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Caccia in Italia, aperta una procedura di infrazione da parte della Commissione europea

caccia
Immagine da Depositphotos

Avviata una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia da parte della Commissione europea per quanto riguarda caccia e uso di piombo nelle munizioni

La Commissione europea ha deciso di avviare una procedura di infrazione inviando una lettera di messa in mora all’Italia (Infr(2023)2187) per non aver rispettato la Direttiva Uccelli (Direttiva 2009/147/CE) e il Regolamento Reach (Regolamento 1907/2006/CE modificato dal Regolamento 2021/57/UE) a causa delle modifiche introdotte nella normativa italiana sulla caccia.

La Direttiva Uccelli vuole proteggere tutte le specie di uccelli selvatici presenti nell’Unione europea e i loro habitat. Il regolamento Reach, modificato dal regolamento 2021/57/UE, limita l’uso di pallini da sparo contenenti piombo nelle zone umide o in prossimità di esse per proteggere gli uccelli acquatici, l’ambiente e la salute umana.

La Commissione ha riscontrato che diversi atti legislativi italiani non sono conformi alla normativa europea. In violazione della Direttiva Uccelli, la legislazione italiana concede alle Regioni il potere di autorizzare l’uccisione o la cattura di specie di fauna selvatica, anche in aree in cui la caccia è vietata, come le aree protette, e durante il periodo dell’anno in cui la caccia è vietata.

Inoltre, la legislazione italiana non è conforme alle disposizioni del regolamento Reach, come modificato, sull’uso del piombo nelle armi da fuoco.

La Commissione ha quindi inviato una lettera di costituzione in mora all’Italia, che ha ora due mesi di tempo per rispondere e colmare le lacune sollevate dalla Commissione. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrà decidere di emettere un parere motivato.

“L’intero sistema venatorio italiano, irrispettoso delle direttive europee, è sotto accusa – commenta l’Organizzazione Internazionale Protezione Animali (Oipa) – Occorre che Governo e Parlamento fermino la proposta di legge Bruzzone (Lega), che peggiora le materie contestate e metta in regola la normativa italiana sulla tutela di uccelli e fauna selvatica.

Auspichiamo che i Ministeri vogliano mettere mano alla materia quanto prima. Vanno riviste subito le norme che trasformano l’Italia in un Far West dove i cacciatori possono intervenire sempre e ovunque, anche nei parchi e nelle aree urbane“.

“Abbiamo da subito protestato contro l’emendamento caccia selvaggia, che consente ai cacciatori di uccidere anche nei centri abitati e nelle aree protette, ma non siamo stati ascoltati – commenta Piera Rosati, presidente Lndc Animal Protection – Ora arriva la conferma da parte della Ue che la legislazione italiana non tutela né gli animali né le persone, anche per colpa del massiccio uso di piombo che danneggia gravemente l’ambiente e la salute umana“.

“Ancora una volta questo Governo dimostra di non avere a cuore gli animali e l’ambiente e a farne le spese saremo tutti noi. Tutto questo solo perché una certa parte politica vede nei cacciatori un bacino elettorale da cui attingere a piene mani, soddisfacendo ogni loro richiesta e facendo concessioni che mettono a rischio il Paese.

Mentre loro si divertono, gli animali pagano con la vita e noi cittadini paghiamo sanzioni e vediamo compromessa l’immagine a livello europeo del nostro Paese. È ora di dire basta a questo strapotere della lobby venatoria. Spero che questa procedura di infrazione insegni qualcosa al nostro Governo” conclude Rosati.

“L’Italia venatoria è totalmente fuorilegge e con la pdl Bruzzone lo sarebbe ancora di più. Governo e Parlamento fermino subito questa proposta di legge” dichiara la Lipu.

Crediti immagine: Depositphotos

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