Home Eco Lifestyle L’arte del riuso vista da un industrial designer amante del verde

L’arte del riuso vista da un industrial designer amante del verde

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marco iungo - arte riuso creativo

Questa è la storia di un ragazzo che ama le piante, ma apprezza anche il buon design. Così, Marco Iungo – in arte Metì – racchiude le piante in piccoli contenitori di recupero

L’attitudine al verde e al riuso, innestata su studi di disegno industriale ha germinato in Marco Iungo, in arte Metì, un sorprendente risultato: le sue composizioni spiccano su Instagram (account Metì_32).

Classe 1985, Marco è nato a Cerignola (Fg). A Bari consegue il diploma di laurea in disegno industriale presso il Politecnico. Subito dopo si trasferisce a Milano dove va a occuparsi di exhibition design ed eventi.

Il design è un implacabile spartiacque tra ciò che funziona oggi e ciò che ha funzionato fino a un attimo fa – racconta Metì a GreenPlanner.it – E in questa dinamica implacabile a farne le spese sono i resti delle tendenze superate“.

L’artista si chiede: “dove finiscono gli oggetti che fino ieri sono stati indispensabili? Un oggetto che ci ha tenuto compagnia per anni, magari decenni, a un certo punto diventa inutile e ce ne disfiamo in favore di altro. E allora la mia rivoluzione inizia da qua: metì_32 significa proteggere la bellezza (e non l’utilità), specialmente la bellezza di ciò che è fragile e magari dimenticato“.

Offrire una seconda opportunità a ciò che apparentemente sembra stato lasciato indietro: tazze rotte, vasi scalfiti, ceramiche spaiate: nelle mani di Metì diventano la custodia di piante grasse, fiori, germogli.

La passione per il green affonda le sue radici nei miei primi anni di vita – svela – quando per tranquillizzarmi mi davano un ramoscello colto lungo la strada, con la promessa di piantarlo non appena arrivati a casa. Durante le scuole medie mi prendevo cura delle piante di tutti i miei vicini: una vocazione prodigiosa, il classico pollice verde… in erba!.

Non mi sono mai sentito particolarmente speciale, né ho mai riconosciuto in me poteri soprannaturali: semplicemente amavo le piante e mi prendevo cura di loro. Da loro ho imparato il valore dell’attesa. Ho imparato la fragilità e la necessità della protezione“.

marco iungo - arte riuso creativo

Metì_32 cerca di restituire valore agli oggetti rimasti fuori dal cono di luce del design d’avanguardia, eleggendoli a custodi di piante, con l’obiettivo di restituirli alla ribalta pronti per essere illuminati ancora per un po’.

Dopo aver recuperato il materiale dai mercatini dell’usato o da persone che decidono di disfarsene, Metì applica sul fondo di ogni contenitore un foro per lo scolo dell’acqua. A seconda delle esigenze e delle tecniche che desidera utilizzare, colora le tazze (teiere/brocche/caffettiere…) che prendono così un nuovo aspetto.

Parallelamente coltivo talee di piante (personali o donate), prima in acqua per il tempo necessario a sviluppare le radici, e poi nella terra. Spesso utilizzo piccole piante grasse che acquisto ad hoc in vivaio, nel rispetto delle dimensioni del vaso contenitore, o del gusto di chi riceve l’opera“.

Così è nata la serie Colazione da zia Metì, ma anche Dinarium: il terrarium in lampadina. In questo caso, Metì recupera lampadine esauste di dimensione sufficiente per contenere il micromondo vegetale.

Quindi, ne rimuovo il cuore e con la tecnica di composizione dei terrari preparo il terreno in cui successivamente innesterò le piccole ospiti verdi. Il peso della terra è sufficiente per mantenerla in equilibrio, ma assecondando il gusto di chi riceve l’opera, è possibile fissarla a un tronco di legno grezzo“.

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