Nel Pnrr il biogas è presente e l’Italia entro il 2026 potrà produrre fino a 2,3-2,5 miliardi di mc di biometano in più. I vantaggi per le filiere florovivaistiche aumentano laddove si possono applicare le nuove tecnologie, per esempio, su impianti di recupero delle acque reflue. La proposta di Sebigas…
Crisi energetica e necessità di orientarsi verso un mix nazionale per una generazione di energia sempre più rinnovabile e sostenibile spingono anche sulla scelta strategica di incentivare la produzione di biogas e biomaetano, biocombustibili dalle potenzialità enormi nel percorso verso la sostenibilità e l’efficienza energetica.
A ciò si aggiunge la possibilità di “sfruttare tutto il potenziale produttivo esistente per rinnovare anche altre filiere produttive“. E tra queste filiere non mancano quella agricola e florovivaistica.
In un recente incontro organizzato da Cib (Consorzio italiano biogas) è stato ribadito come con l’avvio dei nuovi investimenti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la produzione di biometano dedicato ai trasporti e ad altri usi, infatti, si potranno produrre in Italia entro il 2026 fino a 2,3-2,5 miliardi di mc di biometano in più.
Il tema è talmente forte che è nato addirittura un canale Web dedicato: Biomethane Rng Channel. Tecnologie e soluzioni non mancano e avanzano in termini di efficienza permettendo tra l’altro di sfruttare gli impianti già esistenti.
Interessante, per esempio, è lo sfruttamento degli impianti dedicati al trattamento delle acque reflue industriali che porta, indubbiamente, a economie di scala importanti.
Con questi presupposti si è avviata la nuova partnership tra Sebigas – società specializzata nel biogas con più di 80 impianti in tutto il mondo – e la statunitense Headworks International – società specializzata nelle tecnologie per il trattamento degli effluenti liquidi industriali e municipali con l’utilizzo dei sistemi Mbbr/Ifas e pioniera del processo brevettato AnMbbr (Anaerobic moving bed biofilm reactor) – per l’installazione dell’innovativo reattore anaerobico Moving Bed Bio Film Reactor (Mbbr) EnergyCell.
Il reattore anaerobico Mbbr
Con il sistema EnergyCell Anaerobic Mbbr per nuovi impianti di gestione reflui o il retrofitting di impianti di trattamento esistente, il trattamento dei reflui industriali in digestione anaerobica avviene con l’inserimento nel reattore di elementi di plastica vergine la cui forma è caratterizzata da un’elevata superficie protetta.
Lasciati in sospensione, fungono da supporto per la proliferazione dei batteri: la concentrazione di biofilm che si viene a creare sulle superfici del carrier consente ai batteri di digerire il carico organico presente nel refluo in modo più efficiente.
I vantaggi per le aziende
La tecnologia anaerobica Mbbr consente alle aziende di perseguire un percorso di circolarità, con benefici non solo a livello economico, ma anche ambientale.
I reflui industriali vengono sfruttati per produrre ulteriore energia, reimmessa in azienda. La soluzione è indicata per il trattamento di alti volumi di refluo in impianto, utilizzando spazi estremamente ridotti.
Una soluzione circolare che consente di abbattere il carico organico presente nei reflui industriali; la produzione di energia da biogas diviene vettore energetico di fondamentale importanza e un’alternativa sostenibile per gli autoconsumi elettrici e termici.
[depositphotos]
[MyPlantTech]












