostenibilità e che è guidato da Luca Pereno.

Si tratta di un codice di condotta ispirato alle Linee guida Ocse spiega il manager – che ruota attorno al rispetto per l’ambiente; ai diritti umani; alla salute, alla sicurezza e alla legalità“.

È così che iniziano a muoversi le grandi aziende. La parola d’ordine è mostrare la bontà dei propri prodotti via certificazione.

Prendiamo una materia sensibile come il legno: Leroy Merlin, azienda del Gruppo Adeo, player francese per lo più attiva nel mercato del bricolage e del fai-da-te, non lo importa direttamente – precisa Pereno – per cui non avremmo l’obbligo della tracciabilità, ma ci sembra più che corretto poter dimostrare ai nostri clienti che quello che vendiamo ha una sua precisa filiera descritta e circostanziata“.

Così il manager dimostra come la responsabilità sia a caduta: il fornitore deve essere in grado di dimostrare che anche la propria filiera è sostenibile. “Altrimenti, facciamo in modo che ci sia un audit“. L’effetto è prorompente: su 735 fornitori a oggi l’80% ha già sottoscritto il codice.

Ma, così come si chiede ai fornitori di attuare sane procedure e buoni comportamenti, si deve fare in modo che le buone pratiche avvengano anche in casa propria. E così una sorta di audit Green Planner l’ha fatta a Leroy Merlin Italia.

La sostenibilità in casa Leroy Merlin

Logistica e mobilità: l’attenzione a questo tema in azienda è molto alta tanto che per ottimizzare il trasporto merci è stato spostato anche il magazzino centrale in provincia di Piacenza. Questo si trova a Castel San Giovanni dove è in previsione la costruzione della stazione ferroviaria.

Inoltre, “abbiamo messo a punto un cruscotto con il Politecnico di Milano che ci permette di calcolare quanta CO2 emette ogni pallet trasportato, spiega Pereno, e i dati dimostrano che con l’ottimizzazione siamo arrivati a 5,82 kg di CO2 a pallet dai 19 kg che registravamo nel 2010“.

Anche in questo caso l’accordo è win-win se il fornitore di Leroy Melin adotta politiche simili. “Noi chiediamo a chi consegnava direttamente sui negozi di appoggiarsi al deposito. Sappiamo che la gomma permette maggiore flessibilità, ma sono le rotaie a efficientare la logistica“.

Energia ed efficienza energetica: tutta l’energia usata dalla multinazionale è verde. In Italia il contratto è con la Valdostana CVA. Il desposito di Castel San Giovanni ha un alto livello di automatizzazione, illuminazione a Led, isolamento termico e sistema Bms (Building management system) per il controllo automatizzato delle aree di lavoro a livello di illuminazione, ventilazione e sicurezza.

Attraverso l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti dei punti vendita Leroy Merlin anche in Italia gode di una buona autosufficienza energetica. Il primo sistema è stato realizzato a fine 2012 presso il negozio di Lissone (MB). Dal 2013 sei sistemi fotovoltaici sono stati installati presso i negozi di Lissone, Vicenza, Casalecchio (BO), Mesagne (BR), Palermo Mondello e Roma Polo.

Acqua: “al momento – spiega Pereno – ci stiamo concentrando sul monitoraggio dei nostri usi. Anche se devo ammettere che la reportistica che consegnano le utility dell’acqua non è molto puntuale. Il prossimo anno, poi, vorrei iniziare a occuparmi delle problematiche dell’acqua sui luoghi di produzione“.

Verde: per ora non ci sono tetti verdi o pareti assorbi CO2 nei punti vendita. Ma in tema Leroy Merlin ha tenuto a battesimo addirittura una foresta. Ad Alcamo. Così l’hanno proprio l’hanno chiamata foresta dei diritti: “è un bosco di mille alberi nel quale ogni pianta porta il nome di una personalità o di una figura simbolica che rappresenta, nella vita di ogni giorno, la battaglia per il rispetto e la difesa dei diritti” spiega Pereno.

La collaborazione è avvenuta con il liceo musicale Vito Fazio Allmayer. L’impegno è assicurare anche la manutenzione. A questo si aggiunge un altro polmone: quello realizzato con il Consorzio le Ferriere nel Piacentino. Qui 4.000 ettari di bosco certificato che assorbiranno 1.877 tonnellate di CO2.

Tema dello spreco: argomento declinato in una maniera particolare nei punti vendita come quelli di Leroy Merlin, ed è legato ai prodotti che si rompono oppure vengono rubati. Nel primo caso Pereno sta pensando di strutturare dei contest creativi che facciano uso dei prodotti rotti. Nel secondo si tratta proprio di ingaggiare una lotta contro i furti.

CSR: molto creativa e intensa è l’attività di corporate social responsibility in Leroy Merlin Italia. E riguarda sia gli stakeholder che i collaboratori sollecitati a lavorare con associazioni ed enti dei territori. Attività di questi mesi è quella che prevede il coinvolgimento di giovani creativi stimolati attraverso un workshop progettare complementi d’arredo in legno.

Il progetto migliore verrà quindi selezionato per entrare nel catalogo 2017 ed essere commercializzato nei punti vendita Leroy Merlin. Infine, giusto per ribadire che la sostenibilità per prima cosa la si deve vivere in casa propria, il 19 maggio Leroy Merlin terrà il Green day.

How wood it be, contest creativo di Leroy Merlin

Dal 10 al 13 maggio a Padova, all’ex Fornace Carotta, 15 giovani creativi saranno selezionati per ideare, inventare e progettare di complementi d’arredo in legno. Il contest è quello di How wood it be ideato dal Forest Stewardship Council Italia in collaborazione con Leroy Merlin Italia.

Il workshop progettuale, sviluppato con la supervisione del designer Andrea Maragno (JoeVelluto Studio), si sviluppa in un percorso di ricerca di concept innovativi che prevedano l’uso del legno come materia prima. Il progetto migliore verrà quindi selezionato per entrare nel catalogo 2017 ed essere commercializzato nei punti vendita Leroy Merlin.

La partecipazione al concorso è aperta agli studenti regolarmente iscritti all’ultimo anno di corso di laurea triennale in Architettura, Ingegneria, Design, o provenienti da Scuole o Istituti di Design e Accademie di Belle Arti, che non abbiano ancora compiuto 31 anni.

La selezione dei 15 partecipanti avverrà in base a curriculum, portfolio ed esperienze. I dettagli per l’iscrizione e ulteriori informazioni sono disponibili online.

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