Le castagne matte sono i semi dell’ippocastano che, grazie a un’azione antinfiammatoria e decongestionante aiutano a mantenere le gambe meno gonfie e pesanti, rendendo inoltre i capillari più forti e meno evidenti
L’ippocastano, anche detto castagno d’India (Aesculus hippocastanum L.) è un albero ornamentale che in primavera si tinge di bellissimi fiori bianchi; nelle calde giornate estive regala una piacevole frescura all’ombra della sua folta chioma e, proprio di questi periodi, si possono raccogliere i suoi semi non commestibili però, che vengono chiamati castagne matte.
Ogni anno le castagne d’India infatti, provocano casi gravi di avvelenamento, in quanto spesso vengono scambiate per il frutto della Castanea sativa, che è commestibile; la ricchezza di saponosidi, in particolare la esculina, crea una sintomatologia grave a livello del tratto gastrointestinale provocando diarrea, vomito e dolori addominali che, possono sfociare nei bambini anche in sintomi a carico del sistema nervoso.
Come riconoscere il frutto della Castanea sativa dal seme del Aesculus hippocastanum
Le castagne d’India sono più voluminose, sferiche, lucide e ogni guscio ne contiene una sola. Quest’ultimo è di colore verde acceso, e ha poche spine grandi.
Al contrario, le castagne che noi mangiamo sono più piccole, appiattite e quasi triangolari, non di rado sono percorse da righe verticali e quasi sempre il guscio ne contiene più di una (di solito 2-3).
Questo, a sua volta, è protetto da molte spine sottili e, quando cade, è di colore biondo-marrone.
Dove crescono le castagne matte
L’ippocastano è stato introdotto nelle nostre latitudini come pianta ornamentale, proviene dai boschi della Grecia settentrionale e della Macedonia. Si trova spesso nei parchi e lungo i viali alberati, ma anche sui lungolago e nei giardini per fare ombra.
Nel bosco cresce spesso nelle vicinanze dei capanni di caccia e nelle zone di foraggiamento per la selvaggina, perchè singole castagne riescono a salvarsi dall’essere mangiate dagli animali selvatici, germogliando così nuovamente nella primavera successiva.
Le sue proprietà
L’ippocastano viene utilizzato come rimedio rinfrescante per rinforzare le pareti dei vasi sanguigni, in quanto contiene le cosiddette saponine, note come escine, che hanno effetti prevalentemente antinfiammatori, stabilizzanti e rinforzanti di vene e arterie.
Inoltre contiene tannini, flavonoidi (tra cui quercetina) e numerose altre sostanze che contribuiscono a conferire queste proprietà alla pianta. Tutte queste sostanze si trovano anche nei boccioli, nella corteccia e nei fiori; ciononstante solo i semi sono riconosciuti come rimedio curativo.
In farmacia si trovano numerose pomate, creme, tinture a base di ippocastano che possono essere acquistate senza ricetta medica. Ma, volendo, si può andare personalmente a raccogliere un po’ di castagne, per preparare una tintura casalinga.
Come ottenere la tintura
Bisogna tagliare 5 castagne matte e versarle in un vasetto di vetro con coperchio avvitabile. Aggiungere 200 ml di alcool al 40% e un po’ di acquavite di grano.
Si lascia riposare per 3 settimane a temperatura ambiente mescolando ogni tanto, in modo che gli ingredienti si amalgamino bene. Si filtra con un colino. Con la tintura ottenuta, possono essere massaggiati i piedi e la parte inferiore delle gambe per trarne il massimo beneficio.
Si consiglia prima di massaggiare, di ammorbidire la pelle con dell’olio d’oliva o di cocco per evitare che l’alcool la secchi troppo.
Indicazioni di raccolta
In autunno le castagne sono pronte per essere raccolte dal terreno sotto l’albero. Per conservarle bisogna disporle ben distanziate in un solo strato su un cartone o un foglio di giornale per lasciarle essiccare circa una settimana.
In questo modo le castagne si raggrinzeranno, diventando più piccole meno lucenti e più dure. A questo punto potranno essere conservate in un sacchetto di carta o di stoffa, sempre in ambiente chiuso, fresco e asciutto per poi essere utilizzate.












