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Transizione all’economia circolare: un bando europeo premia le imprese virtuose

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Un premio per le imprese che trovano soluzioni per la transizione dell’economia circolare: ci pensano i contributi dell’Unione europea ad aiutare le imprese virtuose che puntano sull’innovazione sostenibile per il loro futuro

In Europa c’è un grande fermento verso l’economia circolare e anche le imprese sembrano sempre più sensibili agli investimenti sostenibili e se poi ricevono anche un premio del valore di 15mila euro, che ne facilita la promozione verso mercati europei e internazionali, meglio ancora.

Ci ha pensato l‘Istituto europeo di tecnologia (Eit), parte integrante del programma europeo Horizon Europe, che ha indetto un bando per le pmi, le startup e le spin-off, che in forma singola o in partnership possono candidare, entro il 31 agosto 2022, dei progetti che propongono nuovi modelli di business green sia per i prodotti, sia per i servizi.

Il premio andrà ai partecipanti che troveranno delle alternative ai tradizionali sistemi di compravendita, che dovranno prevedere l’acquisto di un servizio anziché di un bene materiale: nuove forme di economia condivisa che possa dare un ritorno in valore anche alla comunità.

Un progetto che possa generare nuove forme di cooperazione sostenibili e che danno la possibilità al consumatore finale di avere accesso a dei beni e servizi più compatibili con l’ambiente.

Saranno anche premiati i progetti che proporranno nuove metodologie e nuovi approcci per il monitoraggio e la quantificazione della circolarità dell’economia; e quelli che punteranno alla valorizzazione dei rifiuti food e no food e a nuove soluzioni digitali per migliorare la logistica.

Ci sarà spazio anche per la premialità di nuovi passaporti digitali per i prodotti, per migliorarne la tracciabilità e favorire l’incremento di prodotti sostenibili.

Un cambio di passo europeo verso la transizione green

È necessario trovare delle soluzioni alle sfide globali, dal cambiamento climatico e dall’energia sostenibile a una vita e alimentazione sane.

Creare nuovi posti di lavoro, magari tra le professioni green e nuove opportunità di crescita economica sostenibile per l’Europa, rafforzandone la capacità d’innovazione.

Per realizzare questo ambizioso obiettivo è necessario rafforzare la cooperazione tra le imprese, le amministrazioni locali e nazionali, gli istituti di istruzione superiore e i centri di ricerca, attraverso delle forme di partenariato che possano creare degli ambienti favorevoli allo sviluppo di processi che mettono al centro il pensiero creativo e innovativo, anche ripartendo dalle città.

Eit infatti collabora con Iclei – la rete globale delle amministrazioni locali per la sostenibilità, della quale fanno parte oltre 2.500 amministrazioni comunali e regionali impegnate nello sviluppo urbano sostenibile, attive in circa 130 Paesi.

In Italia ne fanno parte i comuni di San Giuseppe Vesuviano, Roma, Assisi, Ancona, Firenze, Bologna e Vicenza, con la volontà di orientare le politiche di sostenibilità, indirizzando l’azione locale verso uno sviluppo a basse emissioni, basato sulla natura, equo, resiliente e circolare.

Le città coprono circa, 15% della superficie terrestre e ci abitano circa il 55% della popolazione globale, con un impatto ambientale molto alto: circa il 75% del consumo di energia e di emissioni di CO2 viene proprio dalle città.

Partendo da questi presupposti l’Iclei definisce le caratteristiche che dovrebbe avere una città circolare: includere i principi di circolarità in ogni sua funzione e in collaborazione con tutti gli stakeholder locali, tra cui le amministrazioni comunali, i cittadini, gli imprenditori, le università e i centri di ricerca.

È necessario ripensare a una città dove i design innovativi, i metodi di produzione e i modelli di business si possano basare su servizi alla comunità che siano sostenibili e che influenzano positivamente un comportamento di consumo responsabile.

Crediti immagine: Depositphotos

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