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Per un’Italia più competitiva sono decisive le infrastrutture digitali ed energetiche

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transizione digitale ed energetica
Foto di Thomas Breher da Pixabay

Un Paese moderno, che possa correre senza sacrificare ambiente, lavoro ed etica sociale, deve cambiare, puntando tutte le sue carte sulla trasformazione digitale e, soprattutto, sulla transizione energetica. Le due sfide sono però interconnesse, come spiega Ey

Le tecnologie digitali e la transizione verso l’uso delle energie pulite sono decisive se si vuole che l’Italia possa tornare a correre e a competere nel mercato del futuro. Se n’è discusso ed è emerso in modo esplicito durante il summit di Ey Infrastrutture 2021 Transizione digitale ed energetica.

Il messaggio agli attori industriali ed energetici del Paese è che la transizione digitale e quella energetica sono due sfide interconnesse, che devono procedere di pari passo per consentire all’Italia di tornare a crescere.

Alla base di tutto c’è la rete infrastrutturale, che dovrà essere l’abilitatore per potenziare i benefici di questa rivoluzione industriale e sociale.

Per questo il Pnrr – piano nazionale di ripartenza e resilienza – punta circa il 67% delle sue risorse per potenziare fortemente queste due aree; ma lo confermano anche i risultati dell’indagine Ey-Swg che indica in questo senso due priorità: il passaggio completo alle energie rinnovabili per le infrastrutture delle utility (secondo il 54% dei manager intervistati) e il potenziamento delle infrastrutture di connettività (40%).

In particolare, dalla ricerca emergono i seguenti punti di attenzione:

  • le priorità per gli italiani riguardano principalmente la transizione completa alle energie rinnovabili delle infrastrutture per le utility (54%) e il potenziamento delle infrastrutture di connettività (40%)
  • il 95% degli intervistati pensa che il rafforzamento delle tecnologie digitali porterà un contributo positivo ai processi di sostenibilità
  • c’è ancora un gap da colmare sull’infrastrutturazione digitale del Paese (la copertura 5G è raddoppiata in un anno e raggiungerà il 99% nel 2025)
  • il 31% delle microimprese utilizzerebbe una connessione 5G al posto di internet fisso, mentre il 46% delle Pmi se ne servirebbe per migliorare e innovare i processi aziendali. A livello mondiale, il 75% delle imprese non ha infatti piena consapevolezza delle potenzialità del 5G e di come utilizzarlo
  • il 25% degli italiani dichiara di non essere consapevole delle caratteristiche e dei vantaggi della tecnologia mobile 5G e solo il 5% ha già sottoscritto un piano mobile 5G
  • il 42% delle famiglie pensa che le reti di nuova generazione garantiranno una connettività più affidabile e costante sia in casa sia in mobilità, mentre il 24% è convinto che presto utilizzerà la rete 5G come connessione internet principale per il nucleo familiare
  • tra le regioni maggiormente coperte dal 5G oggi ci sono Valle d’Aosta, Basilicata e Molise (98% copertura), Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Abruzzo, Calabria, (97%)

Se la percezione c’è ed è crescente, la spinta riformatrice della politica è un po’ più lenta; per Massimo Antonelli, regional managing partner dell’area mediterranea e Ceo per l’Italia di Ey, servono riforme che accompagnino il processo di transizione energetica e digitale del Paese: “c’è la necessità di fare delle riforme coraggiose che permettano ad amministrazione, imprese e parti sociali di collaborare nel migliore dei modi per costruire tutti insieme un futuro più sostenibile per le nuove generazioni, facendo fronte in modo responsabile agli impatti sociali che le trasformazioni origineranno“.

Per la transizione energetica e digitale servono investimenti

Dallo studio Ey-Swg – che ha coinvolto oltre 400 manager e dirigenti pubblici italiani sui temi della digitalizzazione e della sostenibilità – emerge il fatto che i manager sono consapevoli della sinergia tra transizione energetica e digitale, che può fare la differenza in termini di risparmio di energia e minor spreco delle risorse ambientali.

Secondo il 95% dei partecipanti all’indagine, il rafforzamento delle tecnologie digitali non potrà che dare un contributo positivo ai processi di sostenibilità – settore in cui il nostro Paese registra già un buon livello di sviluppo nella transizione energetica.

Sul tema delle infrastrutture per le utility emerge invece che, tra le priorità degli intervistati, primeggia la transizione completa alle energie rinnovabili (54%), seguita dall’ottimizzazione dell’utilizzo delle infrastrutture fisiche, come la fibra, l’energia elettrica sugli stessi tralicci e l’unione di gas e idrogeno nella stessa pipeline (37%), dalla costruzione di termovalorizzatori per la produzione di energia dai rifiuti (sempre 37%).

Percepita inoltre, per un 32% del campione, la necessità di rendere più efficiente la rete idrica.

L’energia del futuro sarà decarbonizzata, decentralizzata e digitale. La catena del valore dell’energia muterà e impatterà su produzione, consumi e infrastrutture coinvolte e sarà necessario avere le competenze utili a introdurre e valorizzare le tecnologie digitali richieste.

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