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Con Plastic Radar basta un messaggio per segnalare i rifiuti abbandonati

città: Milano - pubblicato il:
plastic radar greenpeace

Una soluzione semplice per segnare i rifiuti in plastica abbandonati sulle spiagge, sui fondali o che galleggiano sulla superficie del mare: è Plastic Radar, che da quest’anno amplia le segnalazioni anche a fiumi e laghi

Per rimediare all’inconsapevolezza – chiamiamola così invece di ignoranza – di tante persone che abbandonano rifiuti di plastica ovunque si trovino, Greenpeace ha riattivato Plastic Radar, un’app molto semplice che permette di segnalare attraverso WhatsApp un rifiuto in plastica in mare, spiaggia, fiumi o laghi.

Per effettuare una segnalazione è necessario inviare a Plastic Radar una foto in cui sia ben riconoscibile il tipo di rifiuto individuato e, se possibile, anche il marchio dell’azienda produttrice, insieme alle coordinate geografiche del luogo dove è stato individuato il rifiuto.

La chatbot di Plastic Radar porrà successivamente delle domande per avere le informazioni necessarie per registrare e convalidare la segnalazione.

Naturalmente la buona azione non si limita alla segnalazione, ma Greenpeace invita anche a raccogliere i rifiuti, differenziarli e depositarli negli appositi contenitori una volta effettuata la segnalazione.

I dati verranno quindi raccolti in forma aggregata – nell’arco di 24-48 ore – sul sito plasticradar.greenpeace.it attraverso il quale sarà possibile scoprire quali sono le tipologie di imballaggi più comuni che inquinano mari, spiagge, fiumi e laghi, a quali categorie merceologiche appartengono e quali sono le aziende che dipendono maggiormente dalla plastica monouso nell’offerta dei propri prodotti.

Lo scorso anno arrivarono a Greenpeace quasi 6.800 segnalazioni valide (qui trovate il report completo): il 91 percento ha riguardato rifiuti in plastica usa e getta – in gran parte rappresentati da bottiglie per l’acqua minerale e bevande (25 percento) – seguiti da confezioni per alimenti (circa il 10 percento), frammenti (6 percento), sacchetti di plastica (4 percento), bicchieri, flaconi di detersivi, tappi e reti (tutti al 3 percento) e contenitori industriali, flaconi di saponi e contenitori in polistirolo (tutti al 2 percento).

Nella nostra recente spedizione di ricerca e documentazione MAYDAY SOS Plastica nel Tirreno abbiamo verificato che i nostri mari e le nostre spiagge sono soffocate dalla plastica. Tra i punti più contaminati la foce del Sarno, a conferma che i fiumi sono una delle principali vie di ingresso dei rifiuti in mare. Per questo raccogliamo anche segnalazioni relative alla presenza di rifiuti in plastica lungo fiumi e laghi” dichiara Giuseppe Ungherese, responsabile della Campagna Inquinamento di Greenpeace ItaliaChiediamo una mano a tutti: insieme possiamo denunciare cosa sta succedendo e accendere i riflettori su una delle emergenze ambientali più gravi dei nostri tempi“.

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