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Quel buon legno che viene dalle città

città: Milano - pubblicato il: - ultima modifica: 7 Gennaio 2019
legno urbano

Una filiera di legno urbano, ovvero legno proveniente da piante cresciute in città che poi per svariate cause sono state abbattute. È questo quanto si prefigge di ottenere il progetto Legno Urbano.

L’intento nasce da un gruppo di lavoro che comprende Rete ClimaAssoflora e Boratt Petrolo; oltre a essere una bella opportunità va a risolvere anche un problema, quello di portare in discarica, con un costo economico notevole, del pregiato legno che può essere adeguatamente riutilizzato. Ma non solo: il progetto Legno Urbano prevede anche la creazione di segherie mobili e una rete di artigiani del legno.

La storia è identica sia che si tratti di legno proveniente dai boschi, sia che si tratti di legno di città. Ogni albero è in grado di assorbire tonnellate di Co2 immagazzinandole nel proprio legno. Capita purtroppo che un albero debba essere abbattuto, e questo non può che rappresentare un costo sociale, ambientale ed economico.

La legna viene considerata un rifiuto, quindi cippata e bruciata. Ma cosa succede nel momento in cui il legno viene bruciato? Tutta la Co2 viene rilasciata, azzerando l’effetto benefico svolto dagli alberi durante la loro lunga vita.

Nelle città vengono prodotte svariate tonnellate di legno proveniente da potature o abbattimenti di grosse alberature stradali, e questo prezioso materiale non viene valorizzato: e se invece fosse possibile dargli nuova vita?

Il progetto Legno Urbano nasce proprio per rispondere all’esigenza di mantenere quella Co2 in una delle sue forme più nobili: il legno non è solo esteticamente bello, è anche un materiale versatile e funzionale.

Legno urbano: le iniziative per la sua valorizzazione

A marzo 2017, la Scuola Agraria del Parco di Monza ha visto tenersi il corso Valorizzazione del legno urbano, organizzato con la partecipazione di La segheria Mobile del Ticino – Boratt Petrolo, Rete Clima e Studio di Arboricoltura.

Si tratta del primo corso realizzato in Italia sulla filiera del legno urbano, la quale fa affidamento su una tecnologia semplice e a basso costo: le segherie mobili.

Carlo Boratt Petrolo è stato uno dei primi in Italia a dedicarsi a questi strumenti, con il sogno di tornare a poter utilizzare il legname locale e quello urbano.

Le segherie mobili” spiega Borattsono tecnologie semplici, ma estremamente versatili, che possono risolvere delle situazioni molto diverse, specialmente in ambito urbano“.

Si possono trasportare direttamente sul luogo dei lavori e permettono di eseguire tagli di grande precisione in formati standard o innovativi, salvando così il legno dalla cippatura e dandogli nuova dignità.

Abbiamo l’ambizione di creare una filiera del legno urbano che permetta di preservare questo prezioso materiale” fa notare Paolo Viganò, CSR Manager in Rete Clima “Il valore di questa filiera sta nella tracciabilità delle materie prime utilizzate e nella realizzazione di manufatti artigianali di grande valore“.

Privati cittadini e istituzioni possono così usufruire di una rete di artigiani che permette di dare vita nuova al legno delle proprie piante, tramite la produzione di manufatti o di assi. Questa filiera virtuosa avrà tra i suoi output la creazione di un fondo per la ripiantumazione. Senza contare che ogni oggetto in legno urbano corrisponde a emissioni di Co2 evitate.

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