L’iniziativa Cross-Border Energy Communities Pilot Actions è un programma europeo che ha l’obiettivo di promuovere la cooperazione transfrontaliera e l’integrazione delle comunità energetiche nelle regioni di confine
L’Unione europea, nel solco delle linee-guida espresse dai provvedimenti del Green Deal – piano strategico presentato nel 2019 per azzerare le emissioni nette di gas serra entro il 2050 e rendere l’Europa il primo continente a impatto climatico zero – a più riprese ha dimostrato di contare sulle Comunità energetiche rinnovabili (Cer) per raggiungere i propri obiettivi climatici.
Le Cer sono uno strumento chiave, per esempio, per raggiungere i macro-obiettivi vincolanti del pacchetto Fit-for-55 (42,5% di energia rinnovabile nel mix energetico europeo entro il 2030 e riduzione delle emissioni di gas serra del 55% entro il 2030).
Le stime a lungo termine della Commissione europea prevedono che entro il 2050 metà dei cittadini dell’Unione potrebbe autoprodurre energia, arrivando a coprire fino al 50% delle energie rinnovabili totali del continente.
Il piano d’azione europeo prevedeva anche l’obiettivo di attivare almeno una comunità energetica in ogni Comune con più di 10.000 abitanti (secondo la Corte dei conti europea, al momento è stato raggiunto solo il 27% di questo target).
Recentemente con la Raccomandazione (Ue) 2026/1007 di maggio di quest’anno, la Commissione europea punta ad accelerare la diffusione delle Comunità Energetiche Rinnovabili e a massimizzare il potenziale dell’autoconsumo collettivo con un obiettivo di installare ben 90 GW di capacità rinnovabile complessiva.
In particolare, la Commissione chiede formalmente ai governi di rimuovere gli ostacoli amministrativi che rallentano l’avvio dei progetti, di favorire modelli inclusivi per coinvolgere attivamente le famiglie vulnerabili, di sfruttare appieno i fondi di coesione europei 2021-2027 per finanziare le prime fasi di studio e sviluppo delle Cer, e di incentivare lo sviluppo di registri nazionali delle Cer trasparenti e snelli per monitorare i progetti e mapparne i benefici socio-ambientali.
Le comunità energetiche transfrontaliere
Va in questa direzione l’iniziativa Cbec – Cross-Border Energy Communities Pilot Actions (Azioni Pilota per le Comunità Energetiche Transfrontaliere), un programma promosso dalla Commissione europea (Dg Regio) e gestito dall’Associazione delle Regioni Transfrontaliere Europee (Aebr) e dalla Mission Opérationnelle Transfrontalière (Mot), in collaborazione con la federazione europea delle cooperative energetiche ReScoop.eu.
Questa iniziativa europea mira a promuovere la cooperazione transfrontaliera e l’integrazione delle comunità energetiche nelle regioni di confine. Più precisamente, punta a dimostrare sul campo come le comunità energetiche possano superare gli ostacoli normativi e geografici tra Paesi confinanti.
A seguito della pubblicazione del Manuale sulle comunità energetiche transfrontaliere (gennaio 2025), promosso dalla Commissione europea, che analizza criteri, fasi di costituzione, attori coinvolti e ostacoli giuridici alla creazione di comunità energetiche transfrontaliere, tra luglio e novembre 2025 sono state selezionate con un bando 7 iniziative tra le 17 candidature presentate, provenienti da diverse regioni di confine europee.
I 7 progetti pilota selezionati hanno ricevuto sostegno finanziario (15.000 euro a fondo perduto, per coprire le spese operative e strategiche iniziali) e assistenza tecnica (tutoraggio e masterclass personalizzate curate da ReScoop.eu per sviluppare le proprie comunità affinché l’energia nei loro territori transfrontalieri sia prodotta localmente, di proprietà dei cittadini e maggiormente integrata nel mercato europeo di confine).
Il progetto è partito a marzo di quest’anno e ha una durata di 12 mesi. Nel corso dei 12 mesi saranno analizzati ostacoli amministrativi, differenze regolatorie, modelli di governance e strumenti finanziari.
Operativamente l’iniziativa classifica i progetti in due categorie principali.
Cross-Border Energy Communities (Cbec)
L’attività energetica è direttamente integrata oltre confine (per esempio, l’energia prodotta in uno Stato viene condivisa, stoccata o consumata direttamente nel Paese confinante).
Quasi-Cross-Border Energy Communities (Q-Cbec)
Entità che condividono governance, finanziamenti, risorse umane o competenze strategiche tra partner dei due lati del confine, anche se le infrastrutture fisiche di produzione/consumo operano sotto le rispettive normative nazionali.
I progetti pilota selezionati nell’ambito dell’iniziativa Cbec
Le 7 azioni pilota che sono state selezionate, comprendenti sia Cbec che Q-Cbec, lungo varie frontiere europee (in 2 casi è prevista una presenza italiana), sono le seguenti:
- Friuli – Carinzia (Italia / Austria): progetto Cbec Friuli Carinzia, promosso da Enixi (At) e Ja-Ce Energy (It) (Q-Cbec)
- Friuli – Goriška (Italia / Slovenia): progetto Cbec Friuli-Goriška: A Transnational Model for Sustainable Cooperation, coinvolgente enti locali, agenzie e comunità energetiche italiane e slovene (Cbec)
- Euskal Herria (Spagna / Francia): cooperazione tra le cooperative cittadine GoiEner (Es) e I-Ener (Fr) (Q-Cbec)
- EfiDuero (Spagna / Portogallo): sviluppo della comunità energetica transfrontaliera da parte della cooperativa europea EfiDuero Energy (Cbec)
- Kempen (Belgio / Paesi Bassi): collaborazione tra le cooperative Campina Energie (Be) e KempenStroom (Nl) (Q-Cbec)
- Power Across Borders (Paesi Bassi / Germania): progetto tra le cooperative energetiche di Arcen Velden Lomm (Nl) e Straelen (De) (Q-Cbec)
- Görlitz – Zgorzelec (Germania / Polonia): iniziativa Energizing Borders per creare una comunità rinnovabile nella città divisa dal confine polacco-tedesco (Cbec)
L’obiettivo finale del programma è creare una Community of Practice e roadmap replicabili in grado di orientare future politiche dell’Unione europea nell’integrazione dei mercati energetici locali.
Crediti immagine: Depositphotos
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Andrea Innocenti: da tempo si interessa di energia e sostenibilità, prima come Ceo di un'azienda reseller di luce e gas, oggi come consulente e docente. Bocconiano con Mba a Edimburgo, cresce all'interno di due multinazionali della consulenza di direzione. Crede nelle energie rinnovabili, quale leva per combattere il cambiamento climatico, e segue la realizzazione delle Comunità Energetiche Rinnovabili, oltre a tenere corsi sulla sostenibilità nelle scuole | Linkedin











