Le soluzioni naturali non mancano per alleviare il problema emorroidi a 3,7 milioni di italiani: ecco come usare il Sambucus nigra, il Rubus ulmifolius il Vaccinium myrtillus ma anche semplicemente le foglie di lampone
Ne soffriva anche Napoleone e leggenda vuole che la sconfitta di Waterloo, fosse da attribuire ai dolori sofferti, che gli impedirono di stare a cavallo e guidare le truppe. Stiamo parlando delle emorroidi.
Le prime testimonianze della malattia risalgono a tempi antichi; essa infatti era già citata nel vecchio testamento come punizione che Dio inflisse ai Filistei in seguito al furto dell’Arca dell’Alleanza.
Un problema che, oggi come allora, tocca molti italiani: non esistono dati epidemiologici certi, ma, in base ai dati della Siucp (società italiana unitaria colonproctologia), si stima che 3,7 milioni di italiani soffrano di emorroidi, con la possibilità che quasi la metà della popolazione abbia sperimentato disturbi emorroidari nella vita, specie in età adulta e avanzata.
Ma la bella notizia è che la fitoterapia viene molto incontro a questo problema di salute.
Emorroidi, cosa sono, come riconoscere e risolvere il problema
Con il termine emorroidi si fa in genere erroneamente riferimento a una patologia; in realtà la parola indica una complessa struttura connettivale e vascolare (plesso emorroidale), normalmente presente nella parte terminale del retto, vicino all’ano.
Il ruolo delle emorroidi è quello di contribuire al meccanismo di evacuazione ottimizzando la continenza fecale, specie per gas e feci liquide. Solo quando si va incontro ad alterazioni patologiche (trombosi, sanguinamento, prolasso) si parla di malattia emorroidaria.
Le cause della malattia emorroidaria sono poco chiare e sicuramente di tipo multifattoriale.
La dieta povera di fibre, i lavori che comportano il sollevamento di pesi elevati, l’abitudine a rimanere a lungo seduti sul water, determinando una pressione prolungata sulle vene emorroidali, sono tutti fattori aggravanti.
La gravidanza costituisce un fattore di rischio per lo sviluppo della malattia, sia per l’aumentata pressione esercitata sui vasi pelvici dall’utero sia per la stipsi che spesso è presente.
Quali sono i sintomi
I due sintomi tipici della malattia sono il sanguinamento, di colore rosso vivo, che compare al termine della defecazione ed è di solito di piccola o piccolissima entità, in forma di macchioline sulla carta igienica.
Se il sangue è mescolato con feci, o se queste sono di colore nero, va sospettata una patologia gastrointestinale ed è necessario contattare il medico.
Il secondo sintomo è il dolore, che compare durante la defecazione ma anche in momenti diversi, per esempio in posizione seduta.
Fiori e foglie dei frutti di bosco alleviano i dolori emorroidari
Bacche coloratissime, piccole e succose, da metà agosto a settembre decorano i nostri boschi. L’intensa tonalità di queste si staglia sullo sfondo verde scuro delle loro foglie, creando effetti cromatici meravigliosi.
Lamponi, bacche di sambuco, mirtilli e more, crescono spontanei ai margini dei boschi. In questo periodo si possono mangiare appena raccolti, tranne le bacche di sambuco che vanno sempre cotte, oppure usate per preparare deliziose marmellate o liquori.
Invece, spesso accantonate, ma salutari, sono anche le restanti parti aeree di questi arbusti, in particolare i fiori di sambuco e le foglie di lampone, mirtillo e more di rovo possono essere un valido rimedio contro le emorroidi esterne, ossia quelle al di sotto della linea dentata del canale anale.
Questo perché sono ricche di tannini che, normalmente, hanno la funzione di proteggere la pianta dall’attacco di batteri e funghi, di difenderla dagli insetti e dagli erbivori, rendendo i tessuti meno appetibili e meno assimilabili.
Pur essendo sostanze tossiche per gli animali, non lo sono per l’uomo, anzi svolgono un’azione benefica, in particolare nella malattia emorroidaria svolgono attività vasocostrittrice, emostatica e riepitelizzante.
I rimedi naturali contro le emorroidi
Vediamo in particolare quali sono i rimedi naturali in grado di aiutarci a combattere il fastidioso problema.
I fiori di Sambucus nigra conosciuto con il nome di sambuco comune, sono di colore bianco crema, dal profumo intenso e piacevole, si raccolgono da aprile a giugno recidendo le inflorescenze alla base.
Si fanno essiccare all’ombra, si battono delicatamente per staccare i fiori dai peduncoli, che poi si eliminano. Hanno proprietà emollienti, lenitive e antiemorroidali. I fiori si devono usare secchi, mai freschi in quanto potrebbero causare irritazione della pelle.
Infuso di Fiori di Sambuco per uso esterno: 5 grammi di fiori in 100 ml di acqua. Fare lavaggi e applicare la garza imbevuta.
Le foglie di Rubus idaeus conosciuto con il nome di lampone, si raccolgono a giugno, prima della fioritura, recidendole senza il picciolo, si essiccano al sole e si conservano in sacchetti di carta o di tela.
I preparati di foglie di lampone, particolarmente ricche di tannini, possono essere usate sia per uso esterno che per uso interno. Per quest’ultimo impiego, sono lenitivi, detergenti per le emorroidi e le ragadi anali.
Decotto di foglie di lampone per uso interno: 2 grammi di foglie in 100 ml di acqua. Due o tre tazzine al giorno.
Infuso di foglie di lampone per uso esterno: 3 grammi di foglie in 100 ml di acqua. Fare lavaggi ed applicare la garza imbevuta.
Le foglie di Vaccinium myrtillus conosciuto semplicemente come mirtillo, venivano impiegate già nel 1200 per la fabbricazione di cuscini, sui quali si faceva sedere chi soffriva di emorroidi.
Le foglie, vengono raccolte tra giugno e luglio, possono essere usate sia fresche che essiccate, in quest’ultimo caso bisogna metterle all’ombra e poi conservarle in sacchetti di carta o tela.
Le foglie vengono usate esternamente, sono antiinfiammatorie sia per la pelle che per la mucosa nella zona anale.
Decotto di foglie di mirtillo per uso esterno: 5 grammi di foglie in 100 ml di acqua. Fare lavaggi e applicare la garza imbevuta.
Le foglie di Rubus ulmifolius conosciuto come rovo, si raccolgono in primavera-estate, quando sono completamente sviluppate, possono essere essiccate in luoghi areati e conservate in sacchetti di carta o tela, ma, sprigionano maggiori proprietà benefiche quando sono fresche.
In molte regioni del Sud Italia, si raccolgono 5 foglie, possibilmente grandi, le si pestano per eliminare le spine, disponendole in garze sterili e applicate direttamente nella zona emorroidale.


Maria Anna Esposito: laureata in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche alla Facoltà di Farmacia dell’Università Federico II di Napoli, farmacista con specializzazione in Fitoterapia e Aromaterapia. Fito-blogger. Esercita in libera professione attività di consulenza erboristica | 









