Home Imprese Sostenibili Fusione nucleare, in Piemonte nascerà polo tecnologico avanzato

Fusione nucleare, in Piemonte nascerà polo tecnologico avanzato

città: Torino - pubblicato il: - ultima modifica: 10 Aprile 2020
fusione nucleare

fusione nucleareUn polo tecnologico avanzato per la ricerca sulla fusione nucleare e lo sviluppo di tecnologie innovative per la competitività dell’industria: è il progetto che potrebbe nascere in Piemonte, su impulso della Regione Piemonte, Unione Industriale ed Enea.

Divertor Tokamak Test facility, questo il nome dato al progetto, prevede un investimento complessivo di circa 500 milioni di euro e che richiederà almeno 270 addetti per la costruzione e 500 per la sperimentazione, ai quali si aggiungeranno rispettivamente 350 e 750 posti nell’indotto terziario.

La gestione dell’impianto per la ricerca sulla fusione nucleare durerà almeno 25 anni e necessiterà di spese di approvvigionamento, materiali di consumo e manutenzioni per circa 15 milioni di euro l’anno, più l’indotto relativo alla presenza sul territorio dello staff tecnico-scientifico, con una ricaduta economica stimata, in termini di reddito prodotto sul territorio, che varrà 4 volte il capitrale investito.

Nella realizzazione del polo tecnologico di ricerca sulla fusione nucleare saranno coinvolte industrie medio-grandi e PMI che operano nel campo della superconduttività, della meccanica di precisione, dell’elettronica di potenza, delle tecnologie speciali per il vuoto e dei processi per la realizzazione di materiali e componenti.

“Realizzare nel nostro Paese questo esperimento internazionale permetterà alla comunità scientifica italiana di continuare a essere tra i leader nel campo della fusione nucleare e al sistema industriale di confermare l’elevato livello di competitività dimostrato” ha sottolineato il presidente di Enea Federico Testa “Enea è pronta a dare il suo apporto con l’expertise maturata nell’ambito del Dipartimento Fusione e Sicurezza Nucleare nei Centri di Ricerca di Frascati e Brasimone, poli di eccellenza apprezzati dalla comunità scientifica, con dotazioni strumentali di altissimo livello”.

A oggi, la ricerca sulla fusione nucleare eha già contribuito a rilevanti risultati in termini scientifici ed economici.

Nel progetto Iter, per esempio, sono coinvolte, a vario titolo, oltre 500 industrie italiane fra le quali Ansaldo Nucleare, Asg Superconductors (Gruppo Malacalza), Simic, Mangiarotti, Walter Tosto, Delta-ti Impianti, Ocem Energy Technology, Angelantoni Test Technologies, Zanon, Cecom e consorzio Icas tra Enea, Criotec e Tratos, che si sono aggiudicate gare per quasi un miliardo di euro – circa il 60% del valore delle commesse europee per la produzione della componentistica ad alta tecnologia.

Condividi: