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Coronavirus in Italia: cosa dobbiamo sapere, come dobbiamo comportarci

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Agosto 2020
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La situazione relativa alla diffusione del coronavirus in italia è sotto costante aggiornamento; la Protezione civile e le autorità mediche e politiche sono in costante contatto e forniscono due aggiornamenti quotidiani (alle ore 12 e alle ore 18) per tenere la popolazione italiana informata.

L’informazione e la calma saranno due elementi in grado di allontanare psicosi e scene di panico nella popolazione. La situazione infatti è seria ma non grave e una corretta diffusione di informazioni mediche, comportamentali e corrette è doverosa.

A questo proposito, Marco Cappato dell’Associazione Luca Coscioni, ha commentato: “In Italia, come in Africa, il diritto a godere dei benefici della scienza esiste, ma non viene applicato. In generale questo diritto umano, come dimostra l’attualità non risulta essere riconosciuto. In piena emergenza coronavirus, la pronta risposta legata alla chiusura di aeroporti e costruzioni di ospedali non è coincisa con un’adeguata circolazione di articoli e pubblicazioni scientifiche disponibili al pubblico tecnico solo a pagamento. Solo settimane dall’inizio dell’epidemia e solo dopo che un gruppo di attivisti online aveva creato un archivio pirata aperto a tutti con più di 5.000 articoli, i grandi editori commerciali, spinti dalla pressione internazionale, hanno quindi deciso di abbattere – limitatamente a questo tema – i muri che impedivano la libera diffusione degli studi fatti dagli scienziati di tutto il mondo“.

Facciamo chiarezza sul coronavirus: ecco i fatti scientifici

L’Associazione Nazionale Biotecnologi Italiani ha deciso di intervenire nel dibattito sul coronavirus per chiarire alcune informazioni, non veritiere e non fondate su evidenze scientifiche che rischiano di vanificare gli sforzi per contenere l’epidemia.

Anbi pertanto si è sentita in dovere fare le seguenti precisazioni:

  1. Covid-19 non è una semplice sindrome influenzale. Se nella maggioranza dei casi può essere superata senza grossi problemi, nel 20% dei casi (un numero molto più alto rispetto all’influenza) si manifesta con sintomi gravi che necessitano di cure mediche. Questo vale in particolare per persone anziane, immunodepresse, o affette da malattie croniche
  2. Covid-19 non è semplice da curare. A rendere la situazione più complessa rispetto all’influenza vi sono ulteriori due fattori: l’assenza di un vaccino che permetta di proteggere le fasce più deboli della popolazione e la sua capacità di sviluppare polmoniti non curabili tramite antibiotici (perché di origine virale e non batterica) e quindi molto più complesse da gestire
  3. non esiste un virus italiano. L’analisi dei dati raccolti fa supporre che il virus Sars-CoV-2 sia entrato in Italia dalla Cina già verso dicembre, periodo in cui si è registrato un picco di polmoniti anomale. A oggi non esistono evidenze che esista un ceppo italiano del virus non correlato con il ceppo cinese, come sottolineano anche le ricercatrici dell’Ospedale Sacco che l’hanno sequenziato. Tale congettura è priva di qualsiasi fondamento
  4. non siamo ancora fuori pericolo. I dati indicano che stiamo entrando nella fase esponenziale in cui il virus si propaga molto più rapidamente. In questa fase è fondamentale mettere in atto misure che riducano la capacità del virus di propagarsi rallentando la diffusione della malattia per un unico semplice motivo: se il numero di malati cresce troppo rapidamente, e il 20% di loro necessita di ospedalizzazione, in brevissimo tempo satureremmo tutti i reparti di terapia intensiva (come sta già ora accadendo in Lombardia), rendendoci incapaci di dare adeguato supporto a chi ne ha bisogno

Per spiegare meglio la situazione in cui ci troviamo ora, pensate di costruire un muro anti-tsunami alto 20 metri (numero di posti in terapia intensiva e misure di contenimento) e di essere raggiunti da un’onda alta 25 metri (numero di malati che richiedono assistenza ospedaliera).

Risulta evidente che verreste sommersi (le terapie intensive non reggeranno e non riusciranno a dare cure adeguate a tutti): esiste inoltre anche il rischio che l’onda abbatta l’intero muro colpendo molte più persone, in particolare nelle fasce a rischio, aumentando ulteriormente il bilancio dell’epidemia.

Ecco perché è importante, soprattutto adesso, attenersi scrupolosamente alle indicazioni della Protezione Civile e del Ministero della Salute.

Le comunicazioni della Protezione civile sul coronavirus

Relativamente al Covid-19, ecco il punto della situazione alle 18 del 1° marzo, con il video della conferenza stampa del Capo del Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli sui dati relativi all’emergenza coronavirus 1° marzo 2020 (ore 18.00) con il Direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’ISS Giovanni Rezza.

Il sito del Ministero della Salute ha predisposto una sezione interamente dedicata all’evoluzione del coronavirus in Italia, con buone pratiche, indicazioni mediche e le notizie aggiornate.

Coronavirus in Italia, ora per ora

Nella conferenza stampa, Angelo Borrelli, ha inoltre comunicato che “sono oltre 3.000 i tamponi eseguiti. Al momento sono già disponibili migliaia di posti letto in decine di strutture militari in Italia nel caso fosse necessario mettere i cittadini in quarantena.

L’Esercito ha messo ha disposizione 3.412 posti letto in oltre mille camere, mentre l’Aeronautica ne ha dati circa 1.750. Abbiamo fatto inoltre una ricognizione con le regioni per gli alberghi – ha aggiunto – e siamo pronti ad utilizzarli.

Quanto al paziente zero, non siamo ancora riusciti a trovarlo. È dunque ancora difficile formulare ipotesi sulla diffusione“.

Nel frattempo a Milano, il Comune ha decretato la chiusura per 7 giorni di scuole, teatri, musei, cinema, bar e locali notturni dalle 18 alle 6.

I giorni di chiusura potrebbero anche diventare 14 in seguito all’ordinanza di Regione Lombardia, che prevede la sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi o di ogni forma di riunione in luogo pubblico anche di carattere culturale.

Per quanto riguarda i trasporti, restano aperte e funzionanti le metropolitane e i mezzi di superficie della città metropolitana.

Il Gruppo FS Italiane ha attivato procedure particolari per garantire la gestione di situazioni riconducibili a possibili casi di Covid-2019 a bordo sia dei treni a media e lunga percorrenza (Frecce, InterCity, InterCity Notte).

In particolare, Trenitalia ha diffuso un protocollo al personale a contatto con i viaggiatori e ha disposto:

  • l’installazione a bordo treno di dispenser di disinfettante per mani
  • la consegna al personale di apposito equipaggiamento protettivo (mascherine con filtro, guanti monouso)
  • il potenziamento delle attività di pulizia disinfettanti a bordo dei treni della flotta di Trenitalia (Frecce, InterCity, InterCity Notte e regionali)
  • la diffusione del vademecum del Ministero della Salute attraverso pieghevoli illustrativi e sui monitor dei treni regionali e delle Frecce; laddove non sono presenti monitor la diffusione a bordo treno di annunci ai passeggeri
  • la comunicazione ai viaggiatori, attraverso i canali informativi e i sistemi di vendita di Trenitalia, della cancellazione a tutti i treni della fermata nelle stazioni di Codogno e Casalpusterlengo così come predisposto dalle Autorità competenti
  • la definizione, in corso, di termini e modalità del rimborso in bonus per chi rinuncia al viaggio per tutte le tipologie di biglietto acquistate

Coronavirus in Italia: i sintomi

Come specificato dal Ministero della Salute, i sintomi più comuni del coronavirus (covid-19) includono febbre, tosse, difficoltà respiratorie.

Nei casi più gravi, l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte.

I coronavirus umani comuni di solito causano malattie del tratto respiratorio superiore da lievi a moderate, come il comune raffreddore, che durano per un breve periodo di tempo“.

I sintomi del coronavirus in Italia possono includere:

  • naso che cola
  • mal di testa
  • tosse
  • gola infiammata
  • febbre
  • una sensazione generale di malessere

Il Ministero specifica inoltre che “come altre malattie respiratorie, l’infezione da coronavirus può causare sintomi lievi come raffreddore, mal di gola, tosse e febbre, oppure sintomi più severi quali polmonite e difficoltà respiratorie.

Raramente può essere fatale. Le persone più suscettibili alle forme gravi sono gli anziani e quelle con malattie pre-esistenti, quali diabete e malattie cardiache.

Dato che i sintomi provocati dal nuovo coronavirus sono aspecifici e simili a quelli del raffreddore comune e del virus dell’influenza è possibile, in caso di sospetto, effettuare esami di laboratorio per confermare la diagnosi“.

Coronavirus: come comportarsi

La trasmissione del coronavirus in Italia, essendo un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto con le goccioline del respiro delle persone infette.

coronavirus italia - come lavarsi le mani
ecco la procedura corretta per il lavaggio delle mani

Quindi la via di trasmissione da temere è soprattutto quella respiratoria, non quella da superfici contaminate, perché il virus si trasmette solitamente tramite:

  • la saliva, tossendo e starnutendo
  • contatti diretti personali
  • le mani, per esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi
  • in rari casi il contagio può avvenire attraverso contaminazione fecale

Normalmente le malattie respiratorie non si trasmettono con gli alimenti, che comunque devono essere manipolati rispettando le buone pratiche igieniche ed evitando il contatto fra alimenti crudi e cotti.

Il periodo di incubazione dell’infezione varia tra 2 e 12 giorni; 14 giorni rappresentano il limite massimo di precauzione.

È possibile ridurre il rischio di infezione, proteggendo se stessi e gli altri, seguendo alcuni accorgimenti:

  • lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o con soluzione alcolica (dopo aver tossito/starnutito, dopo aver assistito un malato, prima durante e dopo la preparazione di cibo, prima di mangiare, dopo essere andati in bagno, dopo aver toccato animali o le loro deiezioni o più in generale quando le mani sono sporche in qualunque modo)
  • non è raccomandato l’utilizzo generalizzato di mascherine chirurgiche in assenza di sintomi
  • chi mostrasse una qualsiasi infezione respiratoria deve coprire naso e bocca quando tossisce e/o starnutisce (gomito interno/fazzoletto)
  • buttare il fazzoletto dopo l’uso
  • lavare le mani dopo aver tossito/starnutito

Chi contattare in caso di emergenza coronavirus

Ecco un decalogo di buone pratiche segnalate dal Ministero della Salute per affrontare l’emergenza coronavirus in Italia.

emergenza coronavirus in italia - il decalogo

In caso di necessità, ecco le indicazioni della Regione Lombardia:

  1. i cittadini che risiedono nei Comuni lombardi indicati nell’ordinanza del 21 febbraio e hanno sintomi influenzali non devono recarsi in pronto soccorso ma chiamare il numero verde unico regionale 800.89.45.45
  2. in alternativa chiamare il 112 o per informazioni generali il numero 1500

Per chi invece fosse residente in Veneto, ecco le indicazioni della Regione Veneto:

  1. le persone che temono di essere entrate in contatto con soggetti infetti, ma che non hanno alcun sintomo o che presentano sintomi lievi come febbre e/o tosse senza difficoltà respiratoria, devono rivolgersi al numero verde 800.46.23.40
  2. in caso di dubbi o sospetti chiamate il 1500
  3. in caso di sintomi chiamare il 118
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