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Mezzo milione di nuovi posti di lavoro grazie ai green jobs

città: Milano - pubblicato il:
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Nel settore green si prevede l’arrivo di mezzo milione di posti di lavoro nuovi da qui ai prossimi 4 anni. La cosiddetta green economy è destinata a offrire numerose occasioni di carriera perché il settore sta conoscendo una crescita eccezionale.

Dal punto di vista ambientale, ma anche economico, una vera e propria rivoluzione, che muterà lo scenario dei lavori del futuro.

Quali sono i green jobs

Nel novero dei green jobs possono essere contati tutti quei lavori che hanno a che fare con il rispetto dell’ambiente e con il benessere. Lo sviluppo e la crescita, pertanto, non devono andare a discapito della realtà che ci circonda.

Entrando più nel dettaglio, si parla di attività nel settore agricolo e in quello manifatturiero, ma anche in ambito amministrativo, senza dimenticare i servizi e la ricerca.

Come viene messo in evidenza dallo United Nations Environment Programme, i green jobs contribuiscono a rispettare e a proteggere l’ambiente in cui l’uomo vive: una prospettiva di fondamentale importanza in un’epoca in cui l’allarme per il cambiamento climatico è destinato a condizionare le politiche di quasi ogni Paese del mondo.

Come prepararsi all’avvento dei green jobs

Il settore green, secondo tutti gli analisti, è in piena e costante espansione, e da qui al 2023 sono in arrivo più o meno 500mila posti di lavoro in più, come confermato dal report Smart & Green, l’economia che genera futuro.

Rispetto al settore digitale, che garantirà poco più di 200mila assunzioni, la cosiddetta economia verde ne produrrà più del doppio. Non è tutto, perché i green jobs saranno in grado di generare il 30% di occupazione in più del settore salute e benessere, il quale si fermerà a poco più di 300mila assunzioni. Non resta che preparare un curriculum combinato, in modo da presentare un profilo con competenze molto settoriali pertinenti con il mondo green.

Verso un’economia pulita

Sembra segnata la strada che conduce verso un’economia sempre più pulita, in cui il rispetto dell’ambiente viene posto al centro dell’attenzione: è questo il motivo per il quale la struttura dell’occupazione è destinata a evolversi non solo nei Paesi industrializzati, ma anche in molte tra le nazioni in via di sviluppo.

A mutare sono le modalità di produzione, con un impatto sull’ambiente sempre più contenuto. La stima economica relativa al 2017 per le conseguenze di disastri ambientali era di circa 290 miliardi di euro: un dato più che sufficiente per capire che è giunto il momento di una forte inversione di rotta, per evitare che il riscaldamento globale si traduca in uno scenario di disastri.

Se tali spese fossero evitate, nei Paesi del G20 il Pil crescerebbe di quasi 5 punti percentuali.

La situazione nel nostro Paese

L’estinzione di varie specie animali, i cambiamenti del clima, l’inquinamento in ogni angolo del pianeta: sono molti gli effetti dell’azione dell’uomo.

E in Italia la situazione non è delle più rassicuranti, come dimostrano i livelli di polveri sottili nelle città e i sempre più frequenti disastri causati dal meteo. Stando alle stime proposte dal Fondo Monetario Internazionale, nei prossimi 4 anni il fabbisogno di nuova occupazione supererà i 2 milioni e mezzo di unità e conoscerà un tasso di crescita di oltre 2 punti percentuali.

Il settore green avrà un ruolo di primo piano in questo trend, coprendo quasi il 19% del fabbisogno totale.

Meglio del digitale

Come si è detto, sia la filiera della salute e del benessere che quella del digitale saranno superate dal fabbisogno totale prodotto dalla green economy, che nel 2017 ha toccato i 78 miliardi di euro come valore di produzione.

Il futuro è dei green jobs, dunque: l’economia verde in Italia ha messo in mostra una crescita delle unità di lavoro di quasi il 5% e del valore della produzione di quasi il 4%. La direzione da intraprendere, dunque, è nota.

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