Home Tecnologie Droni al servizio dell’ambiente: le tecnologie della sostenibilità

Droni al servizio dell’ambiente: le tecnologie della sostenibilità

Droni
Immagine da Pixabay

I droni rappresentano il futuro delle imprese che puntano a essere più sostenibili, sfruttando le tecnologie robotiche in ogni campo e settore.

Enac ed Easa parlano chiaro: in Italia, stando all’ultimo dato registrato nel 2022, ci sono 74.507 operatori di droni registrati. Una piccola flotta robotica al servizio della scienza.

Il bacino di utenza si allarga se diamo uno sguardo all’Europa, dove agiscono oltre 800mila macchinari dotati di sistema di movimento e rilevazione sensoriale. Un’autentica rivoluzione nel campo scientifico.

Ma è soprattutto utile come innovazione da adottare all’interno di enti, imprese e aziende per incentivare ancora di più la sostenibilità, dall’efficientamento energetico alla maggiore regolamentazione di livelli e valori.

In Italia, come in Europa, sono già in azione diverse realtà che promuovono un cambio di passo grazie alla tecnologia dei droni.

I progetti europei

Finanziato dalla commissione europea, il progetto WildDrone sarà condotto da 19 partner internazionali con sede in Europa, Africa e Stati Uniti. Lo scopo è rivoluzionare gli approcci di conservazione della fauna selvatica.

Saranno utilizzati dei droni autonomi per monitorare con rilievi in 3D gli animali selvatici, misurarli, tracciare i loro movimento e gestire così i conflitti tra l’uomo e l’ambiente naturale. A intervenire saranno 13 dottorandi formati su competenze multidisciplinari.

Lo scorso marzo ha invece preso il via all’Ospedale San Raffaele di Milano una campagna di dimostrazioni pratiche del progetto H2020 Flying forwar 2020, sviluppato con l’ospedale insieme a EuroUsc Italia e dal Centro di tecnologie avanzate per la salute e il benessere dell’ente, insieme ad altri dieci partner europei.

Coordinando cinque laboratori tra Milano, Eindhoven, Saragozza, Tartu e Oulu, saranno affrontate diverse sfide su infrastrutture e natura, per sviluppare nuove tecnologie per le aree urbane al servizio dei cittadini.

La prima dimostrazione ha riguardato il trasporto di farmaci e campioni biologici da parte dei droni. La seconda ha invece proposto la ricognizione in un determinato punto indicato su una mappa digitale in caso di allerta pericolo.

Il progetto AgrifoodTef, coordinato dalla Fondazione Bruno Kessler, ha invece ricevuto finanziamenti per 60 milioni di euro (metà dall’Europa, metà da altri Stati membri) da gestire in cinque anni per sperimentare le intelligenze artificiali e robotiche in agricoltura.

I droni italiani

In Italia il gruppo Enea ha messo a punto il progetto Exadrone, co-finanziato da Regione Emilia-Romagna: un laboratorio di automazione e controllo in cui sono stati sviluppati e testati sui droni dei sensori di nuova generazione basati su tecnologie laser, utili per monitorare l’ambiente e analizzare le acque in tempo reale.

Un altro importante progetto è il Guardian, nome del primo drone-spia italiano che si muove a energia solare ed è in grado di volare silenziosamente effettuando missioni di sorveglianza, controllo e intelligence a lungo raggio. Un piccolo aeroplano, insomma, realizzato dalla Npc e dalla Vecto Robotics.

Droni che volano nei cieli, che monitorano ambiente e territorio, che danno un forte segnale di cambiamento. Strumenti utili in grado di fare la differenza per le imprese che puntano alla sostenibilità e alla maggiore attenzione delle risorse interne.

Condividi: