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Progetto Bagnolo, prove di fracking sul Monte Amiata?

pubblicato il: - ultima modifica: 12 Ottobre 2021
progetto bagnolo geotermia

progetto bagnolo geotermiaÈ stato presentato e reso pubblico il nuovo progetto Bagnolo, nell’area dell’Amiata in Toscana.

Al momento rappresenta l’intento di realizzare un pozzo, che potrà raggiungere la profondità di 4.000 metri per ottenere calore da trasformare in energia geotermica, attraverso una procedura di stimolazione con probabile impiego di acido.

Il procedimento per intercettare il calore della roccia, operando una serie di spaccature della stessa, ottenute grazie all’azione degli acidi, come abitualmente si configura come un’attività simile a quella dei normali progetti di fracking.

Il progetto Bagnolo, che comprende le aree geografiche dei comuni di S. Fiora, Abbadia S. Salvatore e Piancastagnaio, è stato presentato alla Regione Toscana ed è in attesa di passare alla Valutazione di Impatto Ambientale successivamente al prossimo mese di agosto. Al momento la cittadinanza è nella posizione di poter presentare osservazioni al progetto entro la metà di agosto.

Ciò che la società documenta lo si può evincere dal Permesso di Ricerca Bagnolo come studio preliminare ambientale ed è qui che viene dichiarato che si intende operare la stimolazione dl pozzo con un trattamento di acidificazione, che richiede l’introduzione di sostanze chimiche che agiranno in base alla costituzione geologica del terreno, con volumi di 50.000 litri di acido introdotto in profondità. Quanto la società dichiara è l’introduzione di soda caustica fino a 2.200 metri. Non si sa che altra diversa sostanza possano introdurre oltre i 2.200 metri.

L’introduzione di soda caustica avrà come risultato la fuoriuscita di fanghi, che saranno successivamente smaltiti, rispettando un codice CER che viene indicato nel progetto Bagnolo e che, se confrontato con la tabella del Catalogo Europeo dei Rifiuti, corrisponde a un codice che non include le sostanze pericolose. Altro sarebbe il codice da attribuire a dei fanghi mescolati a sostanze come la soda caustica.

Altra dichiarazione della società è che le emissioni prodotte dal pozzo e immesse nell’aria, sono stimate nella misura di circa 20 tonnellate di vapori endogeni per ora, con un quantitativo massimo di CO2 disperso in atmosfera che è previsto nella misura di 65 tonnellate.

Non viene considerato che questo genere di operazioni di perforazione danno luogo all’emissione non solo di CO2, ma anche di acido solfidrico, che in proporzione sarebbe quantificabile in un range dell’1-2% dell’intera emissione, e quindi valutata in 0,2-0,4 tonnellate all’ora, cioè da 4,8 t a 9.6 t nelle 24 ore. Non va inoltre dimenticato che l’acido solfidrico è ritenuto responsabile di alcune gravi patologie dell’apparato respiratorio.

Quanto riportato ci è stato inviato da un gruppo di cittadini appartenenti all’organizzazione Salviamo la Toscana dalla geotermia per la salute dei cittadini; attendiamo ora di ricevere chiarimenti ed eventuali puntualizzazioni da parte della Regione Toscana a riguardo del progetto Bagnolo.

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