Home Eco Lifestyle Un nuovo Cammino in Italia. È quello delle Terre Mutate

Un nuovo Cammino in Italia. È quello delle Terre Mutate

cammino nelle terre mutate

Il Cammino delle Terre Mutate promette un itinerario che la mappa descrive in 14 tappe da Fabriano a L’Aquila. Consigliato in estate anche per le scoperte naturalistiche infinite. Necessario un medio allenamento e prenotare prima le strutture ricettive.

Nasce su una ferita inflitta dai terremoti del Centro Italia e che in qualche modo, anche con l’aiuto delle attività turistiche, si sta rimarginando: stiamo parlando del Cammino nelle Terre Mutate.

Un itinerario lungo 250 km che, partendo da Fabriano giunge fino a L’Aquila che non solo regala la possibilità di riconnettersi con l’ambiente naturale, ma offre anche un momento di profonda relazione con le persone che vivono i luoghi per sempre trasformati dai sismi che hanno colpito il centro Italia dal 1997.

Il percorso si articola su 14 tappe (se ne possono ovviamente percorrere solo alcune) ed è un viaggio a tutto tondo nella natura. Lungo l’itinerario è possibile accarezzare formazioni geologiche ed ecosistemi del tutto unici.

È il caso della Piana di Castelluccio di Norcia a cui la fioritura di lenticchie, che ogni anno avviene nei mesi di giugno e luglio, ha regalato una fama mondiale.

E poi scorci tipici dell’Appenino centrale, montagne nelle quali si incastonano perfettamente piccoli borghi medievali in cui la magia, che si trasfonde nelle leggende di ogni borgo, non sembra essersene mai andata via.

Per vivere a pieno questo clima d’incanto, ma anche per ragioni di sicurezza, è consigliato affrontare questo cammino nei periodi estivi.

Tripudio enograstronomico

Da maggio a settembre non sarà raro per i viandanti imbattersi in manifestazioni enogastronomiche delle più varie.

Ci si può sorprendere nello scoprire, in contesti apparentemente frugali, tesori dai sapori tipicamente montani come il salame di Fabriano, la norcineria umbra, il tartufo delle valli del Fluvione, o pietanze povere e prelibate nello stesso tempo, come le virtù nate dalla consuetudine delle massaie del teramano di vuotare, a fine aprile, le madie dagli alimenti conservati durante tutto l’inverno.

E neppure sarà insolito ritrovarsi nel mezzo di manifestazioni folkloristiche che ripercorrono la storia, la tradizione e le leggende di questi territori.

È il caso di Pretare dove, nella notte tra il 15 e il 16 agosto, le fate scendono dalla montagna per raccontare, attraverso una rappresentazione teatrale, le vicende della temibile Sibilla che si vuole viva arroccata in una grotta proprio sopra questa cittadina.

Certo, ancora oggi, a causa del dislivello e, in parte dei servizi che non sono ancora stati completamente ripristinati, l’intero percorso a piedi può essere affrontato da fisici mediamente allenati, ma l’itinerario del Cammino nelle Terre Mutate nasce anche con l’intento di rende accessibile a tutti la bellezza di questi territori.

Sul sito ufficiale del Cammino sono disponibili e scaricabili le tracce Gps per la percorrenza non solo a piedi, ma anche in mountain bike e automobile.

L’ospitalità, poi, è garantita da una fitta rete di strutture ricettive e di ristorazione che si avvicendano lungo tutto il percorso, tuttavia la lenta ripresa post sisma incide sulla quantità di posti letto per struttura e per questo è consigliabile contattare le strutture per verificare le disponibilità.

Insomma, una camminata nelle Terre Mutate offre la possibilità di essere consumatori consapevoli di bellezza e di contribuire a dare un po’ di concretezza alla speranza di ricostruzione di chi, nonostante tutto, caparbiamente continua ad abitare quei territori lavorando duramente per dare un futuro alla propria terra e assicurare la sopravvivenza di quell’inestimabile patrimonio fatto di cultura e tradizioni che di essa sono espressione.

articolo a cura di Laura Franceschi

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