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Un bicchiere intelligente che elimina il concetto di usa e getta

città: Savona - pubblicato il:
pcup bicchiere intelligente

Sostenibilità degli eventi significa anche ridurre in modo significato il loro impatto sull’ambiente: quanti sono infatti i bicchieri di plastica, usa e getta, utilizzati normalmente nei festival, negli stadi, nelle discoteche, ma anche nella consueta movida cittadina… un numero incalcolabile di bicchieri di plastica sprecati, destinati a inquinare l’ambiente.

Varie soluzioni al problema ci sono ma ora, a queste, se ne aggiunge una che cerca fondi online per essere messa in pratica: si tratta di Pcup, progetto di bicchiere intelligente ideato da due originali 27enni di Savona e attualmente – c’è tempo fino al 24 giugno per dare il proprio contributo – in cerca di 6mila euro di finanziamento attraverso il crowdfunding.

Come funziona il bicchiere intelligente Pcup?

Pcup nasce con l’obiettivo di sostituire l’utilizzo di bicchieri di plastica usa e getta nei contesti di grande distribuzione di bevande al pubblico con un bicchiere innovativo quanto tradizionale e usato da tempo immemorabile: il vuoto a rendere.

Per il progetto è stato scelto un materiale indistruttibile, leggero e flessibile, che rende il bicchiere utilizzabile laddove plastica rigida e vetro sono vietati per motivi di sicurezza.

pcup bicchiere intelligenteCon un chip sul fondo del bicchiere che si interfaccia con una app e velocizza le operazioni di cassa, si renderebbe il bicchiere un mezzo di pagamento, agevolando la gestione del vuoto a rendere, aprendo inedite possibilità di interazione in tempo reale tra i partecipanti all’evento, gli artisti, l’organizzazione e l’ambiente.

La società che lo ha ideato – costituita da due giovani liguri e che si chiama nello stesso modo, Pcup srl – è nata a fine febbraio 2018 e sta già gestendo i primi ordini, oltre che continue possibilità di sviluppo in direzioni sempre nuove e sempre più d’impatto ecologico e umano.

Il bicchiere Pcup – grazie all’indistruttibilità e alla resistenza all’usura, alla varietà di colori e personalizzazioni e alle funzionalità digitali – è una soluzione ideale per i grandi esercenti, specialmente in contesti in cui il vetro risulta pericoloso come imbarcazioni, impianti sportivi, scuole, discoteche ed eventi pubblici all’aperto.

I fondi raccolti attraverso la campagna di crowdfunding su Eppela – grazie anche al supporto di Nastro Azzurro che, al raggiungimento del 50 percento dell’obiettivo di 6mila euro, contribuirà con l’altra metà del finanziamento – verranno destinati alla ricerca e allo sviluppo dei macchinari e dei processi utili alla realizzazione di un prodotto migliore e più in fretta.

I due ideatori del progetto Pcup

Il vuoto a rendere è una grande opportunità ma è anche una sfida, per due motivi: in contesti affollati è vietato l’utilizzo di vetro e plastica rigida e, inoltre, impone un piccolo sforzo di responsabilità nel tenere il bicchiere fino alla riconsegna, anziché buttarlo via.

Ma chi sono i due ideatori del progetto?

pcup bicchiere intelligenteLorenzo Pisoni ha studiato filosofia a Milano, poi scienze cognitive all’estero e, in uno dei suoi viaggi, ha pensato a quanto sia assurdo che per tenere una birra in mano dieci minuti buttiamo via venti grammi di plastica che ci mettono centinaia di anni a decomporsi.

Parlandone con gli amici, ha pensato che la soluzione potesse essere un bicchiere che riuscisse a velocizzare le operazioni di vuoto a rendere e al contempo raccogliesse le informazioni che tutti vogliamo: cosa c’è da fare in giro alla sera, chi sta suonando sul palco, se ci sono promozioni e sconti, chi sta facendo cosa e dove.

Stefano Fraioli, invece, ha lavorato nella logistica marittima e come agente commerciale tra Genova e Savona, e quando per caso ha incontrato il suo vecchio compagno di classe di liceo Lorenzo, è rimasto affascinato da Pcup.

Ci siamo impegnati nella ricerca di nuove decorazioni e personalizzazioni possibili, sia artigianali che industriali e i risultati sono sorprendenti: non avete mai visto bicchieri così” commentano gli ideatori “Ci siamo già affiancati ad artigiani italiani esperti nella lavorazione del silicone e a professionisti nello sviluppo di funzionalità digitali. Abbiamo raccolto il sostegno di molte persone e realtà intorno a noi e i primi clienti ci stanno già aspettando“.