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Sistemi agro-fotovoltaici, la scelta sostenibile per energia e agricoltura

sistemi agro-fotovoltaici
Immagine da Depositphotos

Sistemi agro-fotovoltaici, una scelta sostenibile per il Paese: è la proposta di Anie Rinnovabili, Elettricità Futura e Italia Solare per risolvere il problema della decarbonizzazione, della produzione di energia pulita e del rilancio della nostra agricoltura.

Unire i benefici della produzione di energie pulite, attraverso i pannelli fotovoltaici, il recupero di terreni inutilizzati e la relativa riattivazione della produzione agricola attraverso l’installazione di impianti fotovoltaici .

I sistemi agro-fotovoltaici potrebbero davvero diventare una scelta primaria per il nostro Paese in questo momento di crisi energetica ed economica. Sicuramente una scelta di sostenibilità.

Un progetto tedesco avviato nel 2016 dal Fraunhofer Institute ha evidenziato i molteplici vantaggi dell’agro-fotovoltaico: oltre ad aumentare i rendimenti del terreno agricolo, si sono notati miglioramenti anche nella distribuzione dell’acqua durante le precipitazioni, una minore temperatura del suolo.

I pannelli fotovoltaici semi-trasparenti utilizzati nel corso della sperimentazione, infatti, hanno migliorato le condizioni di ombreggiamento permettendo alle colture di affrontare meglio le condizioni calde e secche – cosa che rende questa applicazione particolarmente interessante per le zone del nostro Paese a rischio desertificazione e con conclamate problematiche legate alle scarse precipitazioni.

Da queste esperienze e da un’ampia serie di motivazioni legate alla situazione politico-economica hanno portato Anie Rinnovabili, Elettricità Futura e Italia Solare a elaborare il documento I sistemi agro-fotovoltaici che si propone di “contribuire alla definizione, condivisa da parte degli operatori di settore, di un sistema agro-fotovoltaico caratterizzato dalla compresenza dell’attività agricola ed energetica sulla medesima porzione di territorio, preservando la vocazione agricola del terreno“.

La tesi delle tre associazioni di categoria si basa sull’assunto che, come con il superbonus si è attivata una forte sensibilizzazione per le tecnologie di risparmio energetico, così, attraverso l’installazione di sistemi agro-fotovoltaici l’agricoltura potrà sfruttare le tecnologie rinnovabili innovative.

Il contenuto del documento I sistemi agro-fotovoltaici

Il paper – che potete consultare online – porta a supporto di questa tesi informazioni e applicazioni dei sistemi agro-fotovoltaici.

Al suo interno, si individua in modo puntuale la superficie non utilizzabile ai fini agricoli nelle due configurazioni oggi più diffuse: i sistemi elevati da terra e i sistemi interfilari.

Il calcolo della superfice non utilizzabile ai fini agricoli è diverso nelle due categorie di sistemi agro-fotovoltaici individuati ed è coerente con il livello – comunque elevato – di continuità agricola garantito da ciascun modello.

Il documento individua inoltre i requisiti minimi e i requisiti incrementali che contraddistinguono diversi livelli di integrazione tra il settore agricolo e quello fotovoltaico.

In funzione della categoria e del livello di integrazione progettato e, quindi, alle esternalità positive generate, il documento suggerisce l’introduzione di strumenti che facilitino la diffusione di tali sistemi sia in relazione alle procedure autorizzative sia ai meccanismi di supporto.

Un concorso per progettare un sistema agro-fotovoltaico

E fino al 20 giugno sarà anche possibile inviare la propria candidatura per partecipare al concorso L’agrivoltaico per l’Arca di Noè, promosso sa Enea, NeoruraleHub, Istituto Nazionale di Architettura (In/Arch), Eta Florence Renewable Energies e Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio (Aiapp).

L’iniziativa si propone di premiare la miglior progettazione di un sistema agro-fotovoltaico da 1MWp a 3 MWp presso l’azienda NeoruraleHub (in provincia di Pavia) ed è aperto alla partecipazione di architetti, paesaggisti, agronomi, ingegneri, esperti di energia ma anche artisti.

Per maggiori informazioni si rimanda al sito dell’iniziativa.

Crediti immagine: Depositphotos

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