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Recupero oli usati, in Toscana Livorno raccoglie più di tutti

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oli usati circoliamo

oli usati circoliamoOltre 5.070 tonnellate di oli usati raccolte in Provincia di Livorno nel 2015, su un totale di 12.770 tonnellate recuperate nella Regione Toscana.

Sono i dati resi noti dal Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati nella conferenza stampa che si è tenuta nell’ambito di CircOLIamo, la campagna educativa itinerante che punta a sensibilizzare l’opinione pubblica e le amministrazioni locali sul corretto smaltimento degli oli usati.

I ragazzi delle scuole hanno visitato il villaggio CircOLIamo partecipando agli educational loro dedicati e sfidandosi a Green League, il progetto che prevede un sistema di giochi online finalizzati all’educazione ambientale.

“Si parla tanto di riciclo e riuso” ha dichiarato l’assessore all’Ambiente Giuseppe Vece “e quello di oggi è l’esempio pratico di come i rifiuti possano diventare una risorsa. Il coinvolgimento delle scuole è la via giusta per trasmettere messaggi così importanti alle nuove generazioni. Noi stiamo lavorando a 360° sui rifiuti, che sono la risorsa del nostro futuro: non devono più essere considerati come un problema, ma come un’opportunità economica e sociale per i cittadini e per lo sviluppo del Paese. Quella di oggi col COOU è stata una bella occasione per instaurare un rapporto che spero possa andare avanti nel futuro e portare a nuove collaborazioni”.

Nel 2015 il Consorzio – che coordina l’attività di 73 aziende private di raccolta e di 4 impianti di rigenerazione – ha raccolto in tutta Italia 167.000 tonnellate di olio lubrificante usato, un dato vicino al 100% del potenziale raccoglibile.

“I risultati sono soddisfacenti” ha spiegato Franco Barbetti, direttore tecnico-operativo del COOU “ma il nostro obiettivo resta quello di raccoglierne il 100%”.

Per questo motivo il Consorzio ha ideato la campagna educativa itinerante CircOLIamo, che in due anni toccherà tutti i capoluoghi di provincia italiani; una campagna a zero emissioni, perché la quantità di CO2 generata sarà compensata attraverso interventi di forestazione in grado di assorbire la CO2 immessa in atmosfera.

“La piccola parte che sfugge ancora alla raccolta” ha continuato Barbetti “si concentra soprattutto nel fai da te: per intercettarla abbiamo bisogno del supporto delle amministrazioni locali per una sempre maggiore diffusione di isole ecologiche adibite anche al conferimento degli oli lubrificanti usati”.

Attivo dal 1984, il COOU ha contribuito con il proprio lavoro a ridurre in misura significativa non solo l’inquinamento ambientale, ma anche i consumi di acqua, materia e suolo. L’effetto positivo sul consumo di acqua (water footprint) ha portato a un risparmio netto cumulato di 2,3 miliardi di m3 di oro blu; trent’anni di recupero degli oli usati hanno consentito inoltre di evitare il consumo di 6,4 milioni di tonnellate di materia prima vergine (material footprint), mentre dall’analisi di carbon footprint del sistema emerge un risparmio netto cumulato di emissioni climalteranti di 1,1 milioni di tonnellate di CO2 equivalente; grazie al riciclo degli oli come basi lubrificanti rigenerate sostitutive di basi lubrificanti vergini, è stato risparmiato il consumo di 7.306 ettari di suolo (land footprint).

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