Home Eco Lifestyle Laura ci sarà sempre

Laura ci sarà sempre

pubblicato il: - ultima modifica: 29 Marzo 2021
laura marinoni

Laura Marinoni Marabelli si è spenta martedì 23 marzo. Amava la vita come nessun’altra e fino all’ultimo ha cercato delle soluzioni per far tacere la sua malattia. Io credo che lo facesse anche per noi per starci accanto, come da anni faceva con il suo lavoro perfetto.

Conoscevo Laura da più di 20 anni. Lavoravamo insieme in Agepe, poi Business media IlSole24Ore. Pochi anni dopo mi ha raggiunto in Edizioni Green Planner. Non c’era attività che non potessimo organizzare con Laura: eventi, convegni. Le mitiche GpEcorun. Gli spettacoli di SentiCheStoria.

Tutte le parole che scrivevamo passavano al suo vaglio: era una delle migliori editing che ci fossero in giro.

Ma soprattutto Laura era la coerenza al 100%. E la coerenza dà valore a una testata. Soprattutto se si parla di ambiente. Bici e treno: questo era il modo che usava per spostarsi da Pavia a Milano.

L’economia circolare era nel suo modo di essere in maniera naturale. La chiamavo la Poetessa dei Ritagli di Stoffa. Si scherniva, ma come altro avrei potuto chiamare Laura, che raccoglieva con meticolosità pezzatura di stoffa per poi abbinarle con arte facendone borse. Che poi regalava.

Con lei la condivisione era semplice. Naturale. “Possiamo andare a raccogliere la carta e il cartone, che li stanno buttando” mi scriveva e già sapeva come riutilizzarli.

Mangiava bio. Evitava la carne. Amava i buoni vini. Tutto quello di cui noi parliamo ogni giorno su GreenPlanner lei lo accreditava. Vivendo.

I funerali in epoca di Covid si fanno in maniera ristretta. Ma tutti sono vicini a Laura.

Simona (la Lanzi te la ricordi vero?), Lucia che mi ha detto di dirti che “è felice di saperti ora libera dal dolore“. Patrizia, la Cavallotti certo. Ma anche la Serra che mi ha scritto: “Non è giusto morire così“.

Marco e Stefania, Silvia e Marina: le due sister Massimino ti ricorderanno per sempre perché “eri una bella persona“.

Mara, Valentina, Eleonora che mi ha scritto: “tu sai quali parole usare per salutarla anche per me“.

Loris, Mauro, Miti, Adelaide. Ilaria, Bianca e Chiara che di te hanno sempre sentito parlare.

E mio papà, che appena parlavo di te si illuminava. Ti saluta anche lui con le lacrime agli occhi.

Tommaso mi scrive: “sapere che una persona bella e sempre presente come lei non c’è più fa male. Mi dispiace davvero tanto“. Devo spiegare anche a lui che tu mi hai insegnato una cosa importante: quando si parla, si scrive di una persona con affetto, quella ti è sempre accanto. Lo facevi con Edoardo. Ti copieremo.

Condividi: