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Printing ed economia circolare: benefici per l’ambiente e per i clienti

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sylvie thomas lexmark

sylvie thomas lexmarkEconomia circolare per adottare processi produttivi sostenibili con l’obiettivo di ridurre sprechi generati dai processi lineari tradizionali (oggi intorno al 70%), ma anche sharing economy, intesa come attivazione, co-produzione e co-generazione di prodotti e servizi in cui i ruoli di produttore e consumatore si sovrappongono e smart city.

Si è parlato anche di questo alla conferenza Last Call To Europe 2020 organizzata in questi giorni a Expo 2015 da Fondazione Sodalitas in collaborazione con Csr Europe.

Tra i relatori anche Sylvie Thomas, a capo a livello europe, Middle East e Africa del team dedicato al tema della Social responsibility di Lexmark.

“Benché una tipica descrizione dell’economia circolare tenda a fare luce sui suoi aspetti di tutela dell’ambiente” spiega la Thomas “la sua adozione porta alle aziende anche significativi risparmi sui costi. Grazie al riuso delle risorse, le aziende possono infatti mettere a bilancio una spesa significativamente inferiore alla voce materiali. Ciò vuol dire che la ricaduta positiva sarà anche sul cliente finale grazie, per esempio, ai risparmi che si ottengono sul packaging”.

La Thomas continua con un esempio riferendosi a uno studio della Ellen MacArthur Foundation cui Lexmark fa parte: “Un approccio circolare nell’industria manifatturiera che produce prodotti con un ciclo vitale medio può portare fino a 630 miliardi di dollari di risparmi nella sola Unione Europea, pari a un 19-23% degli attuali costi legati alle materie prime o a un 3-3,9% ricorrente del PIL dell’UE (dati riferiti al 2010)”.

Non è banale che Lexmark, tipico produttore di stampanti e affini, abbia aderito alla Call 2020 ed è anzi significativo che la Thomas definisca il core business della sua azienda come quello di mettere in collegamento le informazioni non strutturate, cartacee e digitali, che si trovano in un’organizzazione con i processi, le applicazioni e le persone che ne hanno maggiore necessità.

“La nostra filosofia print less, save more è” specifica la manager “improntata al miglioramento del processo di gestione e trasferimento delle informazioni allo scopo di eliminare la carta e ridurre i costi per le aziende in tutti i mercati nei quali operano”.

Strategie annunciate a parte, Lexmark ha operato anche sulla propria impronta ambientale riducendo le emissioni di CO2 del 45% dal 2005 anche a fronte di minor uso di plastica.

E ora “uno dei nostri principali obiettivi” continua la Thomas riferendosi all’efficienza delle risorse “è l’incremento nell’utilizzo di contenuti plastici riciclati dopo il consumo, il cosiddetto Pcr postconsumer recycled, nelle nostre cartucce toner, dal 10% attuale al 25% entro il 2018”.

Produrre l’80% dei propri prodotti di consumo entro il 2017 e smaltire localmente è nei piani dell’azienda con l’obiettivo esplicito di generare anche posti di lavoro per l’economia locale dando vita a una catena distributiva più breve con un impatto di CO2 ridotto. Fa parte di questa catena anche la raccolta e smaltimento di rifiuti: il Lexmark Cartridge Collection Program (LCCP) e un servizio gratuito di raccolta utilizzato dal 90% dei clienti e attivo già dal 1991.

I dati forniti da Lexmark dimostrano che quasi 1 cartuccia su 3 viene tramite gli eco-box collocati negli uffici. Per il materiale che viene restituito, Lexmark persegue una politica che tende a evitarne lo smaltimento in discarica o l’incenerimento, con l’obiettivo di arrivare a riutilizzare direttamente il 50% del materiale, in termini di peso, entro il 2018, con il resto avviato a processi di riciclo.

“Proteggere l’ambiente abbracciando l’economia circolare” conclude la Thomas il proprio intervento alla Call 2020 “consente, nel tempo, di ridurre le emissioni di CO2 fino al 45% su scala globale, migliorando la disponibilità dei prodotti per i clienti finali. Di conseguenza sta diventando sempre più difficile per le aziende giustificare la mancata adozione di questo paradigma, che ha il triplice vantaggio di ridurre l’impatto ambientale, di offrire un vantaggio economico e di creare opportunità di lavoro”.

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