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Adattamento ed evoluzione del topolino domestico

topolino domestico

Uno studio dimostra che attraverso le straordinarie capacità evolutive del topolino domestico, specie osservata in natura nell’arcipelago delle Isole Eolie, si può studiare la biodiversità del Pianeta

La rivista Molecular Biology and Evolution celebra l’anno in corso, che corrisponde nel calendario cinese all’anno del Topo, con una particolare attenzione scientifica agli studi sulla genetica evolutiva di ratti e topi.

Su questo tema è stato selezionato lo studio del gruppo di ricerca coordinato da Riccardo Castiglia del Dipartimento di Biologia e biotecnologie Charles Darwin della Sapienza, riguardante l’evoluzione del Mus domesticus, anche detto topo delle case o topolino domestico, nell’arcipelago delle Isole Eolie (Sicilia).

Lo studio ha analizzato per mezzo di tecniche di sequenziamento genetico di ultima generazione (Next Generation Sequencing, Ngs) la straordinaria diversità cromosomica dei topolini che vivono nelle Isole Eolie.

Questa particolarità genetica è frutto della millenaria convivenza con gli umani che è stata determinante nel processo evolutivo di questa specie.

Le origini del topolino domestico risalgono al Neolitico in Medio Oriente quando l’uomo cominciava a organizzarsi in comunità stanziali. Insieme all’uomo il topo si è messo in viaggio raggiungendo il Mediterraneo circa 3.000 anni fa, nell’Età del Ferro, periodo in cui le Isole Eolie erano un importante crocevia per il passaggio delle navi e in particolare per il commercio del vetro vulcanico ossidiana.

“Le isole – commenta Emanuela Solano, autrice dello studio – sono una fabbrica di variabilità genetica e rappresentano un vero paradiso per il biologo evoluzionista. Grazie alla collaborazione con l’Università di Konstanz, nel nostro lavoro abbiamo affiancato per la prima volta all’analisi dell’evoluzione cromosomica in Mus domesticus, che è il nostro ambito di ricerca da svariati anni, un approccio genome wide, basato sull’indagine dell’intero genoma“.

Il Mus domesticus ha sviluppato nel tempo diverse mutazioni cromosomiche da cui sono derivate le razze cromosomiche, ovvero numerose popolazioni con numero cromosomico variabile.

Questo studio ha dimostrato che nell’arcipelago si è originata una diversità cromosomica non causata da colonizzazioni multiple da aree limitrofe. Le razze cromosomiche in questo caso si sono rimescolate attraverso meccanismi di ibridazione.

“La risoluzione di questo complesso modello di evoluzione cromosomica – conclude Riccardo Castiglia – ha dimostrato che il topolino ha grandi capacità evolutive e che nella sua veste selvatica può rappresentare un occhio sull’evoluzione in tempi brevi, evidenziando, ogni volta che si va a fondo su questo argomento, aspetti sorprendenti. Rappresenta, quindi, un validissimo strumento per la comprensione degli intricati meccanismi che portano alla comparsa di nuove specie rappresentando un proxy per lo studio della biodiversità del Pianeta“.

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