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Il buon marketing del fine vita dei prodotti

città: Milano - pubblicato il:
fine vita dei prodotti - riciclo

fine vita dei prodotti - ricicloFine vita dei prodotti: sempre più aziende italiane pensano a come smaltire o recuperare al meglio l’ultima fase dei loro prodotti.

Ma l’aspetto positivo è che se impostato bene un servizio legato ai sistemi di raccolta volontari post vendita o alla sostituzione risultano essere un volano di affiliazione del cliente.

Con forti ritorni di immagine e una buona crescita di fatturato.

È quanto sostiene Gian Domenico Savio, esperto in sistemi di gestione autonoma dei rifiuti e di conformità normativa ambientale, che è stato recentemente nominato responsabile della Divisione Ambiente in Plastic Consult.

“Solo alcuni anni fa per le aziende sentir parlare di servizi aggiuntivi di sistemi di raccolta del fine vita dei prodotti era visto come un problema e una diminuzione dei margini” racconta Savio “Noi stiamo dimostrando che non è così. Inserire i sistemi di raccolta all’interno dei tradizionali sistemi di vendita fa aumentare i margini e la fidelizzazione del cliente, oltre a essere un modo per raccogliere informazioni aggiuntive da parte dell’area marketing”.

Con la nuova di visione, Plastic Consult apre così alle Pmi italiane bisognose di questo genere di servizi.

“Per alcuni clienti stiamo gestendo lo sviluppo di imballaggi di ecodesign (riciclati e riciclabili) attualmente venduti a livello europeo”.

L’azienda ha come target anche i riciclatori: “in questo caso” continua Savio “creiamo delle filiere di vendita tali da incrementare la qualità della materia prima seconda realizzata con l’obiettivo di nobilitare un mercato altrimenti spesso di basso valore aggiunto”.

“La creazione di una filiera di vendita parte dallo studio della situazione attuale fino alla creazione e sviluppo di mercato per prodotti in materiale riciclato. Questa è la parte di lavoro più difficile poiché un prodotto green per essere funzionale al consumo di massa, deve rispettare in ogni caso i criteri di economicità e possedere qualità tecniche pari o superiori. In caso contrario si rischia di rimanere in una nicchia di mercato difficilmente ulteriormente sviluppabile”.