Home Imprese Sostenibili Fabbriche aperte: in visita alla Jannelli&Volpi

Fabbriche aperte: in visita alla Jannelli&Volpi

città: Milano - pubblicato il:
fabbriche aperte - Jannelli&Volpi

A due passi dal centro di Milano si produce la carta da parati che Jannelli&Volpi esporta in tutto il mondo. La bella notizia? Che è a basso impatto ambientale

Fabbriche aperte a Milano. Le sta promuovendo con forza l’assessorato alle politiche del lavoro, attività produttive, commercio e risorse umane del Comune di Milano.

Annibale D’Elia, direttore del progetto d’impresa innovazione economica a sostegno all’impresa spiega “che una città come Milano deve riscoprire il suo lato produttivo anche per una coesione sociale e opportunità di lavoro per tutti“.

D’Elia lo incontriamo proprio in una fabbrica milanese. Quella della Jannelli&Volpi/Sarpi che ha anticipato l’evento di fine novembre aprendo le porte dello stabilimento di Tribiano.

Qui si fanno le carte da parati che gli italiani sono tornati ad apprezzare per vivacità e stile. Tanto che Paola Jannelli, che con i fratelli rappresenta la seconda generazione dell’omonima azienda, afferma “abbiamo fatto la polvere alle carte da parati“.

In effetti, la carta da parati è un oggetto di arredo ormai sdoganato. Magari non ricopri tutte le pareti, ma una o due fanno molto stile.

I nuovi materiali contribuiscono molto: seta o stoffa che è possibile rendere impermeabile all’acqua grazie a un metodo brevettato (Code | Layer è stato sviluppato da Rezina e dato in esclusiva mondiale a Jannelli&Volpi). E poi carta.

Tanta carta: ogni giorno dalla fabbrica di Tribiano escono 3 container con 16,5 tonnellate di rolli di carte da parati. Pare che si stia lavorando perché anche la mobilità di questi automezzi sia più sostenibile.

Intanto, tutti gli scarti di questa fabbrica 4.0 – 27 tonnellate anno – trovano nuova vita. I pallet e i rifiuti legnosi vengono trasformati in pellet per il riscaldamento (da azienda esterna).

Gli scarti metallici dei macchinari (per sostituzioni, manutenzione) vengono portati nella ricicleria istituzionale. Gli scarti di carta e Tnt (ottenuti dalle bobine di avviamento) si trasformano in coriandoli – come gioco per bambini o per imballaggi (da azienda esterna).

Gli scarti della carta vinilica diventano granuli adatti alla pavimentazioni di palestre o campi da basket e pallavolo, aree gioco per bambini, piste ciclabili… Nasce così il progetto Greenwall, tecnologia 100% Made in Italy, sviluppata dalla collaborazione tra Jannelli&Volpi con Polygreen e caratterizzata da resistenza ai raggi UV e usura, oltre al minor consumo di acqua per l’irrigazione.

Ma è la stessa carta da parati a diventare oggi un prodotto tanto di design quanto green. A iniziare dalla possibilità di assorbire l’inquinamento indoor (qui entra in gioco una soluzione sviluppata con l’Università di Ferrara): basta spalmare con vernici a base di titanio, i rivestimenti murali per formare una barriera alle particelle di polvere e svolgono attività antibatterica.

La soluzione, avvisa Jannelli&Volpi, è un prodotto disponibile su richiesta per progetti speciali.

La fabbrica di Tribiano che visitiamo ha un buon impatto acustico. Non servono tappi per le orecchie, né mascherine: gli inchiostri utilizzati (2.943 kg al giorno) sono ad acqua.

Ci avviciniamo alla macchina di stampa più anziana, basata su una tecnologia che risale al 1850 – la reginetta della fabbrica. Questa “tradizionale” è apprezzata per il risultato vintage.

In tutto, sono 14 le linee produttive (serigrafia, rotocalco, flock e groffatura): 100 anni di stampa che arriva anche a quella digitale. Gli operai fanno i turni, anche notturni e la mensa prepara loro i pasti 24 ore su 24. A breve una casetta dell’acqua dovrebbe abbattere del tutto l’uso della plastica usa e getta.

È Vito Intini, general manager di Sirpi in azienda da sempre, a spiegarci quali sono le buone pratiche di questo stabilimento: “Il sito produttivo poggia sulle falde acquifere, che rendono problematici gli interventi edilizi. Ciò nonostante, l’azienda vanta la riduzione del 90% dei consumi di acqua. Questo avviene grazie all’impianto di raccolta, depurazione e re-immissione nel circuito chiuso produttivo, che alimenta l’attività. Anche le acque piovane vengono raccolte – e purificate – prima di essere diluite nelle rete fognaria del territorio. Risparmiamo così, ogni anno, l’acqua necessaria al fabbisogno di una comunità di diverse migliaia di abitanti. Nei canali prospicienti la nostra fabbrica, vivono i gamberi di acqua dolce“.

Dal punto di vista termico, il recupero di energia è del 25%. Questo avviene grazie al calore che – dai macchinari – viene assimilato da un meccanismo e reimmesso nell’ambiente fabbrica e serve quindi come risaldamento.

Stiamo sviluppando un progetto” continua Intiniper migliorare sensibilmente questo dato. È, invece, del 15% la riduzione del consumo di energia elettrica. Questo è possibile grazie all’utilizzo di macchinari e impianti di ultima tecnologia e al loro continuo aggiornamento, oltre all’attenzione volta a non creare picchi energetici grazie ai turni notturni in fabbrica (bilanciamento nell’utilizzo)“.

E nel 2020 si farà anche il tetto fotovoltaico, progetto valutato già da tempo. Intanto, la sostenibilità in casa Jannelli&Volpi non si limita al lato ambientale.

È Paola Jannelli a raccontarci la collaborazione con Sartoria San Vittoreper la realizzazione delle cartelle stampa fatte con gli scarti delle nostre carte da parati e confezionate da loro e altri manufatti che utilizziamo“.

Tutto il resto è creatività che nasce in seno al CreativeLab guidato, appunto, da Paola Jannelli con accanto 9 persone. È qui che, con 880 ore di brainstorming l’anno nascono le collezioni interne (Jannelli&Volpi lavora per conto terzi ma è anche è editore di proprie collezioni) e prendono vita le licenze (collezioni studiate insieme a un’azienda partner), oltre alla produzione per conto di altri brand: ArmaniCasa; MissoniHome Wallcoverings e Marimekko.

Per maggiori informazioni:

  • Sartoria San Vittore – http://www.sartoriasanvittore.com/
Condividi: