Home Smart City Il trasporto pubblico ha sempre più bisogno di tecnologia, intermobilità ed ecologia

Il trasporto pubblico ha sempre più bisogno di tecnologia, intermobilità ed ecologia

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trasporto pubblico locale
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Cosa serve per migliorare il servizio pubblico? È stato chiesto agli stakeholder del settore che hanno risposto che l’elemento di svolta saranno la tecnologia, l’intermodalità e, soprattutto, la sostenibilità ecologica.

La maggioranza dei cittadini italiani vuole trasporti più sostenibili, che permettano di abbattere le emissioni inquinanti del settore – circa un terzo del totale.

Lo testimoniano anche la crescente attenzione verso forme di propulsione green e alternative ai tradizionali motori endotermici. Come pure l’aumento dell’utilizzo di sistemi di mobilità innovativa – sharing e pooling delle auto – che, soprattutto i giovani, utilizzano ogni giorno.

Questo vale nelle grandi città, in cui questi servizi e il trasporto pubblico locale consentono di muoversi agevolmente anche in modo nuovo. Ma nei piccoli centri e nelle zone rurali e montane del nostro Paese?

Cosa potrebbe fare evolvere il trasporto pubblico e spingere sempre più persone ad abbandonare l’auto di proprietà? Certamente l’intermobilità, elemento per il quale la tecnologia gioca un ruolo abilitante verso i sistemi Mobility as a Service (MaaS).

Lo ha appurato un’indagine qualitativa condotta tra stakeholder del settore da Gpf Inspiring Research per la fiera specializzata Ibe Intermobility and Bus Expo che si terrà a Rimini in ottobre.

L’intermobilità è considerata necessaria e fondamentale per un modo di muoversi nuovo dal 60% degli utenti intervistati, che ritengono inoltre che il trasporto su gomma dovrebbe investire su sistemi tecnologici all’avanguardia.

Non solo: il 70% degli utenti ritiene che sia importantissimo uno scenario di intermobilità in cui i mezzi si parlano tra loro per garantire la maggior efficienza.

Tuttavia, gli intervistati si rendono conto che in Italia siamo ancora lontani da validi approcci di Mobility-as-a-Service attraverso piattaforme digitali che consentano di pianificare, prenotare e pagare più tipi di servizi di mobilità.

8 utenti su 10 ritengono infatti che la situazione attuale sia tuttora lontana da uno scenario ideale, per quanto si riconosce (secondo circa due terzi del campione) che sono stati fatti importanti passi avanti.

Secondo la ricerca Gpf-Ibe quando si parla di servizi tecnologici intelligenti per il conducente e utente-cittadino, l’area dove si è verificata probabilmente l’evoluzione più marcata è la sicurezza, intesa sia come incolumità e sicurezza da incidenti, sia come protezione da rischi di attacchi alla persona e sicurezza personale.

Per Corrado Peraboni, Ceo di Italian Exhibition Group, “[…] l’interpretazione di tendenze e segnali diventa essenziale per comprendere il cambiamento che sta attraversando il mondo del trasporto collettivo, orientato dalla transizione energetica e dalla tecnologia“.

In un futuro scenario l’approccio MaaS non si esaurisce negli aspetti tecnologici, ma richiede ccooperazione tra un numero sempre più ampio e variegato di attori: regolatori, amministratori pubblici, costruttori, sviluppatori, in un unicum nei confronti del cliente.

Crediti immagine: Depositphotos

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