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Aria inquinata: si potrebbe debellarla?

città: Milano - pubblicato il:
inquinamento atmosferico

Non va bene: aumenta il Pil e tornano a innalzarsi i dati legati all’inquinamento atmosferico e alle sostanze tossiche nell’aria. È quanto accade in Italia, sintomo di un’industria che non ha ancora effettuato le dovute mosse per limitare il proprio impatto ambientale negativo.

Così, nel terzo trimestre del 2018, la stima tendenziale delle emissioni dei gas serra rilevate da Ispra è + 0,4% a fronte di una crescita del Pil pari a 0,8%.

L’aumento segnalato è principalmente dovuto ai settori dei trasporti (1,7%), al maggior consumo di gasolio per il trasporto su strada (3,1%) e al riscaldamento (1,6%).

La produzione di energia registra, invece, una riduzione (-1,0%) determinata, prevalentemente, dalla riduzione complessiva della produzione di energia termoelettrica (maggiori dettagli sulla metodologia e i dati di emissione sono disponibili sul sito dell’Ispra).

Purtroppo, siamo in cattiva compagnia: il 90% della popolazione mondiale respira aria inquinata: ogni anno, a livello globale, si verificano 7 milioni di decessi anticipati riconducibili all’inquinamento atmosferico, mentre nella sola in Europa si contano 467.000 decessi l’anno (fonte: Organizzazione Mondiale della Sanità).

Di fronte a numeri così evidenti, in molti si stanno muovendo. Anche a livello di denunce: quella di Cittadini per l’Aria ha fatto sì che il TAR della Lombardia torni a valutare il ricorso presentato contro Regione Lombardia il prossimo 12 marzo.

L’associazione aveva iniziato l’azione legale contro la Regione perché ritiene il Piano Regionale degli Interventi per la qualità dell’Aria (PRIA) approvato dalla Giunta Fontana lo scorso agosto insufficiente ad affrontare i livelli di inquinamento fuorilegge della Lombardia.

E alla denuncia seguono i fatti. Anche dal punto di vista dell’adozione delle tecnologie. A cominciare da quelle che servono per rilevare l’inquinamento atmosferico e la qualità dell’aria, per continuare con quelle che la depurano.

Inquinamento atmosferico in Italia: come siamo messi?

A questa domanda risponde Sense Square, realtà a forte derivazione scientifica specializzata nel monitoraggio della qualità dell’aria attraverso sistemi e procedure brevettate.

Il presupposto è: le amministrazioni e i cittadini informati sull’inquinamento atmosferico sono in grado di assumere comportamenti e di intraprendere azioni funzionali a limitare gli impatti negativi sulla salute?

Questo fanno le centraline di Sense Square: rilevano e monitorano l’aria, elaborando i dati in modo immediato e visivo per consentire di utilizzare le informazioni rapidamente e in modo concreto per mutare i propri comportamenti.

Le centraline” racconta Aristide Giuliano, responsabile scientifico di Sense Square “possono essere installate anche sugli automezzi in movimento“.

Pulire l’inquinamento atmosferico indoor

Con l’inquinamento atmosferico che incombe fuori, è immancabile che ci siano problemi anche indoor: nelle nostre abitazioni quindi, ma anche sui posti di lavoro. Spesso ingigantito dalle sostanze che si sprigionano da attrezzature interne.

Esiste, infatti, una vera e propria sindrome da edificio malato e sarebbe causata da batteri, muffe, concentrazione di metalli pesanti e polveri sottili, dispersi nel luogo di lavoro spesso da sistemi di climatizzazione sporchi e contaminati.

Così una realtà come AirSana propone un protocollo di Sanificazione Microbiologica brevettato che si basa sulla iniezione di vapore saturo secco a 160°.

theBreath, di Anemotech, invece si basa su un materiale tessile, utilizzabile sia outdoor sia indoor, in grado di assorbire e disgregare le sostanze inquinanti dell’aria.

Le nano molecole contenute nella cartuccia carbonica (il cuore tecnologico di theBreath) catturano e disgregano le particelle inquinanti presenti nell’aria che, in costante movimento, viene filtrata dal tessuto attraverso un processo assolutamente passivo, ovvero senza bisogno di ricorrere a fonti energetiche aggiuntive.

E questo non solo all’aperto, dove l’aria ha un suo flusso naturale, ma anche in spazi chiusi dove, spostata dall’azione di termosifoni, condizionatori e altre apparecchiature, scorre continuamente, soprattutto lungo le superfici.

In ufficio, in un’aula scolastica, nella propria abitazione… grazie al cosiddetto moto convettivo, un pannello theBreath ben posizionato alla parete filtra passivamente l’inquinamento atmosferico per poi rimettere l’aria purificata in circolo.

Recentemente la soluzione theBreath è stata adottata in Guna, azienda farmaceutica italiana leader nel settore dell’omeopatia, e in circa 180 giorni i pannelli campione installati negli ambienti della sede milanese hanno filtrato e disgregato complessivamente sostanze inquinanti tipiche di qualsiasi ambiente lavorativo esposto su una strada a grande scorrimento (Guna ha sede in via Palmanova a Milano).

I dati rilevati e certificati da VeronaLab, laboratorio esterno di analisi chimiche ambientali/medicali, parlano di 768.000 microgrammi di Ossido di Azoto (con un abbattimento del 19%9 riduzione percentuale dei singoli inquinanti rispetto ai Limiti previsti dal Decreto Legislativo.); 2.129.600 microgrammi di Ossido di Zolfo (-17% circa); 22.400 microgrammi di Benzene e 1.075.200 microgrammi di Toluene.

In casa basta una cappa che funzioni bene…

Abbiamo quindi capito che uffici, scuole e ambienti di lavoro sono luoghi dove sarebbe meglio respirare il meno possibile (se mai si potesse fare…). Ma anche le nostre case non sono da meno. Prendiamo, per esempio, la cucina: odori e fumi passivi ovunque.

Così, un’azienda come Faber, rinomata per le cappe da cucina e il clima aziendale che ha da poco lanciato l’operazione Cambia il filtro, respira aria pura.

In alcune città d’Italia, fino al 31 dicembre, sarà possibile prenotare un check-up completo dei filtri, comprensivo di eventuale cambio filtri in carboni attivi, gratuitamente. Per saperne di più consultate il sito web dell’iniziativa o chiamate il numero 0732 691691.

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