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Toscana al top per le colonnine di ricarica delle due ruote

città: Firenze - pubblicato il: - ultima modifica: 16 Aprile 2019
settimana della mobilità sostenibile - mobilità zero emissioni

A quanto pare è la Toscana la regione italiana che vanta più colonnine dedicate alla ricarica delle due ruote: ebike e altri mezzi leggeri. Se ne contano circa 700. Segue la Lombardia con circa 500 punti di ricarica.

Lombardia e Trentino Alto Adige sono, invece, le regioni in cui si conta il maggior numero di punti di ricarica per le autovetture, rispettivamente con 1.134 (erano 519 del 2018) e 709.

Sempre più persone, dunque, decidono di spostarsi in città con mezzi non inquinanti, come bicicletta o ebike, mezzi pubblici a trazione elettrica compresi i treni urbani, o a piedi. Nella città di Milano questi spostamenti rappresentano ormai più del 50% del totale.

I dati emergono dal rapporto sulla mobilità a emissioni zero in Italia realizzato da Legambiente e Motus-E presentato a Expomove, la fiera dedicata alla mobilità elettrica e sostenibile a Firenze fino al 12 aprile.

Se le infrastrutture ci sono i cittadini le usano: “Dobbiamo convincerci del fatto che uscire dall’inquinamento che contraddistingue i nostri centri urbani è possibile” ha affermato Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente “e al contempo possiamo riappropriarci di piazze e strade, rendendo più vivibili e sicure le nostre città. Le storie e i numeri che raccontiamo nel nostro rapporto ci dicono che sono tanti i segnali positivi, con una disponibilità crescente dei cittadini a spostarsi con mezzi non inquinanti“.

Insomma, qualcosa si muove e senza inquinare. Ma “siamo in una fase di transizione e c’è molto lavoro da fare con e verso i Comuni italiani” ha detto Dino Marcozzi, Segretario Generale Motus-Eperché abbiamo diversi aspetti da razionalizzare e da rendere più semplici. Mi riferisco, in particolare, a una necessaria semplificazione della normativa per installare per esempio una colonnina di ricarica in un Comune; anche le regole per la costruzione di Piani Urbani di Mobilità Sostenibile dei diversi Comuni italiani vanno semplificate e uniformate“.

Le grandi città italiane sono in azione ma come suggerisce Barbara Meggetto, presidente di Legambiente LombardiaÈ nella definizione di PUMS, Piani Urbani della Mobilità Sostenibile, incentrati su una mobilità a Zero Emissioni, che passa il cambiamento delle nostre città anche e soprattutto per combattere l’inquinamento atmosferica che attanaglia la nostra regione. E tutte le città, non solo quelle più grandi, dovrebbero dotarsi di PUMS che valorizzino lo spazio pubblico come bene comune, non adibito a parcheggio di mezzi privati quindi, ma a uso dei cittadini“.

Intanto, a Milano gli spostamenti a zero emissioni rappresentano già a oggi più del 50% del totale. Secondo l’Osservatorio Mobilità degli italiani (Legambiente e Lorien) a Milano la maggioranza, residenti e city user (55-60%, contro il 28% nazionale), si sposta più di 4 volte al giorno e usa nell’arco della settimana più di 6 modalità di viaggio differenti: metro, bus, treno urbano, bici, tram, scooter o monopattino, di proprietà o in condivisione, noleggio e solo in ultimo l’auto privata.

Il tasso di motorizzazione, infatti, è in calo: il capoluogo lombardo in vent’anni ha perso ben 100mila auto e guadagnato altrettanti abitanti, grazie ad ambiziose politiche locali e agli strumenti che ne conseguono, tra tutti l’attivazione dell’Area B (low emission zone) dopo il successo dell’Area C (Congestion).

Il Comune di Bologna” ha affermato Irene Priolo, Consulta Mobilità Sostenibile di Anci, Assessore Mobilità e Trasporti del Comune di Bologna “sta salendo in graduatoria, anche se lentamente, e quello che stiamo pianificando ci consente di guardare da qui al 2030 in maniera positiva“.

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