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Sistemi di riscaldamento: TINA, generatore di calore a zero emissioni

città: Milano - pubblicato il:
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sistemi di riscaldamento tinaOgni inverno, con l’accensione dei sistemi di riscaldamento, si ripresenta puntuale il problema delle emissioni inquinanti e delle polveri sottili che attanagliano le nostre città.

La soluzione d’emergenza applicata in questi casi, però, riguarda sempre la mobilità – blocchi del traffico, limitazioni nella circolazione dei centri cittadini – perché in questo ambito i rimedi sono veloci da applicare.

La sostanza del problema però non viene toccata perché i sistemi di riscaldamento, specie quelli più vecchi, inquinano enormemente più delle automobili.

La qualità dell’aria nelle nostre città infatti è influenzata soprattutto dall’arretratezza del patrimonio edilizio, responsabile di più del 50% delle emissioni di biossido di carbonio (CO2) e fino al 30% delle emissioni di particolato (PM) – dati emersi durante il 4° Forum Energia.

Di fronte a questa evidenza, allora, è naturale domandarsi in che modo sia possibile ridurre le emissioni di gas inquinanti generate dai nostri sistemi di riscaldamento.

Con la firma del protocollo di Kyoto, infatti, i Paesi stanno avviando – seppure faticosamente – una rivoluzione nel settore della generazione termoelettrica cercando di completare la transizione dai combustibili fossili a quelli più sostenibili – come il gas naturale – o meglio ancora alle rinnovabili che hanno emissioni significativamente ridotte.

Per questo le fonti rinnovabili, in particolare fotovoltaico ed eolico, sono cresciute fino a generare oggi il 40% dell’energia elettrica consumata.

Purtroppo in questi stessi anni, accanto al cambiamento nei modelli di generazione elettrica e di mobilità – grazie ai biocombustibili e alla mobilità elettrica – non c’è stato un analogo sviluppo sul fronte dei sistemi di riscaldamento tanto che che oggi essi rappresentano la principale fonte di inquinamento delle nostre aree urbane.

Ed è in questo ambito che si inserisce TINA, una pompa di calore ad alta temperatura e a elevata efficienza, brevettata, prodotta e commercializzata da TEON, che offre una soluzione oncreta al problema delle emissioni inquinanti dei sistemi di riscaldamento.

La pompa di calore TINA, infatti, permette di riscaldare gli edifici esistenti sostituendo la caldaia, senza modificare l’impianto e i radiatori.

Riccardo Bani, Presidente di TEON conferma che “Con TINA (e RETINA, che offre anche raffrescamento estivo) il 70% dell’energia necessaria per produrre il riscaldamento viene prelevato da una fonte rinnovabile (acqua di falda, lago, fiume) e per il restante 30% si utilizza energia elettrica; e questa non viene generata nelle aree urbane, ma tipicamente fuori dai centri abitati. L’efficienza energetica è evidente: mentre una caldaia tradizionale per generare 100 unità di calore ne brucia almeno 110 di combustibili fossili (con le conseguenti emissioni e spese), TINA ne utilizza solo 30 di energia elettrica”.

Come rinnovare i sistemi di riscaldamento esistenti con TINA

Normalmente una pompa di calore lavora a temperature non superiori ai 55°C che sono insufficienti per riscaldare edifici dotati di impianti tradizionali; i radiatori, per esempio, richiedono temperature dell’acqua di mandata tra i 60° e gli 80°C, specie in caso di inverni rigidi.

Grazie alla tecnologia realizzata da TEON però il limite delle pompe di calore tradizionali è stato superato ed è possibile sostituire le vecchie caldaie tradizionali con TINA perché è in grado di superare gli 80°C.

L’immobile che adotta una soluzione a pompa di calore, oltre a risparmiare energia, migliora inoltre la propria classe energetica grazie all’uso di fonti rinnovabili come l’acqua e all’utilizzo di refrigeranti naturali, più sicuri e rispettosi dell’ambiente.

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