Home Agricoltura e Bio Le nuove regole europee non sono all’altezza della nostra agricoltura biologica

Le nuove regole europee non sono all’altezza della nostra agricoltura biologica

città: Roma - pubblicato il:
agricoltura biologica

Si è persa una grande occasione nel settore dell’agricoltura biologica perché le nuove regole europee non sono in linea con alti standard già adottati in Italia.

È questo il commento rammaricato e contrariato di Cia – confederazione italiana degli agricoltori – al termine del voto espresso dall’Europarlamento che ha approvato in via definitiva il nuovo regolamento sulla produzione ed etichettatura dei prodotti biologici.

Le nuove regole europee sull’agricoltura biologica non sono assolutamente in linea con i livelli e gli standard di qualità che sono applicati da anni in Italia, che è al primo posto in Europa per produzione e al secondo per superficie coltivata in modo biologico.

Per l’associazione degli agricoltori si tratta di norme che non riformano il settore dell’agricoltura biologica. Soprattutto non apportano alcun miglioramento per i consumatori nel momento in cui non intervengono sulle regole che riguardano la contaminazione dei prodotti, eliminando dai negoziati la questione delle soglie per i residui di fitofarmaci.

In questo modo si penalizza il nostro Paese, che è tra i più virtuosi nel rispetto del metodo di produzione biologica e del sistema dei controlli” aggiunge Cia “ponendoci in una condizione di svantaggio competitivo in Europa“.

Qual è la formula adesso? Per la Cia è necessario lavorare su due fronti: da un lato insistere a Bruxelles affinché, con gli atti delegati ed esecutivi, si vada verso misure armonizzate sulle contaminazioni e maggiori tutele per i produttori biologici; dall’altro lato riprendere in mano il disegno di legge nazionale sul biologico che il Parlamento uscente non è riuscito ad approvare.

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