Home Eco Lifestyle Cresce la raccolta dei rifiuti. Obiettivo: zero abbandoni!

Cresce la raccolta dei rifiuti. Obiettivo: zero abbandoni!

città: Milano - pubblicato il:
rifiuti abbandonati

I rifiuti? Mai più in mare. Ma neppure nell’entroterra o nei fiumi o nei laghi. Neppure sui bordi delle strade. Accanto ai campi dove si coltiva il cibo di domani.

E soprattutto – in un mondo civile – non dovremmo più vedere volontari che dedicano il loro tempo a recuperare i rifiuti abbandonati da altri che, certo, non hanno minimamente idea del danno ambientale che arrecano.

Ecco: questo è il futuro che vorremmo. Un futuro consapevole che chi abbandona rifiuti fa molto male, a sé stesso e all’ambiente.

Nel frattempo facciamo i conti con notizie – comunque positive – che parlano di miglioramenti di tasso del recupero di rifiuti, anche grazie ad azioni di volontariato. È il caso dell’isola di Asinara.

Avreste mai pensato che in 5 anni i volontari di EcoTyre, il consorzio che a livello nazionale si occupa della corretta gestione degli PFU, e di Associazione Marevivo potessero collezionare una raccolta di 8.500 gomme esauste abbandonate? Anche perché c’era una brutta abitudine: quella di utilizzare i copertoni come parabordi su barche e moli per poi gettarli in mare, dopo anni di incuria e usura.

Sono questi i dati di sintesi dell’iniziativa Pfu Zero sulle coste italiane, il progetto di raccolta straordinaria di pneumatici fuori uso (Pfu appunto) abbandonati sulle coste italiane. In cinque anni, sono stati effettuati 40 interventi per rimuovere i Pfu dai fondali e dai litorali delle isole minori e delle coste.

Solo quest’anno gli interventi sono stati 6, tutti in acque portuali. Complessivamente sono stati correttamente avviati al riciclo circa 3.200 kg di pneumatici: a Messina (600 kg), a Trani (400 kg), a Gaeta (1.500 kg), a Marina di Ravenna (record, una sola gomma), a Porto Venere (600 kg) e all’Asinara (circa 100 kg).

I Pfu sono una tipologia di rifiuto cosiddetta permanente: se lasciata in natura e in mare, necessita di centinaia di anni per degradarsi completamente. Invece, sono un prodotto completamente riciclabile perché composti da acciaio, fibre tessili e gomma, che una volta triturata può dar vita a pavimentazioni antiurto – come quelle delle piste di atletica o dei parchi gioco dei bambini – asfalti ad alta aderenza o centinaia di altri prodotti green.

Raccolta rifiuti RAEE: dal 15 agosto ne avremo di più

500mila tonnellate di rifiuti tecnologici gestiti, con un beneficio economico complessivo per il Paese di 140 milioni di euro: è questo il dato comunicato da Remedia nell’ultimo Green Economy Report 2017.

Ma attenzione: dal 15 agosto 2018 vi sarà un importante cambiamento per la normativa che regola la gestione dei Raee in Italia e molti prodotti entreranno a far parte del mondo delle apparecchiature elettriche ed elettroniche, tra cui carte di credito con chip, biciclette elettriche, prese elettriche multiple, apparecchiature di automazione per cancelli, tende, chiusure elettriche, cavi, stufe a pellet e molto altro.

Il legno: alcuni Comuni italiani lo riciclano meglio

Una gestione efficiente del riciclo del legno rappresenta non solo un impegno per un mondo sempre più sostenibile, ma anche una risorsa economica importante per il Paese.

Infatti, il riciclo consente al legno di intraprendere un nuovo ciclo di vita, generando nuova materia e quindi nuovi prodotti. Oltre il 90% del materiale legnoso riciclato viene utilizzato per la creazione di pannelli truciolari e pannelli mdf, che vengono per l’85% assorbiti nell’industria del mobile.

Inoltre, la nuova materia che deriva dal riciclo viene utilizzata per la creazione di blocchi in legno cemento per l’edilizia, di blocchetti per pallet, di pasta per l’industria cartaria, di compost. Detto questo, Rilegno ha dato le medaglia alle città italiane che meglio conservano questa materia naturale.

Si scopre così che Trento è la città più virtuosa nella raccolta e riciclo del legno (raccolta complessiva di 2.160 tonnellate nel 2017).

Seguita da Empoli e Francavilla al Mare. Il consorzio Rilegno nel 2017 ha recuperato 1.800.000 tonnellate. 592mila le tonnellate di rifiuti legnosi provenienti dalla raccolta differenziata urbana, realizzata attraverso le convenzioni attive con oltre 4.400 Comuni italiani per un numero di abitanti che supera i 41 milioni.

Rifiuti di vetro: cresce la raccolta, ma la dobbiamo fare meglio

Cresce la raccolta differenziata e il riciclo degli imballaggi in vetro. Anche grazie alla migliore presa di coscienza del Sud Italia dove si parla di un incremento a due cifre (+13,8%), Sarebbero quindi circa 33,3 kg il vetro che ogni italiano porta nei cassonetti di recupero del vetro.

Le tonnellate di vetro riciclate a livello nazionale sono state 1.769.224, con un incremento del 4,8% rispetto al 2016, mentre il tasso di riciclo, ovvero il rapporto tra quanto riciclato e l’immesso al consumo, è cresciuto dal 70,8% del 2016 al 72,8%. L’immesso al consumo degli imballaggi in vetro nel 2017 è stato di circa 2.430.040 tonnellate, con un aumento dell’1,9% rispetto al 2016 (2.384.007 tonnellate).

Rimane però importante ragionare sulla qualità della raccolta.

Franco Grisan – Presidente del CoReVe lo chiarisce: “L’aumento delle quantità di vetro recuperato è stata accompagnato da una maggior presenza di materiale improprio conferito insieme al vetro. Ciò è stato deleterio in quanto non solo ha rallentato gli impianti di recupero e riciclo del materiale ma ha anche aumentato gli scarti, parte dei quali sono perdite improprie di vetro.

Infatti, negli impianti di selezione sono espulsi i frammenti di ceramica, cristallo, pyrex e altri oggetti, molti dei quali imballaggi, ma anche, inevitabilmente, i frammenti di vetro loro contigui. Tutto questo materiale, parte del quale potrebbe essere benissimo riciclato, va in discarica, opzione spiacevole e tendenzialmente sempre meno disponibile. Una maggior attenzione da parte del cittadino potrebbe evitare tutto ciò“.

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