Il bioblitz è un evento di scienza partecipata in cui esperti e cittadini collaborano per censire la biodiversità di un’area geografica specifica in un periodo di tempo limitato. Questa pratica, nata negli Stati Uniti negli anni ’90, ha guadagnato popolarità anche in Italia. Tant’è che questa sarà una primavera ricca di bioblitz: te li segnaliamo tutti
I bioblitz sono eventi scientifici intensivi e partecipativi che, nell’arco di un tempo definito dagli organizzatori, coinvolgono cittadini ed esperti in un’attività sistematica di identificazione delle specie viventi presenti in un’area definita.
Un modo per avvicinarsi alla scoperta della natura: un’opportunità per i giovani di esplorare il mondo della scienza in maniera interattiva e coinvolgente, rafforzando il legame tra educazione e ricerca.
Nati negli Stati Uniti a metà degli anni ’90, questi appuntamenti si sono rapidamente diffusi in Europa, assumendo una connotazione educativa e divulgativa, ma non per questo meno rigorosa dal punto di vista scientifico.
Le edizioni italiane più recenti – organizzate tra il 2024 e l’inizio del 2025 – confermano un crescente interesse per la citizen science come strumento concreto di monitoraggio ambientale. Tra queste segnaliamo il bioblitz del Joint Research Centre (Jrc) di Ispra che si terrà dal 5 al 18 maggio 2025.
Bioblitz: dove nasce e come si struttura un esperimento collettivo di scienza dal basso
Coniato nel 1996 nel Parco Nazionale di Kenilworth (Washington – Usa), il termine bioblitz fu utilizzato per la prima volta durante un evento promosso dal National Park Service in collaborazione con l’American Museum of Natural History.
L’idea, allora innovativa, era quella di condensare in una sola giornata il lavoro di osservazione, rilevamento e classificazione biologica svolto abitualmente da naturalisti e ricercatori nel corso di settimane o mesi.
Coinvolgendo cittadini volontari affiancati da esperti, l’iniziativa inaugurò una nuova stagione di collaborazione tra scienza ufficiale e partecipazione pubblica.
Nel corso degli anni, il modello si è affinato, diventando una vera e propria metodologia replicabile, adottata in parchi naturali, riserve, aree urbane e persino spazi periurbani.
La struttura del bioblitz è oggi articolata in diverse fasi, ognuna delle quali riveste un ruolo funzionale alla riuscita dell’iniziativa. La fase preliminare è quella della pianificazione: si seleziona l’area da monitorare, si definiscono le modalità operative, si convocano gli esperti e si attiva una campagna di comunicazione rivolta alla cittadinanza.
Durante l’evento, i partecipanti – dopo le dovute indicazioni organizzative – vengono accompagnati in escursioni guidate per individuare e documentare le specie animali e vegetali.
Il materiale raccolto, sotto forma di fotografie, suoni, video o note descrittive, viene successivamente validato e caricato su piattaforme digitali open source, come per esempio iNaturalist, che contribuiscono alla costruzione di database naturalistici utili a fini di ricerca e conservazione.
Esperienze virtuose e coinvolgimento trasversale in Italia
Anche nel nostro Paese, negli ultimi anni, il bioblitz si è affermato come strumento di indagine ambientale e di sensibilizzazione pubblica.
Numerosi enti territoriali – in primis parchi naturali, musei scientifici, università e associazioni di promozione ambientale – hanno abbracciato il format, organizzando eventi in grado di coniugare rigore metodologico e coinvolgimento intergenerazionale.
GreenPlanner appoggia da anni l’iniziativa City Nature Challenge che proprio in tra il 25 al 28 Aprile vede l’avvio dell’edizione 2025 con 18 città italiane pronte a scendere in campo (l’edizione 2025 della GreenPlanner cartacea riporta le esperienze più significative delle passate edizioni: puoi acquistarla online).
Luoghi ed enti della City Nature Challenge di quest’anno
Ecco la lista che il Cesab, ente organizzatore della City Nature Challenge in Italia, ha pubblicato affinché i citizen science possano aderire:
- Trinitapoli con ente organizzatore Cea-Casa di Ramsar
- Manduri con ente organizzatore le Riserve naturali regionali orientate del litorale tarantino orientale
- Leverano con ente organizzatore Ecomuseo Terra D’Arneo
- Milazzo, con ente organizzatore MuMa – Museo del Mare
- Messina , con ente organizzatore AssoCea Messina Aps
- Isola di Ustica con ente referente MareVivo Delegazione Sicilia
- Palermo con ente referente MareVivo Delegazione Sicilia
- Sciacca con ente referente MareVivo Delegazione Sicilia
- Area marina protetta Regno di Nettuno con ente organizzatore omonimo
- Area marina protetta Punta Campanella con ente omonimo
- Portofino, con ente organizzatore Outdoor Portofino
- Siena con ente organizzatore Museo di Storia Naturale dell’Accademia dei Fisiocritici
- Monte Pisano con ente Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa
- Ferrara con ente organizzatore Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara
- Trento con ente
organizzatore Muse - Predazzo con ente
organizzatore Muse - Bergamo attraverso Museo Civico di Storia Naturale di Bergamo
- Torino con ente Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino
Bioblitz, pratica antica nella sua essenza, moderna nei suoi strumenti
Il bioblitz, pur nella sua veste moderna, attinge a una tradizione naturalistica secolare, fondata sull’osservazione diretta e sulla catalogazione sistematica.
Chi partecipa a un bioblitz può utilizzare App e strumenti digitali come il già citato iNaturalist, ma anche eBird o PlantNet per raccogliere e condividere i dati in tempo reale. Infine, si possono usare fotocamere, microscopi portatili, Gps.
Alcuni si spingono anche a utilizzare droni per documentare le osservazioni. La novità risiede nella democratizzazione del metodo, che trasforma ogni cittadino in un potenziale ricercatore, restituendo al pubblico il ruolo di custode attivo del patrimonio naturale.
In un’epoca dominata da modelli digitali e monitoraggi automatizzati, l’incontro tra l’occhio umano e il dettaglio biologico conserva un valore insostituibile: scientifico, educativo e, in definitiva, culturale.












