Home Eco Lifestyle Liberi dal fumo: lettera aperta sul tabagismo. Perché…

Liberi dal fumo: lettera aperta sul tabagismo. Perché…

città: Milano - pubblicato il:
mozziconi di sigaretta

Un comitato di cittadini scrive alle autorità perché si prendano provvedimenti in materia di fumo e dei rifiuti connessi. Ovvero i mozziconi che troppo spesso sono ancora gettati per terra

Sono tante, troppe, le sigarette che vanno in fumo ogni giorno in Italia: l’Istat rileva che i fumatori attivi sono circa 11,9 milioni, ossia il 22% della popolazione (dato al 2016). Una percentuale che rimane prevalentemente stabile da circa 8 anni.

Spaventoso il numero delle sigarette che si fumano ogni giorno in tutto il mondo: più di 15 miliardi di piccoli bastoncini che – è dimostrato – non fanno bene né alla salute né all’ambiente.

Sì, perché è ancora troppo diffusa l’abitudine di fumare e di gettare i mozziconi per terra, con conseguente rilascio di sostanze tossiche come il catrame che arrivano fino alla falda acquifera.

O anche peggio, possono finire sul viso di un bebè che passava accanto a un tabagista incauto. L’esperienza è avvenuta sotto gli occhi di Maria Lucia Caspani, collega giornalista: “ho assistito a un fatto in pieno centro a Milano; un infante, addormentato nel suo passeggino, si è ritrovano sul visetto una sigaretta ancora accesa, irresponsabilmente gettata via da un signore alquanto maleducato“.

La Caspani non è rimasta con le mani in mano ed è passata all’azione condividendo una lettera aperta-reclamo alle Istituzioni. “I tappeti di cicche sono dappertutto” mette in risalto la Caspaniuna bella e buona violazione di leggi sulla tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro“. Alcune stanno rispondendo.

Come Atm per esempio. La responsabile Relazioni Clienti, Federica Sforzini risponde alla Caspani: “Troviamo lodevole l’iniziativa che hai portato alla nostra attenzione ed è stata nostra cura condividere la tua comunicazione con il nostro board, in particolare con i responsabili del tema sostenibilità in azienda“.

Atm è una di quelle aziende che sul tema è già attiva da tempo, tanto che negli uffici e nei luoghi di lavoro curati da Atm “è assolutamente vietato fumare anche le sigarette elettroniche“. E poi, “a bordo dei nostri mezzi sia in superficie sia in metropolitana” continua la Sforzinisono ben visibili i cartelli che impongono il rispetto del divieto di fumo e i trasgressori vengono sanzionati“.

Accanto a Maria Lucia Caspani troviamo Vincenzo Canu, avvocato di Sassari, che sogna un mondo senza fumo, senza malati a causa del tabagismo, senza inquinamento da mozziconi.

Credo che la più grande vittoria che si possa ottenere” avanza l’ipotesi Canusia quella della sensibilizzazione delle persone prima convincendole che è meglio smettere e in contemporanea, più realisticamente, attivare campagne di persuasione mirate al giusto smaltimento dei residui per il nostro bene e, soprattutto per il bene delle future generazioni“.

Mauro Pecchioli, medico di Firenze aggiunge “ho deciso di impegnarmi concretamente perché il bene più grande della comunità è costituito dai giovani e dalla loro integrità fisica e psichica che tutti abbiamo il dovere di salvaguardare e tutelare. Ho toccato con mano i disastri che provoca il tabagismo, definito dall’OMS come la prima causa evitabile di malattie gravi. Dunque, per preservare i nostri minori dal fumo, sono importanti le campagne di sensibilizzazione e informazione e le Leggi a tutela della salute e sicurezza come stanno adottando vari Paesi, Svezia per esempio. Personalmente offro a pazienti, amici e conoscenti accurati prodotti multimediali diffusi gratuitamente sui social“.

E così dai tre amici nasce una lettera aperta. Eccola in versione integrale.

Cari Sindaci e Responsabili Salute e Sicurezza, i bambini in particolare non possono protestare per questi rischi. A loro si associano gli anziani e tutte le persone che amano la città sicura, ordinata e l’ambiente pulito.

In effetti cicche, mozziconi e pacchetti di sigarette sono una delle piaghe di strade, aiuole, parchi, boschi e al mare.

Frutto della cattiva educazione e menefreghismo di molti, tali “reperti” restano abbandonati in spiaggia, alle fermate dei tram e dei bus, sui marciapiedi, sui binari e in banchina, nei parcheggi e fuori dai locali.

Sempre all’interno di questa “cornice” possiamo inserire motociclisti, scooteristi e ciclisti rovinati a terra per gli impatti con gli improvvisi ostacoli fumanti, i gravissimi incendi provocati dalle cicche non spente, l’inquinamento ambientale e la diffusione di questo genere di rifiuti, il tutto condito da enormi e diffusi conflitti quotidiani negli uffici pubblici dove impunemente ci sono trasgressori che se ne stropicciano delle Leggi e del vivere civile con conseguenti episodi di mobbing e punizioni.

Le violazioni sono precise: Art. 32 della Costituzione, Legge Sirchia 16 gennaio 2003 nr.3, Testo Unico 81/2008, Codice della Strada, CER Codice Europeo Rifiuto, Ordinanze varie.

Aumentano i costi sociali con in più immagini sconfortanti di luoghi turistici non proprio come in Svizzera. Urgono azioni sinergiche e diffusi e solleciti interventi autoritativi cioè prendersi realmente a cuore sostenibilità, protezione ambientale e soluzioni resilienti per tutta Italia.

I tre ringraziano chi prenderà in considerazione questa lettera “con concrete risposte“.

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