Le condizioni di vita dei polli negli allevamenti stanno migliorando: come mostra lo European Chicken Commitment Progress Report, documento che analizza i progressi che la normativa europea sta avendo nelle filiere delle aziende che vogliono impegnarsi per allevamenti più sostenibili
Le condizioni in cui i polli vengono allevati in molti allevamenti intensivi sono state più volte denunciate; per migliorare questa situazione, l’Europa ha varato una serie di indicazioni e normative, contenute nell’European Chicken Commitment, per ridurre le gravi sofferenze causate dall’allevamento intensivo, adottando criteri di benessere animale basati su evidenze scientifiche.
Per esempio, il documento affronta questioni come le elevate densità di allevamento e l’utilizzo di razze a rapido accrescimento, che fanno sì che questi animali raggiungano il peso ideale di macellazione in soli 30-40 giorni, con gravi danni al loro organismo.
In seguito all’emanazione di questi criteri, tuttavia, le cose stanno cambiando e il recente report della Open Wing Alliance – coalizione che riunisce 95 organizzazioni a livello globale, tra cui Essere Animali – European Chicken Commitment Progress Report, mostra progressi, tendenze e impatto che la normativa europea ha avuto finora.
Migliorano le condizioni degli animali negli allevamenti di polli europei
Cominciamo dai numeri di chi ha aderito a questi criteri di allevamento più sostenibile: 378 aziende europee hanno sottoscritto e iniziato a implementare i criteri dell’Ecc, con un impatto concreto positivo sulle condizioni di vita di oltre 230 milioni di polli ogni anno.
Il nostro Paese, come purtroppo accade spesso, è in ritardo rispetto al resto d’Europa: a eccezione di Carrefour, in Italia mancano ancora impegni concreti da parte dei grandi supermercati, come si osserva invece in Spagna o in Francia.
In Francia tutti i principali supermercati si sono già impegnati e stanno avendo progressi significativi. In Norvegia hanno già implementato quasi tutti i criteri dell’Ecc la catena Rema 1000 e il loro fornitore Norsk Kylling, mentre in Danimarca sono state addirittura circa 40 aziende ad aver abbracciato l’Ecc, l’intero settore dei convenience store.
Nel Regno Unito Marks&Spencer e Waitrose si sono impegnati a rispettare tutti i criteri dell’Ecc, mentre altri supermercati di grande calibro come Tesco, Sainsbury’s, Lidl, Co-op e Morrisons hanno fatto passi avanti significativi impegnandosi a rispettare la riduzione delle densità di allevamento entro il prossimo anno.
Meritevoli di nota nel settore alberghiero sono gli impegni di Accor e Scandic Hotels; di Sodexo e Compass Group nel campo della ristorazione e di Nestlé, Unilever e Kraft Heinz nella produzione alimentare.












