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Cartoline di un’Italia in preda alla crisi climatica

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Foto da Pixabay

Previsioni del brutto tempo che verrà al 2100. Le ha pubblicate Fondazione Cmcc – Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici: sessanta mappe, dieci indicatori, due scenari. Leggiamole a Natale, perché la crisi pandemica non è l’unica che ci attanaglia

L’avviso a tutti noi è chiaro: molto dipenderà dalle scelte che si faranno in termini di percorsi di riduzione delle emissioni di gas climalteranti, molto dipenderà da quanto la comunità internazionale saprà decidere al fine di contenere l’innalzamento della temperatura media del pianeta e le conseguenze che questo innalzamento comporta su diverse scale geografiche.

Lemappe pubblicate rappresentano uno strumento a disposizione di chiunque intenda conoscere gli attuali risultati della ricerca scientifica, soprattutto alle porte di un anno che si preannuncia molto intenso per i negoziati sul clima e che segna una serie di tappe in cui l’Italia ha un ruolo di primo piano (dalla presidenza del G20 fino a ospitare gli eventi preparativi – Pre-Cop e la Cop dei giovani – della Cop26 che si terrà Glasgow nel 2021).

In particolare gli autori Paola Mercogliano e Giuliana Barbato pensano che questi dati siano fondamentali per le istituzioni e per chi si occupa di fare pianificazione a livello locale – Comuni e regioni – e anche per i ricercatori che studiano gli impatti del cambiamento climatico su diversi settori quali l’agricoltura, la salute, il rischio geo-idrologico dalla scala locale a quella nazionale.

Ovviamente, chiunque fosse interessato ad accrescere la propria conoscenza sul futuro dei cambiamenti climatici in Italia può trovare nel sito del Cmcc un punto di riferimento costante. E questa presa di coscienza riteniamo sia importante: perché la crisi climatica dipende soprattutto da noi.

Prossimamente, spiegano in Cmcc, queste previsioni saranno arricchite dall’interazione con la comunità che userà tali dati.

Una miglior capacità di rappresentare sia contesti specifici, come quelli urbani, ma anche le scale subgiornaliere e gli eventi estremi. Speriamo quindi nei prossimi mesi di poter mettere a disposizione della comunità anche questi dati” aggiungono le autrici che in Cmcc si occupano dello sviluppo e dell’applicazione di modelli climatici su scala locale.

Pubblicati online in forma di mappe, i dati sugli scenari climatici per l’Italia sono disponibili per chiunque volesse disporne in altri formati.

Ulteriori informazioni su come avere i dati sono accessibili inviando una mail ai contatti evidenziati nella pagina degli Scenari Climatici per l’Italia.

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