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Next Energy 2020 premia l’idrogeno di Nemesys

pubblicato il: - ultima modifica: 1 Luglio 2020
next energy 2020

Next Energy 2020, quarta edizione della call for ideas promossa da Terna, Fondazione Cariplo e Cariplo Factory, premia Nemesys, realtà che propone una tecnologia per la produzione di idrogeno, sostenibile

Riscoprire l’idrogeno e in fretta, giusto perché potrebbe darci una mano ad azzerare le emissioni inquinanti che ci attanagliano. Ma non solo: sull’idrogeno c’è chi scommette perché in grado di accumulare energia e rilasciarla sul lungo periodo.

Sarà anche per questo che Next Energy 2020, quarta edizione del programma promosso da Terna, Fondazione Cariplo e Cariplo Factory ha premiato la toscana Nemesys, startup specializzata in tecnologie innovative per la diffusione dell’uso dell’idrogeno.

La transizione energetica e il passaggio a un sistema energetico pulito è una priorità che il Green Deal europeo incoraggia, anzi sollecita, in vista della scadenza del 2050 in cui in Europa le emissioni dovranno essere azzerate.

L’idrogeno, in questo scenario, è il vettore energetico che, se si riusciranno a sviluppare le opportune tecnologie per produrlo in modo sostenibile – economicamente ed energeticamente – potrà aiutare più di altri a produrre energia pulita, in quantità elevata e senza inquinare.

Soprattutto se la produzione di idrogeno avverrà attraverso un processo elettrolitico, sfruttando energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili e non attraverso il reforming del metano, processo di estrazione attualmente utilizzato che ha il difetto di produrre CO2. A costi competitivi.

L’idea innovativa di Nemesys è una cella elettrolitica che consente un recupero di energia elettrica durante il processo di produzione dell’idrogeno, superando gli obiettivi di efficienza Eu al 2030 (48kWh/kgH2); inoltre il prototipo non utilizza metalli preziosi, né costose membrane Pem come avviene invece nelle attuali soluzioni di mercato e, per questo, ha un costo di realizzazione inferiore e più competitivo.

Inoltre, la soluzione studiata dalla startup sarebbe in grado di utilizzare anche l’acqua marina nel processo di generazione dell’idrogeno, evitando di sprecare acqua dolce – che sarà sempre più preziosa in futuro – per la produzione energetica che, a questo punto, potrà diventare competitiva e conveniente anche nei Paesi in via di sviluppo, in quelle zone in cui energia e acqua scarseggiano.

Le celle elettrolitiche sviluppate con questa tecnologia, se le aspettative dello studio preliminare saranno confermate, potranno ottenere un grande vantaggio competitivo nel mercato degli elettrolizzatori per la produzione di idrogeno verde nel prossimo futuro – secondo gli scenari Decentralizzato e Centralizzato elaborati da Terna e Snam per la transizione energetica, si prevede una produzione di idrogeno che va da 1,2 a 3 miliardi di m3 al 2030.

Gli ambiti di applicazione della soluzione di Nemesys potranno essere sia indirizzati all’uso domestico, sia per le industrie e i grandi mezzi di trasporto. L’importante che l’idrogeno di domani si mostri anche sicuro.

Per tutto questo, Nemesys si aggiudica, grazie a Next Energy 2020, un voucher di 50.000 euro, spendibili in ulteriori servizi di accelerazione, la migliore idea tra le 8 startup che hanno concluso il percorso di incubazione nell’ambito della Call for Ideas.

Le aree di interesse dei progetti si sono focalizzate tutte sugli strumenti abilitanti della transizione energetica verso un sistema elettrico più efficiente, sicuro e sostenibile, tra i quali robotica, internet of things, energy tech, materiali avanzati, mobilità elettrica, storage, integrazione ambiente/infrastrutture e digitalizzazione.

Marco Matteini è l’ad nonché il cofondatore di Nemesys. Con lui ricostruiamo la storia di questa realtà che nasce come start-up innovativa all’inizio del 2016: “una società di ricerca privata – spiega – focalizzata sulle criticità che fino a oggi hanno impedito all’idrogeno di diffondersi negli usi civili. Ovvero con lo scopo di sviluppare nuove idee e tecnologie per rendere i sistemi di produzione e l’uso dell’idrogeno, più economici e sicuri“.

Matteini ha una carriera nell’idrogeno e si vede che la sua è una passione. “L’idrogeno è l’elemento chimico a più alto contenuto di energia, nonché il più abbondante e diffuso in natura – continua – Può essere estratto dall’acqua tramite elettrolisi con elettricità prodotta da fonti rinnovabili, può sostituire i combustibili fossili in qualsiasi applicazione e realizzare così un ciclo energetico virtuoso, del tutto privo di emissioni inquinati“.

Da gli anni ’50 del secolo scorso l’idrogeno viene utilizzato con successo nelle missioni spaziali e nei sotto marini, ovvero in tutte quelle situazioni dove risulta impossibile generare energia elettrica con utilizzando le fonti fossili.

Tuttavia, in tutte le altre applicazioni civili, le tecnologie utilizzate fino a oggi per la produzione e l’utilizzo dell’idrogeno sono risultate troppo pericolose e costose per competere sul piano economico con le tradizionali fonti fossili (carbone, petrolio, metano e derivati).

Matteini continua: “I problemi da risolvere per consentire la diffusione dell’idrogeno in sostituzione dei combustibili fossili riguardano la competitività economica che risulta penalizzata da due difetti fisici intrinsici“:

  1. il primo difetto fisico dell’idrogeno è che, pur essendo l’elemento più diffuso in natura, non si trova allo stato puro, ma in combinazione con altre molecole come l’acqua, o negli stessi combustibili fossili, da cui va estratto (il contenuto energetico degli stessi combustibili fossili dipende principalmente dalla quantità di molecole d’idrogeno contenute). Quindi va estratto e le tecnologie utilizzate fino a oggi sono risultate poco efficienti
  2. il secondo difetto fisico dell’idrogeno a difficoltà a garantirne la sicurezza lungo tutta la filiera, dalla produzione, allo stoccaggio, al trasporto e nell’utilizzo

Nemesys si è focalizzata su questi aspetti critici e ha sviluppato nuove soluzioni sia per quanto riguarda la produzione dell’idrogeno, sia per lo stoccaggio, il trasporto e l’utilizzo.

Con il premio assegnato a Nemesys da Next Energy 2020, Terna ha mostrato particolare interesse per l’ultima delle tecnologia innovativa brevettata dalla startup, che ha sede a Pontedera, e riguarda un nuovo tipo di elettrolizzatore in ambiente alcalino ad altissima efficienza (già oggi molto oltre gli obiettivi target al 2030 stabiliti della Commissione Europea).

Parallelamente al percorso di incubazione condotto con Polihub, previa la sottoscrizione di un Nda (non disclosure agreement), si sono sviluppate attività di confronto tecnico scientifico di approfondimento, su questa tecnologia, che delle cinque sviluppate da Nemesys è anche quella più recente e a un livello di sviluppo inferiore.

Dopo un percorso di ricerca in autofinanziamento l’azienda sta avviando i primi progetti su commessa.

L’obiettivo è di potenziare il team di ricerca – termina Matteini, il cui team è ora composto da 5 soci e tre professionisti tra cui Francesco Ciardelli, professore onorario di chimica all’Università di Pisa.

L’aspirazione è fare di Nemesys una holding in grado di fare trasferimento tecnologico verso società dedicate e partecipate con altri partner industriali.

Una holding di partecipazioni in tutta la filiera dell’idrogeno e delle sue applicazioni che per loro natura risultano essere a capital intensive e, per questo, da approcciarsi con partner industriali e finanziari in grado di esprimere tutto il potenziale necessario per imporsi sul mercato“.

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