L’Agenda 2030 pone l’attenzione sullo spreco alimentare, tanto che l’obiettivo 12.3 punta al dimezzamento dello spreco entro tale data. Una soluzione può arrivare dall’economia circolare?
Non è più possibile concepire un’economia in veste lineare, ma è necessario sempre più concepirla nella sua circolarità. Non più quindi sfruttamento delle risorse naturali, che non è più sostenibile.
Secondo recenti statistiche dell’Agenzia europea dell’Ambiente, circa il 50% dei rifiuti urbani in Europa è stato riciclato o compostato, con un incremento del 3,6% rispetto al 2017.
L’Europa si è posta come obiettivo di raggiungere il 60% di riutilizzo e riciclaggio dei rifiuti urbani entro il 2030. Paesi come la Germania, la Bulgaria, l’Austria e la Slovenia hanno già raggiunto o superato questo obiettivo.
In Europa, secondo gli stessi dati dell’Agenzia, ogni anno vengono prodotte oltre 2 miliardi di tonnellate di rifiuti. Circa il 30% è rappresentato da rifiuti urbani raccolti e trattati dai comuni, generati prevalentemente dalle famiglie.
I dati rivelano che la quantità di rifiuti e le modalità di gestione variano tra i Paesi membri, ma si è osservato uno spostamento verso un maggiore riciclaggio e un minor conferimento in discarica.
L’Europa si sta quindi adoperando per aggiornare la legislazione sulla gestione dei rifiuti e promuovere così la transizione verde che vede, anche nei processi dell’economia circolare uno sbocco a favore della sostenibilità.
Economia circolare: dare nuova vita ai prodotti
Vita e valore sono le parola chiave che possono aiutarci a fermarci un attimo, riflettere e agire poi con contezza per salvarci dall’estinzione.
“Un cambio di paradigma cruciale che le aziende sono chiamate ad abbracciare, non solo per adeguarsi alle prescrizioni normative, ma per definire una visione strategica che risponda alle nuove esigenze dei consumatori” commenta Fabiana Panella partecipando al webinar sugli scarti alimentari nel contesto dell’economia circolare organizzato dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi.
Eliminare rifiuti e inquinamento; far circolare prodotti e materiali; rigenerare la natura: questi gli obiettivi dell’economia circolare.
“Circa un terzo delle emissioni di gas serra deriva dai sistemi agroalimentari responsabili anche del 70 percento della perdita di biodiversità” continua Panella presentando le quattro strategie utili per mitigare l’impatto del settore, promuovere una transizione circolare e dare valore agli scarti alimentari:
- diversificazione degli ingredienti
- scelta di prodotti a basso impatto
- upcycling, per trasformare gli scarti in nuovi ingredienti di valore
- produzione alimentare rigenerativa, con impatto positivo sull’ambiente (rigenerazione dei suoli, miglioramento della qualità dell’aria)
“Sfruttare insieme i quattro principi del food redesign ha il potenziale di generare sostanziali benefici ambientali, di produzione e di redditività rispetto al business as usual” conclude Panella.
Quattro quindi le strategie, ma cinque i pilastri e i passaggi che è necessario fare per renderle concrete: creare piani d’azione ambiziosi, con obiettivi chiari per affrontare i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità.
Valutare quindi gli attuali impatti ambientali per poi strutturare un nuovo piano strategico; instaurare una collaborazione dinamica con gli agricoltori, rimodellando le relazioni lungo l’intera catena del valore, stabilendo nuovi termini contrattuali e facilitando la condivisione delle conoscenze; sviluppare prodotti iconici per dimostrare il potenziale del design circolare in ambito food, rinnovando i prodotti su larga scala, anche attraverso le tecnologie e le sperimentazioni; contribuire all’utilizzo di metriche comuni nelle aziende, per misurare gli impatti, monitorare i progressi e reperire informazioni accurate da fornire ai rivenditori e ai clienti; sostenere politiche verdi a supporto di un sistema alimentare pro-natura.
Il sostegno che arriva dall’Europa
Chiara Cremona, intervenendo al webinar, spiega che “da anni che l’Europa sta cercando di modificare l’utilizzo del suolo da parte degli agricoltori. Gli strumenti principali sono il Green Deal e la Politica Agricola Comune (Pac) che, come sappiamo, hanno recentemente dato origine a una serie di manifestazioni di protesta. L’obiettivo è avere suoli sani entro il 2050, soprattutto grazie a monitoraggio, minor utilizzo di pesticidi, aumento delle produzioni biologiche“.
E poi ancora la Strategia Farm to Fork – pilastro del Green Deal Europeo per promuovere un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente:
- impatto ambientale neutro o comunque positivo
- adattamento ai cambiamenti climatici e contribuire a mitigarli
- inversione della perdita di biodiversità
- garanzia della sicurezza alimentare
- mantenimento dell’accessibilità economica dei prodotti alimentari
E la strada da seguire per valorizzare lo scarto ha delle regole, che è necessario che siano normate, infatti la Direttiva 2008/98/Ce ha introdotto il concetto di sottoprodotti – scarti che non possono essere considerati rifiuti e l’idea che lo smaltimento sia l’ultimo passo da compiere nell’ambito del waste management.
Come anche utili sono le best practice, quelle idee che sono diventati progetti che hanno avuto un buon ritorno sull’ambiente, come quelli presentati durante il webinar: Flies 4 value – progetto che prevede l’impiego di insetti (mosche soldato) per la bio-conversione di sottoprodotti agroalimentari, derivanti da pomodori e crusca, in mangimi e sostanze ad alto valore aggiunto.
E poi ancora Biova Project – società BCorp torinese che trasforma il pane invenduto in birra artigianale, riducendo lo spreco alimentare. Co.ffee Era – progetto che nasce dalla startup Krill Design per proporre una soluzione alla gestione degli scarti di caffè, declinando a livello locale un processo che unisce sostenibilità, creatività e innovazione tecnologica.
E in termini di accoglimento delle sfide che mettono al centro la sostenibilità, ci sono anche le iniziative sostenute e applicate dai ricercatori dell’Enea, come la Giornata antispreco alimentare per trovare delle soluzioni per recuperare cibo non più utilizzabile, ma anche tecnologie innovative e processi avanzati per trasformare gli scarti in nuovi prodotti ad alto valore aggiunto.
Il progetto Med-Matrix-3, che con nuove metodologie nutraceutiche, utilizza gli estratti degli agrumi e della vite per combattere la glicemia. E, sempre nell’ambito della Salute, il progetto Biotrack che usa la tecnologia di nuovi sensori di radiazione per le terapie oncologiche.
Ma la ricerca ha uno sguardo rivolto anche al campo dell’energia più pulita: Orangees, Alright2T e Usa l’energia giusta: il primo è il progetto di ricerca applicata per produrre batterie green più performanti; il secondo per rinverdire gli aeroporti attraverso l’uso dell’idrogeno e l’ultima, ma non d’importanza, la campagna realizzata dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con Enea per l’uso più consapevole dell’energia.
Si possono avere molteplici idee, molteplici progetti a favore della sostenibilità ambientale, l’importante è realizzarli bene.
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