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Varese si domanda: che cosa fa l’Europa per me?

città: Varese - pubblicato il:
Che cosa fa l'Europa per me
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Che cosa fa l’Europa per me? A questa semplice, ma essenziale domanda cerca di dare un senso la rassegna di tre incontri in programma da giovedì 28 marzo a Varese.

Sette ospiti per 7 visioni racconta Cristina Bellon ideatrice del format: “La rassegna” dichiara la giornalista di La Stampa-Tuttogreen “si propone come grande laboratorio di idee per istruire i cittadini, colmando le lacune di disinformazione. Il progetto è quello di far incrociare visioni diverse, sia per provenienza culturale sia politica, portando a Varese economisti con differenti orientamenti e i giornalisti delle più note testate“.

E aggiunge: “Troppo spesso dimentichiamo di essere una specie e, come specie, dobbiamo rimanere uniti per affrontare le grandi sfide che ci attendono e riguardano non solo l’Europa ma l’intero pianeta“.

La rassegna – organizzata da CSA Client & Project Supervisors Association, con il patrocinio dell’Università degli Studi Insubria di Varese, della Provincia di Varese, del Comune di Varese, della Camera di Commercio di Varese, della Fondazione Giacomo Ascoli – ha lo scopo di sensibilizzare i cittadini su che cosa significa essere europei.

Un excursus storico che parte dalle radici, per capire che l’Europa non è un’idea astratta: l’Europa è un insieme di differenze che dialogano tra di loro, costruito con grande fatica. Il format prevede che ciascun ospite presenti la propria idea di Europa del futuro e il pubblico potrà dialogare con i relatori in un colloquio aperto.

Che cosa fa l’Europa per me, il programma

Sono l’ex Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e il vicedirettore de La Repubblica Sergio Rizzo i protagonisti del primo appuntamento, in calendario per giovedì 28 marzo alle ore 18:30 presso l’Aula Magna Università Insubria di via Ravasi 2 a Varese.

Per la prima volta dal dopoguerra esiste il rischio concreto di un’involuzione democratica nel cuore dell’Occidente” – è il pensiero di Carlo Calenda – “La battaglia per la democrazia è iniziata, si giocherà in Europa e gli esiti non sono affatto scontati. L’obiettivo non è conservare l’Europa che c’è, ma rifondarla per riaffermare i valori dell’umanesimo democratico in un mondo profondamente diverso rispetto a quello che abbiamo vissuto negli ultimi trent’anni“.

L’Italia è il paese più esposto alle sfide geopolitiche e ai flussi migratori, è il più fragile economicamente davanti a una nuova instabilità finanziaria, ed è anche la nazione fondatrice dell’UE dove i movimenti sovranisti sono più forti: per questo le elezioni europee di maggio saranno per noi cruciali come quelle del ’48 e per questo serve una risposta politica e di mobilitazione straordinaria.

Domenica 7 aprile alle ore 11 la parola passa a Dario Galli, vice Ministro Sviluppo Economico e ad Alberto Orioli, vice direttore de Il Sole 24 Ore.

Carlo Cottarelli, direttore Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani è l’ospite che chiude la rassegna martedì 9 aprile (ore 18:30). Accanto a lui Massimo Gaudina, rappresentante della Commissione Europea a Milano. All’incontro interviene anche Luciano Fontana, direttore de Il Corriere della Sera.

Oggi” dichiara Carlo Cottarelliogni paese europeo fa ancora l’interesse di se stesso, pensando poco al bene comune. Vorrei invece un’Europa in cui i cittadini si sentissero davvero cittadini europei e non solo cittadini del loro paese. Vorrei un’Europa in cui il bilancio centrale potesse svolgere un ruolo effettivo, in cui si accentrassero politiche di spesa e di tassazione da gestire in comune, perché solo attraverso un’Europa che agisce insieme (dalla sicurezza ai rapporti internazionali, dalla tassazione al welfare) possiamo sopravvivere in un mondo globalizzato“.

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