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Dalia… in finale

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Foto di Capri23auto da Pixabay

Le Dalie sono fiori semplici per natura, sono facili da coltivare e ritornano ottimi risultati anche a chi non è esperto e non ha il classico pollice verde: conosciamole meglio

I popoli del Messico e del Guatemala erano soliti cibarsi della farina ricavata dal tubero, dopo averla tostata su pietre roventi. Quando sul finire del ‘700 le prime Dalie giunsero in Europa, gli Spagnoli trovarono i tuberi duri e particolarmente acidi per il consumo, mentre furono folgorati dalla bellezza dei loro fiori e iniziarono a coltivarle in giardino e non più nell’orto.

Ma fu proprio il direttore del giardino botanico di Madrid, l’abate Cavanillos, a battezzare il fiore in onore di Andreas Dahl, discepolo del famoso naturalista svedese Linneo.

A Berlino nel 1805, alcuni semi diedero origine a della piccolissime Dalie conosciute con il nome di Giorgine in onore del botanico russo Georgi: queste furono le progenitrici di quelle tanto amate da Goethe.

È risaputo che il poeta tedesco ne avesse una vera ossessione (assieme ai garofani) tanto da andarsele a scegliere personalmente dai vari ibridatori e se ne riempiva la casa con grandi mazzi. Da noi fece capolino a Marengo nel 1810 e da lì si diffuse a macchia d’olio in tutto il Belpaese.

Fiori semplici per loro natura, le dalie sono facili da coltivare e danno ottimi risultati anche a chi non è esperto. E poi si ammalano pochissimo. Nella coltivazione non eccedete mai, con le concimazioni azotate, che fanno crescere molto la vegetazione a discapito dei fiori.

Se volete valorizzare piccole aiuole, optate per le varietà a taglia media, mentre le nane sono ideali nel rock garden. Adoro i miscugli cromatici: sono di sicuro effetto, ma fate attenzione agli abbinamenti; vi suggerisco di mescolare tra loro le tonalità calde (giallo, arancio e rosso) o solo quelle fredde (bianco, rosa, lilla-viola).

Per quanto riguarda la sbocciolatura, fatela solo e soltanto per le varietà a fiore grande: in cima alla pianta, dopo la cimatura si formerà un gruppo di bottoni, cioè boccioli non ancora aperti.

Preservate quello centrale ed eliminate quelli sottostanti, di modo che il nutrimento vada direttamente in cima. Le Dalie sono piante robusti e rustici che non si ammalano quasi mai.

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Stefano Pagano Stefano Pagano: laureato in Verde ornamentale e tutela del paesaggio alla Facoltà di Agraria di Bologna, collabora con lo Studio Tecnico Paesaggistico, studio che si occupa di progettazione di parchi, giardini e terrazzi ed è responsabile del team operativo La Giardineria | e-mail | Facebook
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