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Fiori e piante: urgono misure istantanee per sostenere gli imprenditori

città: Milano - pubblicato il: - ultima modifica: 23 Marzo 2020
settore florovivaistico italiano

Il settore è crollato a causa dell’emergenza Coronavirus. Finanziamenti tasso zero, cassa in deroga, nuova definizione di pratica commerciale sleale, semplificazione amministrativa. In tanti si muovono per salvare il settore del florovivaismo italiano

L’emergenza Coronavirus sta mettendo in ginocchio il settore del florovivaismo italiano: milioni di fiori e piante che nell’ultimo mese sono rimasti invenduti, a causa del divieto di cerimonie come battesimi, matrimoni, lauree e funerali ma anche per il blocco della mobilità.

Cancellando anche tutti gli eventi e “le fiere che si tengono in questo periodo – fa notare Marcello Doniselli, florovivaista e vice presidente della Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza – gli sbocchi per la vendita diretta sono crollati“.

In condizioni normali, fino all’inizio di maggio – spiega il vice presidente della Coldiretti interprovinciale – gli imprenditori realizzano la maggior parte del fatturato aziendale. Chi ha puntato su produzioni stagionali e primizie ha fatto una programmazione anticipata che è completamente saltata e ora si trova con fiori e piante invenduti che devono essere eliminati per fare posto alla nuova merce in arrivo, perché non sempre è possibile ridurre o addirittura cancellare le consegne di giovani piantine già contrattualizzate. Parliamo di perdite pesantissime“.

Temiamo si arrivi alla chiusura di tante, troppe aziende del settore – commenta Valeria Randazzo, portavoce di MyPlant&Garden il consorzio di florovivaisti che da anni organizza l’omonima fiera milanese che lo scorso febbraio, proprio a causa dell’emergenza Covid19, è stata soppressa e spostata a settembre – Il comparto è stremato. Da più parti ci hanno chiesto di farci portavoce presso le istituzioni e il governo di questa situazione. È quello che stiamo facendo“.

Così, gli operatori e le associazioni di categoria chiedono misure istantanee per dare liquidità alle aziende, con finanziamenti a tasso zero e una sospensione delle scadenze dei mutui, delle bollette, oltre che di interventi straordinari come la cassa integrazione in deroga per i dipendenti e interventi per sostenere le imprese che hanno perso la produzione per l’impossibilità di commercializzarla in conseguenza delle limitazioni nel commercio interno ed estero.

E soprattutto, la nuova definizione di pratica commerciale sleale vietata nelle relazioni tra acquirenti e fornitori per chiunque richieda certificazioni non obbligatorie riferite al Covid19 per le quali sono previste sanzioni da 15.000 a 60.000 euro.

Saranno fondamentali – afferma il presidente nazionale di Agia-Cia, Stefano Franciaanche le deroghe straordinarie che consentano a tutte le banche di aderire all’accordo sottoscritto tra Abi e le associazioni di categoria, tra cui Cia; mentre maggiore semplificazione amministrativa permetterebbe all’intero sistema bancario di usufruire delle preziose risorse messe a disposizione da Commissione Ue e Banca europea per gli investimenti (Bei) e dedicate alle nuove generazioni di agricoltori e allevatori“.

Sarebbe importante – è il parere di Luca Veronesi, direttore generale di Fiera di Padova dove a settembre prenderà vita l’edizione di Flormart 2020che ci fossero dei rinforzi aggiuntivi agli incentivi per la partecipazione alle Fiere in modo da premiare le occasioni di valore per il mercato“.

Milano/Padova a settembre, appunto hanno due fiere di settore all’orizzonte: c’è spazio per entrambe?

Al momento non è possibile dire se ci sarà spazio per entrambe le fiere – commenta Veronesimi auguro di sì, perché sarebbe un buon segnale per il Paese e l’economia, ma certamente – di questo sono sicuro – non c’è spazio per due manifestazioni nello stesso mese.

Dallo scorso anno a Padova c’è una nuova gestione: abbiamo intrapreso un programma di investimenti per il rilancio di Flormart che è in calendario a settembre, ma nonostante questo fin dall’inizio della crisi abbiamo dato la nostra disponibilità a Myplant per studiare sinergie in modo da preservare non i nostri singoli interessi ma l’unica cosa che deve starci a cuore, ovvero la possibilità di fornire al settore un grande evento nazionale e internazionale per valorizzarlo al meglio“.

Alla stessa domanda risponde la Randazzo di MyPlant&Garden: “Vedremo. La nostra prima settembrina nasce da una situazione sinora imprevedibile. Occorre considerare che a settembre, periodo tradizionalmente favorevole a diverse categorie della filiera verde, prevede lo svolgimento di 35 appuntamenti internazionali che coinvolgono imprese del comparto.

Cui si sono aggiunti altri eventi slittati per i noti motivi. Immaginare di non avere sovrapposizioni totali o parziali è pura fantasia. Abbiamo chiesto a FieraMilano tutti gli slot disponibili e quello datoci era l’unico. Abbiamo avuto dei contatti con Padova Fiere e ci siamo confrontati su diverse ipotesi di collaborazione, ma al momento non c’è nulla di concreto“.

Intanto, da Padova stanno “progettando un roadshow di Flormart in tutta Italia per incontrare gli operatori del settore del florovivaismo italiano – come dice Veronesie dar voce e rappresentanza a un mondo che rimarrà chiave“.

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