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Oggi, 21 novembre, è la festa di chi ama gli alberi

giornata degli alberi

Ogni donna e uomo di buona volontà ha i suoi alberi, che cura per sé e per gli altri. Questa è la loro storia, nella Giornata degli Alberi

Salvatore La Magra: lui non ha messo a dimora un albero solo, ma addirittura un gruppo. È nato così Coordinamento Garda – che significa Gruppi e Associazioni Riunite a Difesa dell’Ambiente.

Si tratta come racconta lui di un progetto trasversale che intende raccogliere le energie e le disponibilità di soggetti sensibili ai temi ambientali operando su iniziative concrete.

Piantare alberi non deve essere solo il gesto celebrativo di un giorno – afferma, giustamente Salvatore – La giornata degli alberi (che per esigenze organizzative il Coordinamento ha trasformato nel mese degli alberi) rappresenta il momento finale di un percorso molto più lungo, fatto di raccolta dei semi, di reperimento dei vasetti (rigorosamente materiali riciclati, come i tetrapak di latte e succhi di frutta) e di altri materiali, di semina prima e di  rinvasamento poi, quando i semi germinano, di incontro, fisico o online (dato il periodo e le distanze tra i componenti) tra persone che hanno questa passione e che si aiutano l’un l’altro e in questo modo crescono su temi e competenze“.

E per fare questo Salvatore, a livello locale, coinvolge famiglie e bambini: chi li acquista raccoglie i tetrapak, qualcuno – meglio se bambini e ragazzi – terrà i contenitori con i semi in terra a passare l’inverno in giardino e a primavera li invaserà.

In estate diverse persone si occuperanno di innaffiare le piante messe a dimora e a novembre piantare i nuovi alberelli sarà l’epilogo di un’avventura durata tutto l’anno con tanti coprotagonisti e non solo un veloce atto consumato in una mattinata per  dimenticarsi di tutto il giorno dopo. Adesso, con gradualità, sta cercando di esportare questo modello.

Antonio Moresco ha fatto suoi gli alberi di Mantova, non tutti, bensì quelli cresciuti soprattutto nei luoghi starni e un po’ ostili. Era la scorsa primavera e lui si trovava nella sua città d’origine a passare la quarantena.

Le uniche uscite che, un po’ furtivamente, si concede sono lunghe passeggiate notturne. Avvolto nel silenzio profondo di una città trasfigurata, quasi metafisica, rimane colpito dalla forza dirompente di alcune piante cresciute in un interstizio di cemento, tra due muri o due pietre di una casa…

Da più parti indicato come il più importante scrittore italiano vivente, Antonio Moresco ci consegna un’opera suggestiva e onirica che affronta il rapporto di un uomo con la natura arborea e ha tanto da insegnarci sul tempo che stiamo vivendo. Da leggere: Canto degli alberi (Aboca editore; pagine 280; 14,00€).

Simone Carnaccini su ogni albero che incontra costruirebbe un nido. La passione per gli alberi di questo agronomo nonché treeclimber è nata molto presto “i miei ricordi più belli dell’infanzia – ci racconta – sono ambientati nel parco di Porta Venezia a Milano, i miei genitori mi ci portavano nei giorni di festa e la mia anima era costantemente attirata dagli enormi alberi che io amavo scalare e abbracciare. Anche in adolescenza, pur avendo altre cose per la testa, quando volevo trovare pace e serenità il mio rifugio erano gli alberi“.

Così ecco che di questa passione ne ha fatto una professione: Carnaccini, infatti, costruisce – con la sua azienda TreeNest – intrecci di cordame che diventano nidi cui rifugiarsi sugli alberi.

I Nidi di TreeNest sono installazioni permanenti ma possono anche essere utilizzati in situazioni temporanee come festival ed eventi pubblici o privati. Forme e colori spiccano in queste installazioni che non sono delle vere e proprie casette sugli alberi (ma Carnaccini ha fatto anche quelle), bensì ragnatele.

Un giorno potando un albero e ondeggiando tra le fronde – continua Simone – la mia mente venne rapita da una bellissima ragnatela che, noncurante dei movimenti oscillatori creati dal forte vento, resisteva fissa tra due rami luccicando al sole; in quel momento tutte le mie esperienze e la mia passione conversero in unica idea: replicare con i miei strumenti di lavoro le forme naturali che meglio si adattavano a quel contesto“.

È così che nacque il progetto TreeNest.

Mino Petazzini gli alberi li ha messi in poesia. E ne ha fatto un libro: La poesia degli alberi (in libreria dal 2 dicembre; pagine 1056; 30,00€). Si tratta di un’antologia di testi su alberi, arbusti e qualche rampicante.

Un’opera sicuramente adatta a chi sta festeggiando la giornata dedicata agli alberi di oggi. Una lettura per chi sa che gli alberi spesso ci indicano la strada, perché sono i nostri migliori alleati nella salvaguardia del pianeta e insieme hanno da raccontarci innumerevoli storie piene di incanto.

Dietro a ogni donna/uomo di Legambiente c’è un nuovo progetto di alberi che confluisce in #VasiComunicanti!: i vasi comunicanti rappresentano un sistema, una comunità numerosa e positiva, connessi alla natura per festeggiarla e prenderci cura di lei anche in questo momento di difficoltà.

È per questo che nasce questa iniziativa digitale che permette a tutti di partecipare, anche laddove non sarà possibile organizzare iniziative insieme agli altri.

Così Legambiente invita tutti a piantare un seme a casa, un piccolo albero se abbiamo un giardino o possiamo recarci in uno spazio pubblico: insomma che dietro a ognuno di noi ci sia un albero. Che è molto più di un portafortuna. Io lo sto già facendo: buon 21 novembre, giornata degli alberi a tutti!

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