Home Energy and Mobility Edifici green, la direttiva europea per decarbonizzare il settore entro il 2030

Edifici green, la direttiva europea per decarbonizzare il settore entro il 2030

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Immagine da Depositphotos

La nuova direttiva europea per le case green, adottata con 370 voti favorevoli, 199 contrari e 46 astensioni, dovrà essere formalmente approvata anche dal Consiglio dei Ministri prima di diventare legge

La direttiva europea per la decarbonizzazione degli edifici è stata approvata e ora, prima della formalizzazione ufficiale in legge, dovrà essere discussa e avallata anche dal Consiglio dei ministri dei Paesi dell’Unione.

Di cosa si tratta? Le norme approvate riguardano l’obbligo per i nuovi edifici di essere a emissioni zero dal 2030, introduce misure per ridurre il consumo energetico dei riscaldamenti e combattere il cambiamento climatico, prevede un’esclusione per gli edifici agricoli e quelli storici.

Lo sforzo è ridurre le emissioni di gas climalteranti di un settore, quello edilizio, chhe in Europa conta per il 36% delle emissioni globali europee di gas serra.

Un risultato importante sia per il clima che per il risparmio energetico, grazie alle misure di efficientamento energetico degli edifici previste. Così Ciarán Cuffe, relatore per il gruppo di lavoro della Energy Performance of Buildings Directive: “La direttiva mostra chiaramente come la politica climatica possa avere benefici reali e immediati per i meno abbienti della nostra società.

Questa legge contribuirà a ridurre le bollette energetiche e ad affrontare le cause profonde della povertà energetica, creando al contempo migliaia di posti di lavoro locali e di alta qualità in tutta l’Ue.

Affrontando il 36% delle emissioni di CO2 in Europa, aggiunge un pilastro assolutamente essenziale al Green Deal europeo. Il risultato di oggi dimostra che il Parlamento continua a sostenere un Green Deal che offre equità e ambizione, in egual misura“.

Obiettivi di decarbonizzazione degli edifici della direttiva europea

Secondo la nuova direttiva, tutti i nuovi edifici dovranno essere a emissioni zero a partire dal 2030; i nuovi edifici occupati o di proprietà delle autorità pubbliche dovranno essere a emissioni zero a partire dal 2028.

Nel calcolare le emissioni, gli Stati membri terranno conto del potenziale di riscaldamento globale del ciclo di vita di un edificio, compresa la produzione e lo smaltimento dei prodotti da costruzione utilizzati per realizzarlo.

Per gli edifici residenziali, gli Stati membri dovranno mettere in atto misure per garantire una riduzione dell’energia primaria media utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035.

Secondo la nuova direttiva, gli Stati membri dovranno ristrutturare il 16% degli edifici non residenziali con le peggiori prestazioni entro il 2030 e, entro il 2033, il 26% con le peggiori prestazioni attraverso requisiti minimi di prestazione energetica.

Se tecnicamente ed economicamente idonei, gli Stati membri dovranno installare progressivamente impianti solari negli edifici pubblici e non residenziali, a seconda delle loro dimensioni, e in tutti i nuovi edifici residenziali entro il 2030.

Inoltre, gli Stati membri devono indicare come adotteranno le misure per la decarbonizzazione dei sistemi di riscaldamento, con l’obiettivo di eliminare gradualmente i combustibili fossili per il riscaldamento e il raffreddamento entro il 2040.

Il sovvenzionamento delle caldaie autonome a combustibili fossili sarà vietato a partire dal 2025. Saranno ancora possibili incentivi finanziari per i sistemi di riscaldamento ibridi che utilizzano una quota considerevole di energia rinnovabile, come quelli che combinano una caldaia con un impianto solare termico o una pompa di calore.

Crediti immagine: Depositphotos

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