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Costi espliciti e impliciti del ricondizionato

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Immagine da Depositphotos

Il ricondizionato, cui oggi è dedicata la giornata del 5 marzo, sta vivendo un bel trend di crescita, ma non sempre riparare è facile e non in tutta Italia costa nello stesso modo

Tutto si può riparare. O almeno ci si può provare. Lo ribadiamo nella giornata dedicata alla riparazione (5 marzo) che va a braccetto con la giornata del ricondizionato (19 ottobre).

E noi di GreenPlanner proprio per ribadire quanto è importante riparare organizzeremo a ottobre (domenica 20) la terza edizione del contest dei restarter. Bloccate l’agenda e iscrivete la vostra squadra.

Ma intanto diamo la parola a Walter Ruggeri, consulting manager di WeFix.it – realtà vicina a The Right to Repair Europe, coalizione che ha promosso la legge sulle riparazione davanti al Parlamento europeo – perché grazie a una loro ricerca emerge che il diritto alla riparazione in Italia c’è, ma ha un costo diverso da regione e regione, soprattutto da Nord a Sud.

Insomma, succede come quando dobbiamo portare ad aggiustare un’automobile. Al Nord costa di più. Così, per sostituire una batteria di un iPhone 12 in Trentino Alto Adige si paga in media 54 euro mentre, per la stessa riparazione in Campania se ne spendono 39.

Per lo schermo di un Samsung S21, in Trentino si spendono 204 euro mentre in Campania 184. Stesso discorso per i modelli MI 10 Lite di Xiaomi e P30 Lite di Huawei: la batteria Xiaomi costa 59 euro per un trentino, mentre 44 euro per un campano; lo schermo Huawei costa 89 euro in Trentino mentre in Campania 69 euro.

5 marzo giornata del ricondizionato

Cade a fagiolo durante la giornata del ricondizionato il claim Rethink New presentato da Refurbed che si occupa di vendere prodotti rigenerati.

Una scale-up che invita tutti i consumatori a riflettere proprio sul concetto di nuovo e sulle proprie abitudini quotidiane di consumo. Tutto si può riparare e sul marketplace di Refurbed si trovano ora anche sci e snowboard, bici elettriche e anche purificatori d’aria o altri elettrodomestici come robottini per le pulizie.

Il trend del ricondizionato e del second hand è in crescita e piace agli italiani: 25 miliardi di euro è il valore del settore (Osservatorio Second Hand Economy di Bva Doxa) pari all’1,3% del Pil.

Dallo stesso rapporto si evince che sarebbero circa 24 milioni gli italiani che comprano e vendono abitualmente beni di seconda mano. Ovviamente alla base una scelta di convenienza: secondo Certideal c’è realmente un risparmio cospicuo in termini di denaro.

I telefoni ricondizionati, per esempio, offrono ai consumatori la possibilità di sostenere una spesa in media il 30% inferiore rispetto a quella per un device nuovo a prezzo intero.

Ma anche l’aspetto ambientale ha grande importanza oltre al prezzo inferiore, perché Subito.it fa per esempio notare che il second hand promuove il riutilizzo ed evita la produzione di rifiuti.

La realtà di origine svedese calcola così che grazie agli scambi commerciali avvenuti sulla propria piattaforma nel 2022, sarebbero state risparmiate oltre 2,6 milioni di tonnellate di rifiuti – di cui 2.500 elettronici.

Un motivo in più per non buttare e ricondizionare. Non solo nella giornata del 5 marzo.

Crediti immagine: Depositphotos

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