
Divertor Tokamak Test facility, questo il nome dato al progetto, prevede un investimento complessivo di circa 500 milioni di euro e che richiederà almeno 270 addetti per la costruzione e 500 per la sperimentazione, ai quali si aggiungeranno rispettivamente 350 e 750 posti nell’indotto terziario.
La gestione dell’impianto per la ricerca sulla fusione nucleare durerà almeno 25 anni e necessiterà di spese di approvvigionamento, materiali di consumo e manutenzioni per circa 15 milioni di euro l’anno, più l’indotto relativo alla presenza sul territorio dello staff tecnico-scientifico, con una ricaduta economica stimata, in termini di reddito prodotto sul territorio, che varrà 4 volte il capitrale investito.
Nella realizzazione del polo tecnologico di ricerca sulla fusione nucleare saranno coinvolte industrie medio-grandi e PMI che operano nel campo della superconduttività, della meccanica di precisione, dell’elettronica di potenza, delle tecnologie speciali per il vuoto e dei processi per la realizzazione di materiali e componenti.
“Realizzare nel nostro Paese questo esperimento internazionale permetterà alla comunità scientifica italiana di continuare a essere tra i leader nel campo della fusione nucleare e al sistema industriale di confermare l’elevato livello di competitività dimostrato” ha sottolineato il presidente di Enea Federico Testa “Enea è pronta a dare il suo apporto con l’expertise maturata nell’ambito del Dipartimento Fusione e Sicurezza Nucleare nei Centri di Ricerca di Frascati e Brasimone, poli di eccellenza apprezzati dalla comunità scientifica, con dotazioni strumentali di altissimo livello”.
A oggi, la ricerca sulla fusione nucleare eha già contribuito a rilevanti risultati in termini scientifici ed economici.
Nel progetto Iter, per esempio, sono coinvolte, a vario titolo, oltre 500 industrie italiane fra le quali Ansaldo Nucleare, Asg Superconductors (Gruppo Malacalza), Simic, Mangiarotti, Walter Tosto, Delta-ti Impianti, Ocem Energy Technology, Angelantoni Test Technologies, Zanon, Cecom e consorzio Icas tra Enea, Criotec e Tratos, che si sono aggiudicate gare per quasi un miliardo di euro – circa il 60% del valore delle commesse europee per la produzione della componentistica ad alta tecnologia.











