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Fisica e intelligenza artificiale: la scoperta del naso elettrico certifica la qualità del vino

Nasce il naso elettrico che testimonia la qualità del vino
Foto di Helena Lopes da Pexels

La fisica bresciana Sonia Freddi a capo del progetto di ricerca che intende costruire un naso elettrico per testare la qualità, la freschezza e la provenienza del vino

Vino, qualità e origine: una nuova scoperta, il naso elettrico, permette di controllare e di certificare le componenti, la freschezza e la provenienza del prodotto vitivinicolo.

Il progetto di ricerca, dal titolo Dalle nanostrutture all’intelligenza artificiale: un naso elettronico per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio vitivinicolo, è stato condotto dalla fisica e postdoctoral researcher Sonia Freddi, nei laboratori del Dipartimento di Fisica dell’Università Cattolica nel campus di Brescia.

Finanziato con i fondi del 5×1000 dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, il progetto intende, in particolar modo, realizzare una serie di piattaforme di sensori a base di nanotubi di carbonio e grafene, in grado di rilevare specifiche molecole di gas.

Le 800 diverse componenti organolettiche e volatili che caratterizzano il vino, infatti, non identificano solo la sua composizione chimica o la tipologia d’uva utilizzata, ma possono essere indicative anche per tracciarne la provenienza e controllarne l’origine.

Negli ultimi anni, l’industria vinicola ha cercato tecniche sempre più rapide e affidabili per controllare soprattutto l’origine di quei vini identificati come di Denominazione di Origine Controllata e Garantita (Docg) o di denominazione di origine controllata (Doc).

In questo senso, l’utilizzo di un naso elettrico per analizzarne le componenti è una tecnica a cui si ricorre sempre più spesso, soprattutto grazie alla sensibilità elevata dei sensori, alla risposta rapida e alla facilità di utilizzo.

Il progetto di ricerca ha conosciuto diversi step, dalla preparazione dei sensori e assemblaggio del naso elettrico si è passati poi a una prova di laboratorio con gas biomarcatori e analisi multivariata per terminare con dei test dello strumento direttamente sui vini.

La prima fase dello studio è stata avviata nel mese di maggio. Nello specifico, tramite la tecnica del dropcasting, sono stati predisposti su plastica svariati sensori, caratterizzati poi nei laboratori I-Lamp (Università Cattolica – Bs) e presso i laboratori L-Ness di Como con tecniche di spettroscopia e microscopia.

Una volta realizzati i contatti elettrici e i sensori, questi sono stati assemblati per la formazione del naso artificiale e collegati poi all’elettronica.

Lo strumento progettato è stato, in seguito – durante il secondo il step – testato in laboratorio con gas sintetici in fase liquida fatti evaporare (Vocs), considerati biomarcatori di specifiche qualità del vino.

Dai risultati è emersa la capacità di identificare, da parte del naso elettrico, i gas e i Vocs testati in uno spazio bidimensionale delle componenti principali, scoperta che ha aperto la strada alla possibilità di testare i vini.

Infine, l’ultima fase del progetto è stata condotta con un duplice obiettivo: da una parte testare la freschezza del prodotto, dall’altra un’indagine più ampia indirizzata al riconoscimento di diverse tipologie di vino.

Gli esperimenti sono stati condotti su diverse tipologie di vini lombardi (bianchi, rossi e rosé), e i risultati raggiunti non hanno tradotto le aspettative. Il naso elettrico è stato in grado di individuare qualità come freschezza e adulterazione e di distinguere con buona precisione i vari vini che sono stati testati.

Un traguardo che apre la strada a eventuali e possibili test anche presso le cantine e le aziende vitivinicole.

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