Home Eco Lifestyle Tempo di raccogliere le bacche di sorbo: fanno anche bene alla pelle

Tempo di raccogliere le bacche di sorbo: fanno anche bene alla pelle

pubblicato il: - ultima modifica: 2 Ottobre 2020
sorbo
Foto da Pixabay

Le bacche di Sorbo degli uccellatori di colore rosso vermiglio, decorano il piccolo arbusto da metà agosto a ottobre inoltrato, sono ricche soprattutto di vitamina C. Ecco i consigli per raccoglierlo e utilizzarlo

Le bacche di Sorbo degli uccellatori in passato venivano impiegate per prevenire lo scorbuto, infatti, le navi che salpavano per lunghe traversate, venivano rifornite di bacche essiccate, in modo che il personale di bordo le assumesse costantemente, in piccole dosi, ogni giorno per evitarne la patologia.

Oltre a un tenore molto alto di vitamina C, le bacche contengono una serie di sostanze tonificanti ed esfolianti utili per attenuare gli inestetismi del tempo sul viso. E questo è proprio il periodo adatto per raccoglierle e lavorarle.

Indicazioni per la raccolta delle bacche di Sorbo

Le bacche di Sorbo vanno raccolte non prima di metà settembre fino a novembre inoltrato, dopo le prime gelate forti, soltanto quando sono ben mature.

Si tagliano i corimbi interi con le forbici, prestando attenzione a non asportare anche i boccioli per la fioritura successiva che si trovano sul ramo esattamente al di sotto dei corimbi stessi.

Ma andiamo con ordine e cerchiamo di conoscere nel dettaglio questo potente arbusto. Il suo nome scientifico del Sorbo degli uccellatori è Sorbus aucuparia edulis, il termine aucupare dal latino, significa tendere insidie agli uccelli, infatti, gli antichi Romani utilizzavano quest’albero come esca.

Si appostavano nei suoi pressi o addirittura lo piantavano nei propri giardini per attirare le svariate specie di uccelli che, ghiotti delle sue bacche, venivano catturati.

Dove si trova

L’arbusto presenta delle radici forti e profonde, ama le aree soleggiate e non è assolutamente delicato, infatti  cresce senza difficoltà su terreni poveri e dal basso contenuto di calcare.

Lo si trova prevalentemente ai margini del bosco, lungo i sentieri e in zone di rimboschimento recente. In montagna è presente, soprattutto nelle aree interessate da valanghe, deforestazione o cedimenti morenici.

Il Sorbo può trovarsi anche al di fuori del bosco: cresce spesso in siepi e cespugli e viene impiegato dall’uomo per la progettazione di parchi e viali alberati.

Come riconoscerlo

Il Sorbo degli uccellatori cresce sia come cespuglio sia come arbusto, generalmente con un’altezza che raggiunge 5-8 metri, in luoghi fertili può raggiungere i 15-20 metri di altezza.

La corteccia di solito ha un colore grigio chiaro, è liscia e lucente da giovane, negli adulti tende a formare piccole scaglie. Sui versanti esposti a Nord tende a ospitare facilmente dei licheni di colore bianco-grigiastro, che da giovani si presentano come macchie biancastre tondeggianti.

Le foglie sono composte, formate da 9 a 15 foglioline oblunghe lanceolate di circa 5 cm, con un’evidente seghetta tura e un picciolo cortissimo. Il lato inferiore è peloso.

A inizio maggio (nelle zone fredde a partire da inizio giugno) compare un’infiorescenza densa e bianca raccolta in corimbi, che emana un odore molto forte, dovuto alla presenza di trimetilammina, una sostanza tossica che ricorda il puzzo di pesce che si riscontra anche nei fiori del Biancospino e del Castagno.

I frutti del Sorbo degli uccellatori sono piccole bacche rosse acceso grandi 8-10 cm, anch’esse raccolte in fitti corimbi.

Le proprietà delle bacche di Sorbo

Le bacche sono particolarmente ricche di sostanze salutari, come acido citrico, acido malico, acido sorbico, i carotenoidi che conferiscono il particolare colore rosso, i tannini, la pectina e la vitamina C.

Dai frutti si ricava anche il sorbitolo che è un dolcificante naturale, acariogeno e ipocalorico che spesso viene usato come alternativa allo zucchero.

Solo le bacche mature della specie Sorbus aucuparia edulis, possono essere mangiate crude, è consigliabile mangiarne solo in piccolissime quantità, poiché il gusto è acidulo e molto amaro; inoltre ad alti dosaggi l’acido parasorbico che essi contengono, da crudi, può causare disturbi allo stomaco e all’intestino, vomito e diarrea.

La cottura neutralizza però questa sostanza, bastano pochi minuti per renderla del tutto innocua. Si consiglia comunque sempre di eliminare i semi in tutte le preparazioni, anche se cotti, in quanto contengono Amigdalina, una molecola in grado di liberare acido cianidrico (cianuro).

Effetto delle sorbe sulla pelle

La polpa delle sorbe ha sulla pelle del viso un effetto antiossidante ed esfoliante, e può essere usata al fine di attenuare gli inestetismi del tempo, infatti stimola i processi di rinnovamento cellulare sia a livello dell’epidermide, sia a livello del derma.

In particolare le piccolissime dimensioni degli acidi presenti, penetrando in profondità,  favoriscono la riparazione delle fibre di collagene ed elastina, permettendo di attenuare le rughe più o meno profonde presenti sul viso.

Maschera antiage alle sorbe: per preparare la maschera antiage alle sorbe si usano 10 sorbe fresche e mature, bisogna lavarle bene e tamponarle con un canovaccio, successivamente vanno private di buccia e i semi.

Versarle in un mortaio con un cucchiaio di farina di semi di lino, schiacciare la polpa e mescolare fine a ottenere una consistenza cremosa.

Applicarla su viso pulito e tenerla in posa 20 minuti. Risciacquare con acqua tiepida. La maschera deve essere usata al momento per goderne dei massimi benefici.

Maria Anna Esposito Maria Anna Esposito: laureata in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche alla Facoltà di Farmacia dell’Università Federico II di Napoli, farmacista con specializzazione in Fitoterapia e Aromaterapia. Fito-blogger. Esercita in libera professione attività di consulenza erboristica | e-mail | Instagram
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