Home Agricoltura 4.0 Dai Servizi ecosistemici può nascere un nuovo modo di vivere la Lomellina

Dai Servizi ecosistemici può nascere un nuovo modo di vivere la Lomellina

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Immagine da Depositphotos

Attraverso i servizi ecosistemici, la Lomellina può sfruttare le possibilità che un ambiente correttamente gestito offre, producendo vantaggi sia ecologici che economici a tutto il territorio.

L’uomo attraverso l’agricoltura ha profondamente modificato il paesaggio. In Lomellina è stata la coltivazione del riso, iniziata alla fine del 1.400, a trasformare il territorio sino a farlo diventare un mare a quadretti quando vengono allagate le risaie.

Quest’anno questo spettacolo non è stato possibile vederlo a causa della siccità. Il progetto di cooperazione W.e.a.l. (Wellbeing and ecosystem service for agricolture in Lombardy) che vede coinvolti Gal Risorsa Lomellina, Gal Garda e Colli Mantovani (capofila) e Gal Terre del Po, ha come obbiettivo la valorizzazione dei territori rurali attraverso i servizi ecosistemici legati al benessere, all’inclusione e alla salute.

Perché l’agricoltura può essere qualcosa che va oltre il prodotto.

Molto spesso – spiega Luca Sormani, direttore di Gal Risorsa Lomellina – l’agricoltura produce anche vantaggi per l’ambiente, reali e misurabili. Stiamo parlando di veri e propri beni, che tuttavia a oggi non ricevono alcun tipo di compensazione economica.

Noi intendiamo cercare un mercato per un prodotto che già esiste: vogliamo far si che gli agricoltori lomellini vengano remunerati non solo per il raccolto, ma anche per i benefici che derivano dalle pratiche attuate in campagna. Questo approccio ha solidi fondamenti scientifici, riconosciuti a livello internazionale“.

Sono molti gli esempi di utilità derivanti dall’agricoltura locale – prosegue SormaniBasti pensare al sequestro del carbonio, o al contributo positivo per la biodiversità dato dalla coltivazione del pioppo, che offre zone di rifugio e nidificazione alla fauna selvatica.

Senza dimenticare che la risicoltura in sommersione va a rimpinguare la falda acquifera sottostante, contribuendo a proteggere le riserve idriche. Quando poi si utilizzano tecniche di difesa integrata, vi è anche una riduzione degli inquinanti dovuta proprio al minor utilizzo di fitofarmaci.

A tutto ciò va aggiunto il valore paesaggistico delle coltivazioni, che nel caso della Lomellina non è di certo trascurabile“.

Risultati tangibili che possono essere ottenuti attraverso la risicoltura a lotta integrata. Questa scelta è legata a studi fatti da Etifor, uno spin-off dell’Università di Padova, che ha analizzato e studiato la situazione in Lomellina e aiutato a redarre questo progetto evidenziando quali sono i Per (Pagamenti per i servizi ecosistemici) che possono essere attivati.

L’agricoltura basata su lotta integrata è normata all’interno del Sistema di qualità nazionale di produzione integrata (Sqnpi) e ha lo scopo di trovare un punto di equilibrio tra l’utilizzo delle sostanze chimiche nelle coltivazioni e la sostenibilità economica delle aziende.

I disciplinari sono molto più rigidi sull’uso della chimica rispetto all’agricoltura convenzionale e sono studiati per ogni coltura. Coltivare il riso con questa metodologia è possibile seguendo i disciplinari regionali.

Si tratta di una pratica agricola molto efficace, capace di portare significativi risparmi all’agricoltore in termini di lavorazioni e quantità di sostanze chimiche impiegate, ha un minore impatto ambientale e permette di risparmiare CO2.

Rispetto all’agricoltura convenzionale quella a lotta integrata consente minori emissioni del 18%, con un beneficio di 1,6 t/ha circa 60.000 t/anno di CO2, meglio anche di quella biologica.

Ottimizzando la gestione idrica, con nuove tecniche, si possono avere ulteriori risparmi. Etifor ha contabilizzato anche gli effetti sulla salute derivati dalla riduzione di sostanze chimiche che uniti al risparmio di CO2 e acqua porta i servizi ecosistemici a un valore di circa 109 euro/ha.

Per trasformare in moneta sonante questo progetto è necessario un intervento da parte della regione, essa può farsi mediatrice tra il mondo dell’agricoltura e quello dell’industria per la compravendita delle quote di CO2 così da ripartire i guadagni legati ai servizi ecosistemici tra tutti gli attori.

Dal miglioramento ambientale, inoltre, possono nascere nuovi servizi legati al benessere della persona.

La Lomellina essendo vicina a Milano, quindi a un ambiente molto urbanizzato, può diventare una valvola di sfogo per i milanesi, sfruttando le possibilità che un ambiente correttamente gestito offre, dalle passeggiate sull’argine dei fiumi alle fattorie didattiche, dalle piste ciclabili allo yoga in cascina, dall’osservazione degli uccelli in aree protette alla scoperta della gastronomia che in questa terra è frutto dell’incontro tra Lombardia, Piemonte e Liguria.

Alla luce di quello che sta succedendo il futuro richiede un cambiamento e questo progetto traccia una strada percorribile sia per gli agricoltori sia per i consumatori.

Crediti immagine: Depositphotos

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Maurizio Ferrari Maurizio Ferrari: giornalista professionista, curioso e vuole scoprire sempre come funzionano le cose. Amante della buona tavola, cuoco dilettante con diploma di sommelier. Esperto di comunicazione e fotografo per hobby | Linkedin
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