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Plastic No More, in Olitalia

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Una volta prese le decisioni aziendali, bisogna condividerle con i collaboratori. Ecco il segreto del progetto Plastic No More di Olitalia: la lean manufacturing

Consapevolezza. È forse questa la parola chiave del futuro: rendere ognuno di noi consapevole di quanto possiamo fare, o non fare, nella sfida legata a un’economia verde. Di cui l’economia circolare è parte integrante.

Per questo a Pink&green di questa settimana abbiamo invitato Elisabetta Cremonini, responsabile Hr e comunicazione di Olitalia, azienda che guida con con i fratelli Angelo e Camillo.

Questi Cremonini hanno a che fare con olio e aceto (nel perimetro aziendale anche l’acetaia Giuseppe Cremonini) e già nel 2018 si sono accorti che di plastica in azienda se ne usava tanta.

Così, hanno preso consapevolezza di quanto sia importante gestire la plastica in maniera intelligente. E si sono fatti aiutare a monte da diversi esperti – tra cui Silvestro Greco, responsabile scientifico, Slow Food International e docente dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, nonché referente della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli – e a valle da tutti i collaboratori rispettando il principio della lean manufacturing.

Come e perché ce lo spiega proprio Elisabetta Cremonini.

Sono questi gli ingredienti di Plastic No More, progetto lanciato nel 2018 con il supporto di Polieco e Coripet. Obiettivo: ridurre, riciclare e riutilizzare la plastica in azienda. Si parla di circa 677 tonnellate di plastica in meno all’anno.

Il progetto prevede anche la creazione di una filiera di recupero e riciclo delle bottiglie in plastica per aumentare il Pet riciclato e riutilizzato e allo stesso tempo avviare un progetto di ricerca finalizzato al reperimento di nuovi materiali biodegradabili e/o compostabili che possano sostituire bottiglie, tappi e altri imballaggi.

In pieno rispetto delle linee guida dell’economia circolare.

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