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Planet O-Live e olio senza pesticidi: la rivoluzione green di Costa d’Oro

Costa d'Oro
Un momento dell'incontro di Costa d'Oro a Palazzina Appiani a Milano

Costa d’Oro porta in scena in un evento a Palazzina Appiani un nuovo metodo per coltivare in maniera sostenibile e un olio senza pesticidi.

Lavoriamo tutti insieme, in modo scientifico e produttivo“. Il presidente di Costa d’Oro, Ivano Mocetti, traduce in poche parole il concetto espresso lunedì sera alla Palazzina Appiani di Milano.

Un incontro con partner e aziende del settore olivicolo e tre grandi annunci: l’academy Planet O-Live, l’olio senza pesticidi e il valore della ricerca per la sostenibilità dei prodotti di Costa d’Oro.

Olio Costa d’Oro: Planet O-Live

Planet O-Live – ha proseguito Mocettivuole unire tutti gli attori della nostra filiera per trovare soluzioni adeguate a rendere le coltivazioni e i metodi di produzione sostenibili. E smettere per esempio di lamentarsi con lo Stato o con l’Europa. Siamo noi a doverci rimboccare le maniche“.

olio costa d'oro

L’academy si compone di un direttivo scientifico e di un comitato che raccoglie insieme gli operatori della filiera. Nel campo della ricerca collaborano Maurizio Servili, docente del dipartimento di Scienze agrarie, ambientali e alimentari dell’Università degli Studi di Perugia e Luca Sebastiani, docente del Centro di ricerca in produzioni vegetali all’Università Sant’Anna di Pisa.

La sostenibilità deve essere prima di tutto economica – ha sottolineato Servilie solo poi diventa sociale. Dobbiamo quindi constatare che il problema di oggi è come valorizzare il sottoprodotto, per non sprecare quasi il 90 percento della materia prima che viene lavorata per ottenere il prodotto finale. L’idea è arrivare a zero scarti, con il cento percento utilizzabile“.

L’olivo è il simbolo della sostenibilità – dice Sebastianiperciò non dobbiamo trascurare alcuna pianta. Nell’academy abbiamo 13 aziende coinvolte nel progetto“.

Con le quali, prosegue il docente, “lavoriamo per garantire un processo sostenibile dall’inizio alla fine“. Nonché un prodotto che non contenga contaminazioni: “Soltanto l’analisi alla fine di ogni lavorazione e con il prodotto tra le mani può consentire di scoprire se sono o meno intervenuti agenti esterni a rovinare i valori nutrizionali“.

olio costa d'oro

Dopo il giro di presentazioni di enti e aziende coinvolte nel progetto – Pasquale Diana dal Lazio, Giovanni Bachetoni dall’Umbria, Pierluigi Taccone dalla Calabria, Gianfrancesco Petroni di Assoprol Umbria – la parola è passata a Filippo Sciacca, direttore generale di Sustenia: “Si deve cominciare dalle basi fondamentali. Solo capendo come ridurre gli impatti ambientali porta un’azienda a cominciare un percorso sostenibile. Senza analisi, si fa solo greenwashing, bella faccia in tempi e legislazioni che stanno cambiando“.

Sostenibilità che diventa fondamentale per frantoi e piante che durano secoli. Palma Esposito, di Confagricoltura, evidenzia che con il progetto Planet O-Live “è possibile avere una visione ampia e di lungimiranza per studiare come migliorare la situazione agricola in vista degli obiettivi imposti da Bruxelles“.

L’olio con zero pesticidi

Alessandra Filippi, responsabile marketing di Costa d’Oro, introduce sulle battute finali il primo olio extra vergine in Italia certificato Zero Pesticidi Residui: “Si tratta di un prodotto non di nicchia, con cui anzi vogliamo cambiare l’agricoltura e il modo di consumare. Si tratta dell’olio più venduto e apprezzato della nostra filiera, con un gusto versatile ed equilibrato. E stando attenti al tipo di coltivazione e all’assenza di pesticidi, siamo in grado di attivare già parte degli obiettivi che Planet O-Live e l’impulso green richiedono“.

olio costa d'oro

A completare il quadro è Alessandro Bagnasco, quality manager di Costa d’Oro: “Ciascun prodotto imbottigliato sarà garantito all’interno e all’esterno. Il tutto si baserà su eco blender simulator, con informatici e sviluppatori che sono in grado di stilare un profilo organolettico dell’olio, con nulla da invidiare rispetto agli altri dei nostri scaffali“.

Combinare dunque analisi e prodotto, per un risultato unico. “La nostra parola chiave al momento è raffreddare” conclude Servili parlando del metodo di coltivazione: “Se le olive vengono lavorate troppo calde, perdiamo elementi nutritivi. Perciò dobbiamo agire in modo inverso per non sprecare una singola goccia.

Oggi raccogliamo olive da piante che hanno anche 300 anni di vita: siamo in grado di produrre l’olio migliore di sempre e abbiamo le tecnologie per poterlo fare“.

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